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    Pezzi di storia

I Carabinieri a Santa Margherita

Il Mare – 23 aprile 1955

L'articolo "Cronaca antica e nuova"

Sono ormai più di novanta anni che la sicurezza e l'ordine sociale di S. Margherita sono affidati all'Arma benemerita. Prodigandosi per soccorrere persone in foto pericolo, come nella violenta mareggiata del 1859; reprimendo il… brigantaggio, quando al tempo della costruzione della ferrovia, tra i numerosissimi operai che vi lavorarono, si formarono pericolose bande di pregiudicati; sacrificandosi quando infuriava la spagnola, per mantenere i contatti ed i collegamenti con il capoluogo.
In tanti anni, infiniti sarebbero gli episodi da raccontare, da quando, per desiderio generale, nel 1860 il consiglio comunale presentò la richiesta al sindaco: «che in questo vasto comune di S. Margherita vi fosse stanziata l'arma dei Reali Carabinieri, per servizio dell'ordine pubblico».
Dovettero passare ben venticinque anni di continue richieste prima che si insediasse in città stabilmente una Brigata.
Così nel 1862, quando dei delinquenti infestarono la città, la popolazione si spaventò, ed il municipio colse il destro per rinnovare l'istanza già fatta due anni prima, affinché fosse qui stabilita «una o in difetto – mezza stazione – almeno di RR. Carabinieri».
La prima volta il governo aveva rifiutato adducendo le circostanze di bisogno di quell'arma e la scarsità di militi. Ora, non potendo respingere in tutto la giustissima domanda, invitò il municipio «a provvedere alloggio e l'occorrente mobilio per due carabinieri che verrebbero di quando in quando inviati dalla stazione di Rapallo, a tal uopo rinforzata, a pernottarein questo comune».
Ma qui entrava in ballo l'amor proprio, che conta, per lo meno, quanto la pubblica sicurezza. Il consiglio dignitosamente respinse l'invito «che non rispondeva che a una situazione di fatto».
E continuò sempre insistendo per avere una propria stazione di Carabinieri.
Fu solo nel 1863 che una stazione provvisoria venne concessa ed alloggiata in Via Giuncheto1, in quegli stessi locali, da cui i carabinieri si sono trasferiti in una sede più ampia nei mesi scorsi.
Frattanto proseguivano i lavori della ferrovia con la costruzione della galleria per Camogli, e con la conseguente venuta di operai forestieri, i quali cominciavano ad alterare profondamente la costituzione della popolazione di S. Margherita. Infatti… «vanno ognor più crescendo gli alterchi, le risse, le ferite e ben spesso anche le morti… onde il contingente che porge questo comune alla procedura criminale supera da se solo quello stesso che porge il resto di questo mandamento».
Pertanto vi fu una nuova supplica al governo perché volesse concedere la stazione «almeno fin tanto che durano i lavori della ferrovia, visto che quella concessa nel 1863 era stata provvisoria».
Sollecitazione che venne ripresentata l'anno dopo.
Guardando ora, a distanza, tutte quelle richieste e sollecitazioni per i militi della benemerita, pare davvero strano che desiderio tanto semplice e motivato dovesse tardare tanto ad essere accolto. Così ancora nel '67, nel '75, allorché difettando i carabinieri, vennero rispolverati e riarmati i baffuti militi della Guardia Nazionale. (Ma si trattò forse di un nuovo espediente per sollecitare la cosa). Ripresero le richieste nel '79, anno in cui, avvenimento che rimase al centro delle discussioni cittadine per chissà quanto tempo, i Reali si fermarono in visita alla città, nel passare per Genova. Fu quella la famosa occasione in cui il Sindaco cav. G. Batta Raggio, interrogato dal Re sulle condizioni della popolazione rispose: «Sire, una parte pescatori e il resto tutti ricchi».
L'anno decisivo fu infine l'85 l'anno in cui finalmente, al comando di un brigadiere, si insediò stabilmente la stazione dei carabinieri nei locali di Via Giuncheto, fino a quando recentemente si è spostata in Via Cervetti Vignolo2.
Ora i compiti dei militi della benemerita si sono moltiplicati. Oltre a quelli fondamentali della difesa e tutela della sicurezza sociale, tra breve entrerà in funzione il servizio aereo con Londra e i carabinieri dovranno effettuare nell'apposito padiglione che verrà costruito vicino al pontile dei giardini della Libertà, tutte le operazioni di dogana e di frontiera in aggiunta a quelle altre che già effettuano.
Attualmente la sede di Via Cervetti Vignolo, su iniziativa del comune, è in via di ampliamento con lavori che comprendono col miglioramento generale dell'edificio, ricuperato in condizioni pessime, l'alzamento di un piano.
Al secondo piano verranno collocati gli alloggi per i sottufficiali, al primo le camerate e gli uffici, al piano terra ancora uffici e le celle.
Il numero elevato di turisti che popolano la città durante l'anno, le personalità che la visitano, e che saltuariamente vi risiedono, l'importanza dei servizi di collegamento, sono argomenti che oggi giocano per un nuovo potenziamento della stazione dei carabinieri, che ora comprende un organico di 4 sottufficiali e 5 militi al comando del Maresciallo Di Pietro.


1 Nell'edificio tra via Giuncheto, via Dogali e via Solimano, dove oggi è il bar "al Clubino"
2 L'edificio aveva ospitato la Casa del Fascio (tappa della visita di Benito Mussolini nel Tigullio il 15 maggio 1938) e, dopo la Liberazione, prima il Comando Partigiano poi, per poco tempo, la sede del Partito Comunista, infine dal 1954 la Caserma dei Carabinieri (fu l'occasione per alzarlo di un piano).

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