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    Pezzi di storia

"Tributo a Carlo Riva"1

Appuntamento con i ricordi della "dolce vita", quando a Santa Margherita si dava appuntamento il bel mondo del secondo dopoguerra.

Carlo Riva ing. Carlo Riva

Il mare, associato alla dura vita dei pescatori, diventava invece il luogo dedicato al piacere, meta della nautica da diporto. Erano gli anni in cui nasceva a Santa Margherita lo sci acquatico2, trainato, è proprio il caso di dirlo, da "un motoscafo di classe, il Riva Florida, sinonimo di eleganza, status e perfezione".
Già, perché "Riva" rappresentava il massimo della nautica del tempo: "gioielli" in mogano, oggetti del desiderio per reali, uomini d'affari, campioni dello sport, celebrità del cinema e jet set internazionale, quotidianamente sulle pagine dei rotocalchi. "Gioielli" con radici di oltre un secolo, quando nel 18423 Pietro Riva avviò un cantiere nautico sul lago d'Iseo4. Una produzione che si caratterizza da subito per classe e personalità e che si conserva con le generazioni successive.
«… nel 1842, a Pietro Riva, maestro d'ascia del Laglio5, viene affidato l'incarico di riparare alcune imbarcazioni apparentemente impossibili da sistemare6.
Compiuto il miracolo Pietro decide di iniziare una sua impresa di costruzione navale. Nel 1880 il cantiere passa al figlio Ernesto, che senza rinunciare all'elemento della tradizione, aggiunge importanti innovazioni, prima su tutte l'installazione di motori a scoppio sulle imbarcazioni, realizzando modelli per trasporto di passeggeri e merci. Aquarama
In seguito Serafino Riva nel primo dopoguerra abbandona i battelli di grandi dimensioni, dedicando l'intera produzione alla motonautica, che porterà, tra le altre cose, alla realizzazione di motoscafi da corsa capaci di infrangere record e vincere gare; [il figlio] Carlo poi, negli anni '50 del 1900, rende definitivamente i motoscafi Riva rinomati in tutto il mondo per qualità, eleganza e status, fino ad arrivare al leggendario modello del 1962 Aquarama7, imbarcazione in legno che stravolge e innalza completamente gli standard della motonautica al motto di "sole, mare, gioia di vivere".8
A partire dal 1969 però, il difficile clima sindacale ed economico in Italia, fa cedere a Carlo la proprietà del cantiere all'americana Whittaker, rimanendo presidente fino al 1971, quando il suo socio storico, Gino Gervasoni assume la guida dell'azienda.
Nel 1990 poi l'azienda viene nuovamente ceduta alla britannica Vickers9, il che comporterà la rinuncia di Gino Gervasoni (che nel frattempo aveva sposato la sorella di Carlo). Finisce così la presenza della famiglia Riva all'interno del cantiere.
Infine nel 1999 i cantieri Vickers vengono rilevati da un fondo d'investimento inglese, tuttavia Riva tornerà ben presto italiana, dato che nel 2000 entra a far parte del gruppo Ferretti, intenzionato a rilanciarla sulla scena internazionale.
Ad oggi la società possiede due cantieri: lo storico cantiere Riva di Sarnico, sul lago di Iseo, e il nuovo e all'avanguardia cantiere di La Spezia.»10

studio Carlo Riva nel suo studio di Sarnico


Come scrisse il giornalista bergamasco Stefano Serpellini "Ecco, la perfezione di questo scafo non sta tanto nella linea, nei dettagli curati maniacalmente: è l'eleganza innata, quella che non potranno mai avere le mega barche degli sceicchi con bagni in marmo di Carrara, scritte d'oro e altre pacchianerie".
Oggi quello che è rimasto più impresso per le sue doti di innovatore è il nome dell'ing. Carlo Riva: classe 1922, mancato nel 2017. Quando lascia la guida del cantiere, prende a modello Port Pierre Canto a Cannes per realizzare il marina di Rapallo, inaugurato il 26 luglio 1975 e intitolato a suo nome: fu il primo approdo turistico privato in Italia.

Dal 1° maggio 2000, come si è detto, i cantieri Riva fanno parte del Gruppo Ferretti il cui azionista di maggioranza, dal 2012, è il gruppo industriale cinese Weichai, uno tra i gruppi industriali più importanti a livello internazionale nel settore dei veicoli commerciali e di macchinari per le costruzioni.
Il mondo è cambiato, ma il "Tributo Carlo Riva" cerca di incantare ancora con il fascino e l'eleganza della celebrazione dei 180 anni dalla nascita del Cantiere (1842), 60 anni dalla presentazione dell'Aquarama (1962) e 100 anni dalla nascita dell'ing. Carlo Riva (1922).


1 Quarta edizione dell'appuntamento per motoscafi Riva d'epoca, dal 1 al 5 giugno; vedi l'articolo della Gazzetta "Riva Society Tigullio" del 1 marzo 2021
2 Vedi l'articolo della Gazzetta "Sci nautico e Grand Hotel Miramare" del 13 marzo 2019
3 La Chris Craft, uno fra i maggiori produttori mondiali di motoscafi, fu fondata nel 1922
4 Nel comune di Sarnico, in provincia di Bergamo
5 Comune in provincia di Como, sulla sponda occidentale del lago di Como
6 Un fortunale improvviso sul lago d'Iseo aveva causato danni che sembrano irreparabili: barche danneggiate, pescatori senza più mezzi e sconfortati. Pietro, appena arrivato da Laglio, compie un miracolo guadagnandosi la stima e l'ammirazione dei sebini.
7 Il nome si ispira al cinerama allora di moda, sistema di cinematografia a tre dimensioni.
8 Dopo le vicende belliche, con il benessere alle porte, Riva si dedicò alla costruzione di runabout di ispirazione americana: piccoli motoscafi per quattro/otto persone Tipico fu il Tritone, lungo circa 8 metri, con due motori: realizzato in mogano lamellare, nel 1962 il suo restyling portò alla nascita del mitico Aquarama. Quest'ultimo, ritenuto il più bel motoscafo mai realizzato al mondo, costruito fino al 1972 in circa 300 esemplari, è ora conteso dai collezionisti. Splendido prodotto di ebanisteria, è comunque scadente sotto l'aspetto idrodinamico.
9 Di cui faceva parte anche la Rolls-Royce
10 "Cantieri, modelli di business e utenti della nautica da diporto" di Riccardo Ceccarelli, 2019

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