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Terremoti

Dopo la scossa avvertita il 22 settembre alle 15.39 con epicentro a Bargagli di magnitudo 4.11, fortunatamente senza conseguenze, è mappa d'attualità la valutazione di quanto rischiamo in un'Italia fortemente soggetta al rischio sismico.
Il Paese è diviso in quattro zone sismiche: la 1 è quella a rischio più alto (possono verificarsi forti terremoti), la 4 presenta un rischio molto basso. Santa Margherita Ligure è collocata in zona 3, a rischio basso (può essere soggetta a scuotimenti modesti).
Nel passato il maggior numero di terremoti liguri ha interessato la Riviera di Ponente: a Levante si ricordano soprattutto quelli di Chiavari del 20 novembre 1637 (magnitudo 4,40), del 9 maggio 1908 (ore 4:01, m.3,83), 18 maggio 1917 (ore 14:56, m.3,70) e del 6 luglio 1934 (ore 17:15, m.3,69).
Attilio Regolo Scarsella nei suoi Annali ricorda soprattutto due eventi. Nel 17672 "In tutto il dominio della Repubblica furono sul principio dell'anno sentite molte scosse di terremoto; per la qual cosa il Senato mandò ordini che si celebrasse un triduo in ogni chiesa." e nel 18873 "Fu questo anche l'anno del terremoto di Liguria, che altrove produsse danni immensi e numerose vittime: a S. Margherita solo un grande spavento. In suffragio di quelle vittime e, insieme, dei soldati caduti nei combattimenti di Saati e Dogali, fu poi celebrato il 12 marzo, a cura del Municipio, un solenne funerale."
Quest'ultimo è il terremoto più forte di sempre con epicentro in Liguria: ne parla uno studio del geologo genovese Arturo Issel (1842-1922) su incarico del Ministro d'Agricoltura, Industria e Commercio del tempo, Bernardino Grimaldi4".
L'effetto nella Riviera di Levante e Issel scrive "si produssero ancora spaccature nelle case meno robuste o situate sopra terreni poco saldi a Recco, Santa copertina Margherita, Rapallo, Lavagna, Sestri Levante, Casarza, Borzonasca, ecc. A Rapallo cadde nella via Cavour un tratto di parapetto della lunghezza di 6 metri."
Il settimanale L'Illustrazione Italiana scrive "Un terremoto molto grave si sentì sulla costa di Provenza e di Liguria, estendendosi a tutto il Piemonte e la Lombardia, nella notte dal martedì al mercoledì, 22 e 23, l'ultima notte di carnevale. Avvenne verso le 6 ½ del mattino, e durò più di mezzo minuto. Nella riviera ligure, secondo le prime notizie i danni sono considerevoli. A Savona molte case crollarono e si deplorarono 11 morti; otto feriti e un morto a Porto Maurizio; 6 morti a Noli, 15 a Oneglia. A Nizza crollò una casa, seppellendovi tre persone; anche a Mentone vi ebbero morti e feriti. Il servizio ferroviario della Riviera fu sospeso, per il pericolo delle numerose gallerie."
Copiamo dallo studio il "Prospetto dei principali terremoti osservati in questa regione":

