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    Pezzi di storia

La pigra «gente bene» di Portofino e dintorni
di Paolo Monelli

La Stampa – 6 agosto 1961

Dove le termiti della speculazione assalgono una bellezza mal difesa - Gli squallidi eroi dei rotocalchi offrono un monotono spettacolo di cadente umanità - Attorno a regali fatalone in declino ed a giovani oscuri miliardari, si raccolgono "pantere" (fino ai quarant'anni), "leoni" (dai venti ai sessanta), "ninfette" (meno di diciotto) - Escono a crepuscolo per ripetere in "covi" e "buche" la tediosa vita notturna della città; al ritmo delle orchestre deliranti, dondolano come mummie o sgambettano concentrando sui piedi del compagno un'amara attenzione - Maschiette dai gesti rusticani e dai capelli cortissimi dominano sugli amici ricciutelli, con la catenina al collo

Torre del Mare Il panorama che il nuovo villaggio di Torre del Mare, con i suoi
fitti alveari in calcestruzzo, offre a chi transita sull'Aurelia


A Cavi presso Lavagna, modesta stazione balneare, con una spiaggia vasta e liscia ma assediata dai binari della ferrovia come e peggio di tante altre di questa riviera, è sorto per iniziativa di un milanese (i milanesi, con tutte le virtù che hanno, sono tuttavia le termiti d'Italia, se fanno tanto di impadronirsi di una baia remota, di una scogliera selvaggia, di un bosco, di un'isola intera - e gli è facile con tutti i quattrini che hanno, e pagano a contanti senza lesinare - gli alberi cadono, le rocce son rivestite di cemento, nascono mausolei, torrioni in serie, aridi sobborghi di vetro di metallo di maioliche, strade asfaltate, rimesse, night-clubs, ogni cala fra quinte di olivi e di lecci si tramuta in una copia del natio Idroscalo) - dicevo che a Cavi è sorto un insieme di cabine in muratura, piscina, pista per il ballo, pizzeria, colonne a spirale che non reggono nulla, ristorante con accanto una torre rachitica che si definisce meglio al superlativo, «torrone», perché pare proprio un bastoncello di torrone di Cremona; un cosiddetto «complesso» con l'inevitabile «american bar» (ove si bevono a preferenza gazose) e il whisky a gogo che in milanese non vuol dire come in franco-inglese whisky a garganella, ma luogo ove si danza al suono di musiche di dischi.

Miramare Questa aerodinamica stazione di servizio per auto
si è inserita nel paesaggio della Riviera di Levante
tra Santa Margherita e Portofino

Un vasto ingombro che appare fuori luogo su queste arene nude, fra Chiavari industre e vivace (prendo questi due aggettivi dalla Guida del Touring, che in questo caso sono azzeccatissimi), fra Chiavari porticata e fiorita (gli antichissimi portici hanno pilastri o colonne di ardesia nera, i fiori son quelli dei suoi lindissimi viali e degli orti che la circondano), fra Chiavari e Sestri Levante, isola ancorata alla terra, mossa di palme e di cipressi, da cui salpano per mari lontani le più belle barche del Tirreno, i leudi dall'alta prora.
A Chiavari, che merita anche l'aggettivo di avventurosa, tanti sono i suoi figli che sono andati a cercar fortuna in America e ne sono tornati ricchi e liberali di doni e di opere benefiche per la loro piccola patria, qualcuno ha avuto la balzana idea di erigere un monumento di latta colorata a Topo Gigio, che mi dicono essere un personaggio celeberrimo della televisione; non solo, ma poiché la statua dovrebbe deturpare un vastissimo parco venuto di recente in possesso del Comune, di tutto il parco quel qualcuno progetta di fare una topogigiopoli, per copia conforme della Disneyland di California. Ma i chiavaresi son gente seria e civile, ed è probabile che del bel parco faranno miglior governo, e del progettato monumento di latta si contenteranno di fare tante minuscole copie di stagno da vendere ad un tanto alla dozzina.

Sanremo Sanremo: la cupola del santuario della Madonna della Costa
emerge dalla compatta distesa di edifici in cemento armato
che ormai occupano tutta la collina circostante

Tornando al su descritto «complesso», ho letto in una rivistina milanese, «periodico mensile di spettacoli, informazioni e varietà» che ha rubato il titolo a Ercole Patti («Quartieri Alti») che la costruzione di quel monstrum californiano è il frutto «di una brillante vittoria su uno sparuto gruppo di trogloditi del posto, che con i mezzi più meschini hanno tentato di impedire i lavori; servendosi della comoda tesi dell'attentato al paesaggio, grido che purtroppo nell'Italia '61 si eleva solo per ben definiti motivi d'interesse». Strano. Ho sempre creduto il contrario, che ben definiti motivi di interesse portino alla distruzione delle bellezze naturali e dei monumenti artistici e storici che agli occhi miopi (ma ben acuti sotto altri riguardi) di speculatori o di amministratori di borghi e di città non hanno alcun valore pratico. E trogloditi chiamerei piuttosto i membri della frivola fauna balneare che invade l'estate queste rive, almeno come appare dalle cronache mondane di giornali e di settimanali.

