Testata Gazzetta
    Pezzi di storia

Rapallo sede di Re e rifugio di poeti
di Alfredo Rota

Il Mare – 4 marzo 1911

Il collega Alfredo Rota dopo inni alati alla poesia del mare e dei monti, alla salubrità del clima nel Golfo Tigullio così scrive sul Momento. panorama 1
"Rapallo, Nervi, S. Margherita, le tre bianche cittadelle che contendono a Nizza, a Cannes ed a Bordighera il primato dei Principi e dei Re, sono oggi gremite di forestieri.
L'elenco dei personaggi ospitati in questi grandi, ricchi e fastosi Alberghi sembrano tante pagine dell'almanacco di Gotha1.
Vi sono infatti Re, Principi, Duchesse, Dame che furono e sono del gran mondo inglese, russo, germanico, tedesco; donne pallide e clorotiche2 che passano tacite sulla curva della spiaggia come fugaci visioni di sogno indimenticabile.
Lungo la riva fra le palme alte, corimbiche3 e gli effluvi molli di salsedine trovate poi una vera Corte con attorno una folla di aiutanti di campo, di gentiluomini di compagnia, di segretari, di maggiordomi, di istitutrici, di lettrici, di «mademoiselles»; e le parole «Mon Prince» e «Votre Majesté» suonano fra il gridio festoso dei bimbi dagli occhi grandi e immobili sul mare. copertina
Nella Riviera del Sole i Re vogliono diventare pacifici cittadini, e mentre il Re e la Regina del Belgio onorano di loro presenza l'incantevole Rapallo, un incaricato del Re di Svezia ha ivi fatto di questi giorni pratiche per affittare per l'intera famiglia Reale, un appartamento in un grande albergo; a Zoagli a due passi da Rapallo - l'«Hotel Nave» ospita la famiglia di un principe tedesco, cugino di primo grado dell'Imperatore Guglielmo. Egli viaggia naturalmente in incognito e ha dato all'albergo anche lui un nome qualunque. Abbiamo poi qui la moglie e la figlia di Riccardo Wagner, Sem Benelli, che sta ritoccando il «Mantellaccio», Maurice Donnay4, l'autore di «Amants», il baritono Titta Ruffo e alcuni scrittori tedeschi. A Portofino in una solitaria casetta conficcata in un crepaccio in faccia al mare - incantevole nido di rondini - Gerardo Hauptmann5 sta ultimando un nuovo dramma sociale.
A Rapallo, fra i cedri, gli aranci e il mare la vita è deliziosa così tanto per i sovrani che reggono i popoli come per i principi dell'arte. Il «Ponte del Diavolo» con le sue paurose leggende; i suoi antichi diroccati monumenti sepolti dal muschio più verde del ramarro e più soffice del capelvenere; e le sue inviolate strade a zig-zag e a mezza costa protette da lauri e da pini ombrelliferi imprigionano lo spirito dei forestieri in un nirvana di sogno. Il «dolce far nulla» li penetra allora con tutta la sua irresistibile malia e la fantasia spazia liberamente, senza fine…

dipinto Martirio di sant'Ursicino (Luca Longhi, 1558) Museo d'arte della città di Ravenna

Rapallo è una delle città più antiche della Liguria, di cui ignorasi l'origine e la fondazione. Si oppose per mare e per terra ai romani, ai pisani, ai veneziani, ai modenesi e ai piacentini; e portò più volte da se sola le sue galee davanti a Porto Pisano. Il sanguinario corsaro barbaresco Dragutte vi sbarcò nella notte del 6 luglio 1549, la saccheggiò e vi appiccò il fuoco traendo in ischiavitù cento abitanti, nonché numerose vergini leggiadre, come narra Bonfadio6 nei suoi «Annali di Genova». Per lungo tempo poi Rapallo fu straziata dalle fazioni dei guelfi e dei ghibellini che vi commisero fatti orribili di sangue e ciò per ambizione di alcune nobili famiglie potenti per ricchezze e per aderenze.
De' molti chiari personaggi onde si onora Rapallo ricorderò San Ursicino7, il medico più antico della Liguria, che esercitò la medicina a Ravenna, ove fu martirizzato nel 54 sotto Nerone; Biagio Assereto8 l'«imprigionator di Re», l'eroe navale di Ponza, la famosa battaglia liberatrice di Gaeta che diede a Genova oro e diamanti e Re e Principi e Speron d'oro in grandissimo numero; Giovanni Da Vigo9 chirurgo operatore celebratissimo, archiatro di Giulio II, le cui opere furono tradotte nella più parte delle lingue europee; panorama 2 Agostino Giusti- niani10, teologo, chiamato a insegnar lingua ebraica a Parigi da Francesco I, che lo nominò suo elemosiniere e consigliere di Stato, autore dei migliori «Annali della Repubblica di Genova» e del «Salterio» poliglotta; Fortunio Liceti11 chiamato all'Università di Bolog-na «Aquila e Fenice degli ingegni»; e il poeta Pompeo Figari12, il fondatore dell'Arcadia di Roma, ecc… ma i forestieri non s'interessano naturalmente né delle bellezze archeologiche né della storia di Rapallo; tutto al più pensano con Papa Adriano V che non solo

Intra Siestri e Chiaveri s'adima
Una fiumana bella…


1 L'Almanacco di Gotha è un libro con la genealogia delle famiglie aristocratiche europee: Gotha è la città tedesca dove fu pubblicato la prima volta nel 1763.
2 anemiche
3 pieni di infiorescenze
4 commediografo francese (1859-1945)
5 drammaturgo tedesco (1862-1946)
6 Jacopo Bonfadio (1508-1550), storico genovese
7 Ursicino, medico di origine ligure vissuto e morto nel III secolo, si era trasferito a Ravenna. Cristiano, subì la persecuzione e fu decapitato: le sue reliquie si trovano nella Cattedrale di Ravenna, trasferite nel 972 dalla scomparsa chiesa di San Giovanni Battista. La sua memoria liturgica ricorre il 28 aprile, insieme ai santi Vitale e Valeria (genitori dei santi Gervasio e Protasio). Vitale aveva assistito Ursicino e gli aveva dato sepoltura.
8 ammiraglio (1383-1456)
9 medico (1450-1525)
10 vescovo (1470-1536)
11 medico (1577-1657)
12 letterato (circa 1650-1730)

© La Gazzetta di Santa