  • 951 Molte scosse fortissime in Liguria
  • 1135 Terremoto fortissimo in Liguria
  • 1182, agosto 14 Forte terremoto a Genova
  • 1197 Terremoto fortissimo e rovinoso a Genova e il altre città dell'Alta Italia
  • 1217, gennaio 8 Terremoto di breve durata alle 3 di notte
  • 1222, dicembre 25 Terremoto disastroso nell'Alta Italia. «La città (Genova) fu tutta in pericolo di ruinare»
  • 1276, luglio 29 Terremoto forte a Genova
  • 1303, luglio 23 Le acque del porto (Genova) si abbassarono lasciando parte del fondo all'asciutto fino alla chiesa di S. Tommaso, talché si raccolsero pesci a secco; la mancanza durò due ore
  • 1322, ottobre 16 Terremoto a Genova
  • 1377, novembre 6-7 Terremoto a Genova
  • 1481, maggio verso il 15 Terremoto disastroso a Fivizzano e intorno al Golfo della Spezia
  • 1564, marzo 15 Terremoto disastroso fra le Alpi Marittime. Si vuole che rimanessero 200 vittime alla Bollène [comune francese a nord di Avignone]
  • 1564, luglio Terremoto rovinoso a Nizza e in Provenza
  • 1612, gennaio 30 La città di Genova fu scossa violentemente per due volte verso le ore 21
  • 1644 Terremoto a Nizza
  • 1644, febbraio 15 Terremoto a Nizza e Marsiglia
  • 1688, settembre 16 Terremoto nel Genovesato
  • 1689, ottobre 9 Terremoto a Genova
  • 1703, luglio 1-2 Scosse mediocri a Genova
  • 1730, marzo 28 Terremoto a Genova; poco dopo, a Massa e Carrara ove fu rovinoso
  • 1741, febbraio 7-8 Terremoto forte a Genova
  • 1752, gennaio 16 Terremoto a Nizza
  • 1767, febbraio 7 Alcune scosse forti a Genova e a Torino, altre si sentirono il 9
  • 1775, gennaio 5 Terremoto a Genova
  • 1780, luglio 30 Terremoto a Genova
  • 1802, maggio 12 Terremoto a Genova
  • 1802, ottobre 27 Nella notte dal 26 al 27 le acque del porto (di Genova) si abbassarono improvvisamente per modo che le navi toccarono il fondo. Questo fenomeno probabilmente conseguiva da una commozione tellurica da cui era scosso il suolo di Costantinopoli, della Tracia e della Grecia
  • 1806, febbraio 23 ore 7 ½ p.m. Terremoto ondulatorio con direzione S-N in Liguria
  • 1806, giugno 19 Terremoto fortissimo a Genova
  • 1806, dicembre 8 Alle 7 ½ pomeridiane terremoto ondulatorio della durata di pochi secondi a Genova. Direz dal S. al N.
  • 1811,luglio 15 Terremoto forte a Genova
  • 1818, febbraio 23 Verso le 7:15 pomeridiane Terremoto fortissimo o rovinoso a Mondovì, Acqui, Nizza Monferrato, S. Remo, Porto Maurizio, Alassio. A Torino fu ondulatorio con direzione N-S Gravi danni ad Alassio. Altra scossa alle 11 pomeridiane che danneggiò S. Remo. Repliche il 24 e il 26 febbraio e il 2 marzo
  • 1819, gennaio 8 Terremoto forte a Genova, fortissimo lungo la Riviera occidentale, rovinoso a Porto Maurizio e S. Remo
  • 1828, settembre 9 Alle 12 e 30 di notte fortissimo terremoto che produsse qualche danno agli edifizi di Genova. Gran parte della popolazione dormì più notti all'aperto. Le scosse si fecero sentire due volte in 24 ore
  • 1828, ottobre 8 Terremoto forte a Genova, Torino, Porto Maurizio, Marsiglia
  • Replica il giorno 8 dicembre alle 4 p.m., con direzione E-O
  • 1831, maggio 26 Alle 11:25 ant. Scossa disastrosa diretta da N.NO a S.SE, sussultoria poi ondulatoria; danneggiò San Remo, Taggia, Pompeiana e principalmente Bussana e Castellaro e fu preceduta da rombo. Altre il 27 e il 28
