Testata Gazzetta
    Pezzi di storia

La destra: è cambiato qualcosa?

La Seconda Guerra mondiale era terminata da poco, la Repubblica Sociale Italiana, fondata da Benito Mussolini, aveva cessato di esistere nell'aprile dell'anno precedente: il 3 e 26 dicembre 1946, dopo vari tentativi di aggregazione di chi era ancora legato all'esperienza fascista, veniva costituito il Movimento Sociale logo Italiano con la sigla Mo.S.It. I dirigenti di numerosi raggruppamenti1 si riuniscono nello studio romano di Arturo Michelini2 con l'intento di unire le diverse anime del neofascismo e uscire dalla clandestinità, favoriti anche dal clima che identificava il pericolo per la sicurezza dello Stato nel comunismo interno (PCI e PSIUP) ed esterno (soprattutto Jugoslavia).
L'obiettivo era di operare come un partito politico legale, anche se inizialmente poteva far parte del nuovo gruppo solo chi aveva aderito alla Repubblica Sociale: la proclamazione dell'amnistia3 permise l'ingresso di chi era stato colpito dalle sanzioni contro il fascismo.
Già all'inizio del 1945, quando era evidente la sconfitta, il segretario del Partito Fascista Repubblicano, Alessandro Pavolini, aveva tracciato «i quadri della riorganizzazione clandestina del Partito Nazionale Fascista» ai quali non aveva potuto dare attuazione in quanto fucilato il 28 aprile 1945 insieme a Mussolini.
Per non attirare l'attenzione e destare eccessive preoccupazioni, gli esponenti furono scelti tra nomi di secondo piano, persone che avevano rivestito incarichi marginali durante il fascismo o che non avevano trascorsi politici. La segreteria della Giunta fu affidata a un giovane Giorgio Almirante4 che divenne il volto ufficiale del Partito5.
L'emblema era costituito da una base trapezoidale dalla quale si irradia una fiamma tricolore: all'interno della base l'acronimo MSI6.
Il finanziamento era assicurato da quanto si era riuscito a salvare dalla fine della Repubblica Sociale, dai «camerati costretti a risiedere in Argentina»7 e dalla Spagna del Caudillo Francisco Franco.
L'attività svolta era sempre sul filo del rasoio del Decreto legislativo luogotenenziale n.149 del 26 aprile 1945 "Applicazione di sanzioni a carico di fascisti politicamente pericolosi" (G.U. n.51 del 28/4/45), della legge n.1546 del 3 dicembre 1947 "Norme per la repressione dell'attività fascista e dell'attività diretta alla restaurazione dell'istituto monarchico" (G.U. n.13 del 17/1/48) e della XII "Disposizione transitoria e finale"8 della Costituzione (Approvata dall'Assemblea Costituente il 22 dicembre 1947).
Tra le linee guida inviate dalla giunta del MSI alle federazioni provinciali compare "Occorre anche mascherare il più abilmente possibile, nell'interesse della causa e del Movimento, il nostro fine e sapere sviare discorsi o sospetti sui dirigenti centrali, che sono quelli che sono e senza il coraggio e l'abilità dei quali il nostro risorgere sarebbe rimasto vana utopia".
Arriverà poi la legge n.645 del 20 giugno 1952 "Norme di attuazione della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione " (G.U. n.143 del 23/6/52), la cosiddetta legge Scelba dal nome del Ministro dell'interno.