Finalmarina Lo sfondo che a Finalmarina è stato creato
alla facciata di un'antica chiesa

Fauna sofisticata e monocorde che esce generalmente a crepuscolo (dopo che giacendo in letargo per quanto è lungo il pomeriggio si è rifatta dei modesti stravizi del bagno e, presso i più animosi, delle corse in motoscafo) e va ad intanarsi in «covi» o «buche» o balere dal nome e dalle decorazioni esotiche, polinesiane, africane, messicane e via copiando. E tutto il suo impegno pare sia quello di trasportare sulle coste marine la più uniforme tediosa squallida vita notturna delle città; con una sola differenza, che qui, con il pretesto del mare e della stagione, si acconcia nel modo più balzano (secondo fogge, anche qui, esotiche, da bassifondi, da nudisti, da comparse di pellicole in costume, fogge definite «da week-end» nel gergo bene).
Che cadente umanità, che fa circolo intorno a qualche protagonista di più o meno recenti cronache internazionali, play boys in aspettativa, regali fatalone in declino, autrici di diari scandalosi sui rotocalchi, rampolli di oscuri miliardari egiziani o sud americani; umanità anodina che i frenetici ritmi delle orchestre assidue e le misture ghiacciate, lungi dall'eccitare, rendono pigra e trasognata (o forse, poiché accidiosa e trasognata è l'aria di alcuno di quei personaggi a cui fanno corona, o da cui credono di ricevere lustro, l'assumono come un'uniforme). I soli agitati, agitazione professionale, sono i sonatori ed i cantanti, orchestre celebri presso chi se ne intende, cantatori assunti ad iperbolica rinomanza in una stagione, che fanno sgambetti, piroette, giocano di mano e di gambe fra loro, fischiano, strepitano, versano nel microfono idiozie e risate a crepa pancia.
Inutilmente; le coppie sulla pista da ballo paiono mummie dondolanti, si muovono appena su mezzo metro quadrato di pavimento, o disgiunte sgambettano l'uno innanzi all'altra, gli occhi a terra, una piega di amara attenzione sulle labbra (per lo sforzo, mi dicono, di imitare fedelmente le mosse estemporanee dell'altro). Quando poi le coppie sono tornate alla tavola continua a dormirgli sul viso la stessa ebetudine; «noia esistenziale», definiscono i cronisti mondani; ma non è nemmeno questo, è solo attediata inerzia che si esprime a gesti o tuttalpiù balbettando parole di un gergo ormai frusto e scolorito.

stonatura Evidente stonatura fra lo stile della
graziosa villa e quello dette case adiacenti

Le ragazze dai 40 anni in giù sono chiamate in questo gergo, ve l'ho già detto, molto impropriamente «leoparde» o «pantere»; e le meno di 18 anni, ammirate la fantasia inventiva, «ninfette». Carattere delle une e delle altre è copiare senza alcuna ricerca di originalità la pettinatura l'espressione i gesti le movenze di note prototipe, che il cinema e le fotografie dei rotocalchi hanno volgarizzato in tutto il mondo; con qualche concessione alla moda locale del momento, come quest'anno su queste spiagge i pantaloni aderentissimi definiti «bermude dallo strappo facile».
Le ninfette poi, a credere alle cronache citate, non sanno fare altro che «innamorarsi perdutamente» (anche qui, notate l'originalità dell'avverbio) di questo o di quel «leone» (dai venti ai sessanta; nello stesso modo che a Miami, prima di incontrare una ragazza giovane dovevo veder sfilare una dozzina di vecchie, qui per un ventenne ci sono almeno sei o sette quarantenni o passa, con pancetta e inizio di pelata e borse vissute sotto gli occhi). E nelle cronache dei fatti e dei detti memorabili di costoro ospitate da settimanali di grande diffusione si legge per esempio roba di questo genere: «Notato al Carillon Giangiorgio F., trivetturato leone, occhi neri con lampi assassini. Le ninfette locali hanno promosso una sottoscrizione per dotare il pericoloso rubacuori di un vistosissimo paio d'occhiali affumicati. La luce del suo sguardo ha già ridotto in cenere troppi cuori; è meglio correre ai ripari». Ombra di Guido Da Verona, inorridisci.
Altro fenomeno, fra i più giovani. Le ragazze hanno spesso gesti e atteggiamenti rusticani, rozzi, sguaiati, i loro coetanei sembra ne abbiano timore o sgomento, e non si capisce se siano più timidi o sfiaccolati. Così le ragazze, quelle che non hanno code e criniere spettinate secondo noti esempi, portano capelli cortissimi, da scolaretto, specie sulla nuca; fra i ragazzi al contrario ce ne son molti che hanno folte zazzere con un sospetto di tintura, abbondanti sul collo, con variazioni di ciuffetti e riccioletti bizzarri.
L'altra sera in uno di questi luoghi di danza, seduto davanti a duemilacinquecento lire di whisky (non ditemi subito che sono un beone, era una porzioncina, la metà di quelle che mi servono nei bar cittadini), guardando alla fioca luce delle candele le coppie dei ballerini, notai una coppia come ce ne sono molte, vestiti uguali lui e lei, pantaloni stretti a tubo e maglietta; con uguale esilità di forme, uguale viso liscio e vacuo; e immaginai che la ragazza fosse la personcina riccioluta con una ciocca scendente sull'occhio, ed il ragazzo l'altra pettinata all'Umberto. Quando lasciarono la pista e vennero verso di me, non fui più tanto sicuro della mia diagnosi; finché una sensazione indefinibile, nata dall'istinto primitivo, mi avvertì che la ragazza era quella pettinata all'Umberto, il ragazzo quello dai capelli di un biondo sospetto, più lunghi e mossi e capricciosi, e con una catenella al collo.

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