  • 1832, febbraio 16-17 Scosse forti a Nizza
  • 1834, luglio 4 Forte scossa ondulatoria con direzione E-O
  • 1837, aprile 11 Scossa con direzione E-O
  • 1838, maggio 5 Terremoto forte a Genova; due o tre brevi scosse
  • 1849, giugno 17-18 Terremoto assai forte a Limone, Vernante e Tenda. Si ripeteva a Limone il 17 novembre
  • 1851, ottobre 13 Alle ore 12, scossa forte diretta O.E a San Remo
  • 1854, dicembre Terremoto piuttosto violento fra le Alpi Marittime e nella Riviera occidentale, con lesione di qualche fabbricato e fuga di abitanti. Fu preceduto da rombo
  • 1855, giugno 12 Terremoto forte alla Spezia. Scosse leggere il giorno 11 e il 12 nella Riviera occidentale
  • 1858, agosto 30 Terremoto fortissimo a Demonte, forte a Cuneo, Mojola, Gajola
  • 1871, giugno 24 Scossa forte a Mondovì, con direzione N.NO-S.SE
  • 1872, aprile 23 Scossa piuttosto forte a Mondovì
  • 1872, dicembre 31 Scossa forte a Bavari, in Val Bisagno. Secondo il Bollettino del vulcanismo italiano, si produssero nella stessa notte avvallamenti del suolo a Mentone e a Ventimiglia, ma si tratta di frane superficiali di cui non è dimostrata la connessione coi fenomeni endogeni
  • 1873, gennaio Il Bollettino del vulcanismo italiano segnala dall'1 al 10 movimenti del suolo nell'alta valle del Bisagno e nella valle di Fontanabuona; ma questi fenomeni furono provocati probabilmente dalle piogge prolungate e non da cause endogene. Lieve scossa a Genova il 22 dicembre
  • 1874, gennaio 7 Scossa forte a Genova
  • 1874, giugno Dal 2 al 13, varie scosse quali forti, quali leggere in Piemonte; il 7 forte scossa a Taggia
  • 1874, settembre 2 Scossa forte in Riviera
  • 1878, giugno 7 Scossa forte a Cairo, mediocre a Mondovì e Savona; direzione NE-SO
  • 1878, agosto 3 Altre scosse non lievi nella Riviera occidentale
  • 1878, novembre 25 Scossa forte a Cuneo
  • 1879, dicembre 12 Due scosse a Demonte e Valdieri, la seconda piuttosto forte
  • 1880, aprile 25 Scossa abbastanza forte, preceduta da rombo, a Porto Maurizio, S. Remo, Dolceacqua, Perinaldo ecc. Direzione E-O
  • 1882, luglio 22 Scossa forte ondulatoria a Savona. Direzione N-S E' l'eco di quelle che si sentirono in Savoia, nelle valli della Saona e della Loira ecc. Il 28 scossa sensibile a Masone
  • 1884, giugno 5 Scossa sussultoria di 3° grado ad Alassio
  • 1884, novembre 24 Scossa abbastanza forte fra le Alpi Marittime, in Provenza, nel Delfinato. Il 27 terremoto leggero a Nizza
  • 1885,gennaio 24 Due forti scosse a Porto Maurizio che produssero qualche lesione nel palazzo della prefettura
  • 1885, febbraio 10 Terremoto di 6°, preceduto da rombo a Genova. Si osservò anche a Santa Margherita, Recco ecc. Il 12 scossa leggera a Genova e Chiavari e scossa forte a Ventimiglia. Il 16 scossa abbastanza forte, preceduta da rombo, in Riviera. Altre scosse più o meno leggere il 26 febbraio, il 1° e il 12 marzo
  • 1885, dicembre 6 Si sentirono a Genova, a Santa Margherita e a Chiavari alcune scosse di 3° A Genova, fu notata la direzione E-O
  • 1887, febbraio 23 Terremoto disastroso per la Riviera occidentale e il Nizzardo, rovinoso per il Piemonte e le Alpi Marittime, fortissimo per parte dell'Alta Italia e della Provenza