Almirante 1956 – Giorgio Almirante e Pino Rauti


Il 15 gennaio 1950 Almirante fu costretto alle dimissioni e venne sostituito dal principale esponente della corrente moderata, Augusto De Marsanich9, che nelle elezioni amministrative del 1951-2 si alleò addirittura con il Partito nazionale monarchico10; riuscì inoltre a far rimanere largamente inapplicata la legge Scelba.
Quando nel 1954 abbandonò per motivi di salute alla segreteria andò Arturo Michelini, che sosterrà vari governi democristiani.
Alla morte di Michelini, nel 1969, alla segreteria ritornerà Almirante che, per sottolineare il legame a destra con monarchici e cattolici, aggiunse alla sigla del partito l'acronimo Destra Nazionale: MSI-DN11.
Nel 1974 appoggerà il referendum abrogativo della legge sul divorzio, introdotta nel 1970, e nel 1979 e nel 1982 lancerà la proposta della repubblica presidenziale, con l'elezione diretta del capo dello Stato, dei presidenti delle regioni, delle province e dei comuni, un Parlamento monocamerale eletto per metà dal popolo e per metà dalle categorie, il ripristino della pena di morte.
Le elezioni politiche del 20/21 giugno 1976, con la pesante perdita di consensi del MSI-DN, portarono a una scissione (17 deputati su 34 e 9 senatori su 15) e alla creazione del partito Democrazia Nazionale12 (si scioglierà nel 1979).
Almirante inaugura una linea contemporaneamente rivoluzionaria e moderata, guadagnando il consenso di un elettorato moderato senza perdere il bacino elettorale storico: nel 1986 si ammala e l'anno dopo lascia la segreteria, indicando come suo delfino un suo giovane collaboratore, non compromesso con il fascismo-regime, Gianfranco Fini13; gli lascia un partito parzialmente uscito dall'isolamento dell'arco istituzionale.
Il prof. Andrea Ungari scrisse «In Fini vi era un'ambivalenza, probabilmente personale ancor prima che tattica, tra un'adesione, più o meno frutto di riflessione convinta, ai principi ispiratori del fascismo e la volontà di far sì che questa adesione non portasse a una cristallizzazione politica, ma fosse il presupposto dell'agire concreto del partito.»
Dopo una breve parentesi di segreteria con Pino Rauti (1926-2012), a luglio del '91 Fini è rieletto segretario mentre imperversa l'inchiesta Mani Pulite: la lontananza dal potere giustifica lo slogan "il partito degli onesti" e le elezioni politiche del '92 saranno un successo per il MSI-DN.
Alle elezioni politiche del 1994 si presenta con una nuova sigla rivolta a un elettorato moderato: Alleanza Nazionale. Si allea con Forza Italia di Silvio Berlusconi (Polo delle Libertà); una trasformazione parallela alla transizione tra Prima e Seconda Repubblica che porta la destra al governo con un ruolo da protagonista.
La fondazione del partito Alleanza Nazionale, dove era confluito il MSI-DN, avviene pochi giorni dopo al Congresso di Fiuggi, che costituisce una svolta importante: cessa il Partito dei reduci, dei neofascisti e nasce una formazione nazional conservatrice14.
La svolta eclatante di Fini, vicepresidente del Consiglio, arriva con un viaggio in Israele il 24 novembre 2003, nel corso del quale condanna, con la kippah15 in testa, «l'ignavia, l'indifferenza e la complicità degli italiani» in occasione delle leggi antirazziali del 1938, arrivando a definire «epoca del male assoluto» quella del fascismo e del nazismo.
Il rapporto con Berlusconi, pur travagliato, porta il 29 marzo 2009 alla fondazione del partito Il Popolo della Libertà costituito dai due principali partiti del centro-destra, Forza Italia e Alleanza Nazionale. Gli screzi tra i due leader evidenzieranno il "potere" di Berlusconi, che con una campagna diffamatoria ("la macchina del fago") e con il cannibalismo politico pone fine alla storia di Fini e di AN nel luglio 2010.

Nel dicembre 2012, poco prima delle elezioni politiche del febbraio 2013 e dopo che Berlusconi ha deciso di non disputare le primarie, Guido Crosetto, Ignazio La Russa e Giorgia Meloni16 escono dal PdL e fondano un proprio partito: Fratelli d'Italia – Centrodestra Nazionale (dal 2014 Fratelli d'Italia – Alleanza Nazionale e dal 2017 Fratelli d'Italia): presidente è eletta la Meloni.

Fini 2010 – Roberto De Marchi e Gianfranco Fini

I sondaggi per le elezioni del 25 settembre prevedono che FdI sarà il partito con più preferenze: un bel cammino dal dopoguerra, ma che si gioca ancora su molti equivoci.
Come i partiti che l'hanno preceduto, FdI vuole mantenere la sua base "storica" di destra e allo stesso tempo conquistare gli elettori moderati.
A marzo 2015 Meloni rimprovera Fini, l'ex leader di AN, di aver "snaturato la propria identità": «Io non sono la mascotte di nessuno, in compenso qualcun altro ha deciso di essere la mascotte degli interessi della grande finanza, della massoneria, delle lobby e dei grandi potentati» per ribadire la natura sovranista17 del Partito a livello europeo. Nel giugno 2022, alla convention del partito spagnolo Vox, conferma «Sì alla sovranità del popolo, no ai burocrati di Bruxelles, sì alla nostra civiltà e no a chi vuole distruggerla». Oggi però a pochi mesi di distanza, ma soprattutto in un contesto diverso, quello dei palazzi del potere, afferma il contrario.
Nel 2018, in piena pandemia, afferma «Sui vaccini occorre avere l'umiltà di affidarsi alla comunità scientifica. Per questo penso che tornare indietro sarebbe un errore. E' un tema che non va affrontato a livello ideologico: lasciamo stabilire a chi ha competenze quali siano i vaccini necessari e obbligatori»: lei si vaccina, ma nel 2022 non sottopone sua figlia, di sei anni, alla vaccinazione.
Il 21 maggio 2009, quando era Ministro della Gioventù, al convegno Arcigay di Milano disse che serve «una capacità di insistere su iniziative culturali che possono combattere a trecentosessanta gradi le forme di disagio che sono alla base di tutte le discriminazioni compresa anche la discriminazione che riguarda i giovani omosessuali…». A marzo 2021, tuttavia, FdI si oppone alla risoluzione europea per stabilire il Continente come zona LGBTQ18 free.
Malgrado i suoi proclami, è utile ricordare che Meloni votò la fiducia al governo Monti, approvò in Parlamento il Fiscal Compact e il decreto Salva Italia, votò a favore del pareggio di bilancio in Costituzione e della legge Fornero, il regolamento di Dublino sui migranti e tanti altri provvedimenti che oggi dipinge come un misfatto di altri.
Uno dei cavalli di battaglia di Giorgia Meloni, cresciuta da genitori separati, è la famiglia tradizionale fondata sul matrimonio: in palese contraddizione, ha una figlia nata nel 2016 dalla relazione con il giornalista Andrea Giambruno.

