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    Pezzi di storia

Sciacchetrà: che vino sarà?
di Vittorio Coletti

Italiano digitale (Rivista della Crusca) - 1/2017

Il nome del vino sciacchetrà è registrato in vari dizionari contemporanei (dal Devoto-Oli2009, al Sabatini-Coletti, dallo ZINGARELLI 2015 al GRADIT). foto
L'etimologia, che pure alcuni fanno risalire al semitico (shekar?) e altri al greco (collegandolo a nectar, nettare), sembrerebbe abbastanza trasparente, come conferma il dialettologo Fiorenzo Toso (Parole e viaggio, Cagliari, CUEC, 2015): rimanda all'univerbazione, già osservata da Stussi nel 1962, di due parole dialettali: sciacca (= schiaccia, pigia) e tra' (= trai, spilla dalla botte).
Il dubbio viene dal fatto che questo costoso passito non è propriamente ottenuto come vorrebbe il suo nome, perché, fatta la pigiatura delle uve appassite, il mosto viene lasciato a macerare un po' sulle bucce prima di esserne separato e messo a fermentare a lungo sulle fecce, tanto che qualcuno, per rendere conto della complessa e lunga procedura, ha proposto di dare a tra' l'improbabile significato traslato di 'metti da parte', indicativo della preziosità di un vino da dessert.

Sciacchetrà è indicato dal Dizionario di Giuseppe Olivieri (1851) "Mosto, vino vergine, quello che nel tino non ha avuto la sua perfezione.", confermato dal Vocabolario domestico di Angelo Paganini (1857) "Vino vergine, Vino che non ha ancora avuta la sua perfezione, che non ha finito di bollire." e dal Dizionario di Giovanni Casaccia (1876) "Mosto, Vino vergine: Quello che non ha bollito nel tino, ma appena l'uva è pigiata si trae.".
L'etimologia, secondo Carlo Randaccio (1894) è "Vino che, appena pigiata l'uva, si trae; sciacca (pigia) e trâ (trai)."

Del resto, per il pittore Telemaco Signorini, che, a fine Ottocento, è, nelle sue memorie da Riomaggiore, uno dei primi a fare questo nome, sciacchetrà (precisamente sceccatras) sarebbe stato il modo con cui lo chiamavano "i preti", perché la gente del posto lo chiamava refursà o renfursà (cioè rinforzato) o vin duse (vino dolce).
Sciacchetrà potrebbe quindi essere una denominazione recente che enfatizza le diversità della vinificazione di questo passito rispetto a quella del vino comune.
Per altro, nome e etimo ligure funzionano perfettamente per lo sciacchetrà o sciacc-trà dell'altra Liguria, quella di Ponente, dove si produce dall'Ormeasco un vino rosato, ottenuto spillando quasi subito, dopo la pigiatura, il mosto, che poi fermenta nei recipienti, dando un vino di buona gradazione che è però opportuno consumare in breve tempo.

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