E' interessante un articolo contenuto negli Atti della Società Ligure di Storia Patria – Vol.X – Fasc.IV (1876): "Descrizione sincrona del terremoto di Genova" del 1536, che fa riferimento a un opuscolo non datato della biblioteca di Santa Margherita.

Diano Il terremoto del 23 febbraio [1887] - Una strada di Diano Marina
(L'Illustrazione Italiana)

"Il gran Terremoto tratto nella Città di Genua il quale ha fatto ruinar case, palazzi, torre, e disperdere donne gravide, et morte assai persone, e questo si dice esser stato cagione le gran baratterie, e il gran biastemare che si fa in esse Dio, e santi, et la gloriosa Vergine Maria.
Illustrissimo et osservandissimo Signore, io so che assai la Signoria Vostra si sarà maravigliata, che molti giorni fa di qua non habbia sentito da me nova alcuna, come soleva, ma quella non si meravigli, perché non è accaduto cosa che sia stata degna di memoria. Hor nel presente quella sera participe duna nova, la quale di grande maraviglia la farà stupire, et questa do per vera, et chiara alla S. V.
Zobba passata, che fu alli dieci del presente mese d'Agosto, la notte seguente, così circa la mezza notte, trasse qua nella nostra Città di Genua il Terremoto tanto grande, e tanto disconcio, che ha fatto ruinar case, palazzi, torre, e ucciso huomini, et donne et fatto disperdere le donne gravide, et altri mali infiniti, che non ne potria scrivere la centesima parte a V. S. et io che dormendo nel letto mi stava, mi svegliai a quel rumore così terribile, et odo tremar la casa, le casse, le banche, la lettiera, i tetti, dubitai così all'improviso svegliato, che non fusse entrato nella camera Sathanasso con tutti quanti gli seguaci suoi, che per portarmi di peso ne linferno a me fosser venuti, et così incominciai a farmi il segno della santa Croce, e dire infinito numero de orationi, poi fatto alquanto d'animo, salto dal letto, e fattomi a una finestra, mi parve di vedere il giorno del giudicio. Però che tutte le strade erano piene di gente scalze, chi in camisa, donne scapigliate con le lume in mano, piangendo, con un chiamar Dio, con un oime accompagnato d'amarissimi pianti, che avria spaventato ogni durissimo core, né alcuno si ardiva di entrare nelle loro case, dubitando non vi rimaner sepolti vivi, ma stavano con man giunte verso il Cielo mandando preci a Iddio, che li liberasse da tal influentia. E però noi Christiani siamo troppo divoti verso il magno Iddio quando ci manda qualche persecutione, ma poi passata quella furia, chi lo maledisse, chi lo biastema, ma sopra tutto la sua gloriosissima madre, e le se ne fa tanto dispreggio, che glie una cosa stupenda. E massime qua in questa nostra Città di Genua, che vi sono tante Taverne, tante Barratterie, che è una cosa fuor di modo, e lì si gioca, e biastema Dio, la madre, sante, e santi, che mi fa rizare i capelli in capo solum a udirlo narrar da qualcheduno. Ma poi che fu cessato detto Terremoto, qual trasse tre fiate, e cessata alquanto la paura, chi tornò nelle lor case, e chi non si fidò di entrarvi, ma volsero restar ne' lor giardini, et horti, dubitando non tornasse a trare una volta detto Terremoto, e che le case loro per esser conquassate non andassero giuso, e sotterarli dentro. La mattina poi ogni huomo veduto il danno, qual fu incredibile, stavano tutti sbigottiti. Ma sopra tutti gli altri danni fu ritrovato esser ruvinato tre di quelle barratterie, e per questo fu giudicato, che dette barratterie siano state causa di tal segno, perché lì si fa ogni sorte di ribalderia che puzano infìn al cielo. E però temono chel magno Iddio non sia adirato contra di noi, e non voglia mandar qualche flagello.
Questa nova intesa, da molti Religiosi, homini divoti, e di buona fama, sono venuti qua in questa nostra Città di Genua, et hanno comenciato, e con essortationi, e con predicationi, a confortare il populo al ben vivere; con dire che Iddio è misericordioso, e che mai non resta di perdonare a chiunque del suo error pentito li chiede perdonanza, e che mutando lor proposto, lui mutava sentenza, di sorte che ha comenciato a fare un qualche poco di frutto, e par pur che le persone si astengono alquanto dal mal fare. Sì che Vostra Signoria può intendere quanto di novo sia occorsi qua da noi, e se così da voi serà accaduto, priego quella si degni darmene qualche aviso. Accadendo altro qua di novo da noi quella del tutto ne serà avisata. Nullaltro resta a dire, se non che basciando la mano di continovo mi raccomando, et offero buon servitore.
Data in Genua alli .XII. d'Agosto. M. D. XXXVI."

Un'ultima curiosità: il più antico evento sismico del mondo per il quale si abbia un quadro dei danni tale da consentire oggi di stimarne l'area epicentrale e la magnitudo con tecniche analitiche rigorose è quello del 3 gennaio 1117 con epicentro a Ronco all'Adige, a sud di Soave. La città più colpita fu Verona, ma ci furono danni gravissimi a Parma, a Padova, da Cividale a Milano e da Bergamo a Pisa.
«Fu il terremoto assai terribile. Per cui crollarono molte chiese coi campanili, e innumerevoli case e torri e castelli e moltissimi edifici, sia antichi che nuovi; per il quale anche i monti con le rupi crollarono e devastarono e in molti luoghi la terra si aprì ed emanava acque solfuree…»
Un'intensità di 9 gradi della scala Mercalli e una magnitudo tra 6.5 e 6.9: le stime parlarono di trentamila vittime, un'apocalisse se si pensa alla ridotta popolazione del tempo.
Lo spavento fu tale che il visconte Rodolfo di Verona, pur essendo «solito chiedere e pretendere la decima», venne «toccato e commosso da un pio turbamento dell'animo» e «presenti e testimoni i rappresentanti della comunità, convocato il figlio, rinunciò alla decima della suddetta chiesa…».


1 La magnitudo è una stima dell'energia sprigionata da un terremoto e si misura con la scala Richter (fino ad ora il valore massimo è stato 9,5 per il terremoto del 22 maggio 1960 a Valdivia, in Cile); la scala Mercalli indica invece il danno provocato con 12 livelli (il primo grado è percepito solo dagli strumenti, il nono distrugge le case, il dodicesimo è una vera e propria apocalisse).
2 Di magnitudo 4,98 nel genovese, alle ore 3:45 del 7 febbraio
3 Di magnitudo 6,27, alle ore 5:21 del 23 febbraio
4 Governo Depretis VII

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