In fondo, Fratelli d'Italia non è neofascista, si tratta piuttosto di una riedizione di AN con la barricadiera Meloni al posto del doppiopetto di Fini: una strizzatina d'occhi verso la destra nostalgica di Ignazio La Russa19 e una verso l'establishment.
Per questo non poteva mancare la fiamma tricolore: inizialmente rappresentava il risorgere dello spirito fascista, e ora?


1 Fronte dell'Italiano, Partito Nazionale Italiano, OLDA, Gruppo Nazionalista Lombardo, PNG, Reduci Indipendenti e altri gruppi affini
2 (1909-1969) Volontario in Spagna a sostegno di Franco e medaglia d'argento e quattro croci al merito nella spedizione in Russia nella seconda guerra mondiale.
3 Decreto Presidenziale n.4 del 22 giugno 1946 "Amnistia e indulto per reati comuni, politici e militari" (G.U. n.137 del 23/6/46): cosiddetta amnistia Togliatti dal nome del Ministro di grazia e giustizia.
4 (1914-1988) Nel 1937/8 partecipò attivamente alla campagna contro gli ebrei come giornalista del quotidiano Il Tevere (attività ripudiata nel dopoguerra); nel 1940, corrispondente di guerra al fronte africano, ricevette la Croce di guerra al valor militare; nel 1944 fu capo di gabinetto al Ministero della Cultura Popolare (Minculpop); nei giorni della liberazione fu ospitato da un amico a Milano e a Torino, poi trovò lavoro a Roma tra le mura vaticane.
5 La vera guida politica erano Pino Romualdi e Arturo Michelini, che affidarono a Giacinto Trevisonno il ruolo operativo di segretario: nel giugno del 1947 questi si dimise e fu sostituito da Giorgio Almirante.
6 Qualche militante la volle leggere "Mussolini Sei Immortale"
7 Ammissione di Almirante al congresso del 1949.
8 "E' vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista. In deroga all'articolo 48, sono stabilite con legge, per non oltre un quinquennio dall'entrata in vigore della Costituzione, limitazioni temporanee al diritto di voto e alla eleggibilità per i capi responsabili del regime fascista."
9 (1893-1973) Membro del Gran Consiglio del Fascismo da maggio a dicembre 1929. Era lo zio dello scrittore Alberto Moravia (pseudonimo di Alberto Pincherle), figlio della sorella Teresa Iginia sposata con Carlo Pincherle, di confessione ebraica.
10 Nel Nord e in Sicilia le elezioni si tennero il 27 giugno 1951 per i consigli provinciali (votati per la prima volta) e il 10-11 giugno per i consigli comunali. Nel Sud si tennero nel 1952.
11 Sono anni bui, i cosiddetti anni di piombo, caratterizzati da numerosi attentati attribuiti in parte al terrorismo rosso e in parte al terrorismo nero.
12 Ne fanno parte Alfredo Covelli, Achille Lauro, Ernesto De Marzio, Giovanni Roberti, Gastone Nencioni, Raffaele Delfino.
13 (1952) Figlio di un volontario della RSI, il nonno materno aveva partecipato alla marcia su Roma, un cugino del padre era stato ucciso dopo il 25 aprile 1945 in circostanze misteriose. Dal 1977 segretario del Fronte della Gioventù e giornalista al Secolo d'Italia.
14 Pino Rauti si oppone e forma il Msi-Fiamma tricolore.
15 Zucchetto indossato dai maschi ebrei per la prescrizione di non presentarsi a capo scoperto dinanzi a Dio.
16 (1977) Aderisce sin da giovane ad Alleanza Nazionale e nel 1996 è responsabile del movimento studentesco. Sarà poi Consigliere provinciale di Roma (1998-2002), presidente di Azione Giovani, deputata e vicepresidente della Camera, dal 2008 al 2011 Ministro della Gioventù nel IV governo Berlusconi.
17 A volte mascherato dal termine conservatore
18 Acronimo di Lesbica (donna omosessuale), Gay (omosessuale), Bisessuale (persona attratta da più generi), Transgender (persona che si identifica con un sesso diverso da quello biologico), Queer (persona che si definisce non-eteronormata).
19 … con gli amici Mateusz Morawiecki, premier polacco, e Viktor Orbán, primo ministro ungherese

© La Gazzetta di Santa