Testata Gazzetta
    Pezzi di storia

Il laboratorio privato di zoologia marina di Rapallo
di L. Camerano1, M. G. Peracca2, D. Rosa3, Museo Zoologico di Torino

Nature (Publishing Group - UK) – 25 luglio 1889

Questa modestissima stazione zoologica non pretende affatto di competere con quelle splendide di Napoli, Plymouth4, Roscoff5, Banyuls6, ecc. Per costruire e mantenere tali stabilimenti sono necessarie somme considerevoli, così che il loro numero è necessariamente molto limitato. foto
Abbiamo pensato che, con relativamente poca spesa, agli zoologi sarebbe possibile procurarsi gran parte dei vantaggi che offrono queste grandi stazioni, e concorrere alla loro attività, realizzando un certo numero di piccole stazioni in punti adatti della costa italiana.
La nostra idea è di avere delle dipendenze dai laboratori zoologici delle Università più vicine, quasi come se una parte di quei laboratori fossero stati trasportati in riva al mare. Il costo di queste stazioni non sarebbe molto alto. Tutto ciò che è strettamente necessario è una stanza ben illuminata e il più vicino possibile al mare, provvista di piccoli acquari, di una pompa, con attrezzi da pesca, e l'ordinario arredo di ogni laboratorio, eccetto microscopi e altri costosi strumenti che ogni ricercatore potrebbe portare con sé. Anche i libri disponibili potrebbero essere limitati ai trattati e alle "Faunae" di uso comune. E' indispensabile che la stazione disponga almeno di un battello per brevi escursioni: per i dragaggi profondi e per le escursioni più lunghe e meno frequenti, le imbarcazioni necessarie possono essere noleggiate.
Con questi mezzi modesti si potrebbero ottenere risultati notevoli. Sarebbero possibili quasi tutte le ricerche anatomiche e istologiche: il ricercatore le effettua interamente sul posto, o limita il suo lavoro alle prime osservazioni, che dovrebbero essere fatte su esemplari appena catturati, e prepara i materiali per uno studio successivo, con comodo.
Stazioni di questo tipo esistono già all'estero, come il laboratorio di zoologia marina di Wimereux7, la stazione mobile dei Paesi Bassi, la stazione di Misaki in Giappone, ecc.
In Italia il prof. Kleinenberg8 propose di fondare a Messina una stazione di questo genere, ma di dimensioni maggiori, ipotizzando che servisse principalmente come scuola per principianti; sfortunatamente la sua idea non si è ancora realizzata. Così come non è stato fatto nulla del progetto del conte Alessandro Ninni9 per fondare a Venezia una stazione che potesse servire allo stesso tempo per ricerche puramente scientifiche e per studi pratici sull'allevamento industriale degli animali marini.
Convinti dell'utilità delle piccole stazioni, abbiamo fatto un esperimento per crearne una che ora descriveremo.
Non volendo allontanarci troppo da Torino, abbiamo scelto la cittadina di Rapallo nella Riviera di Levante, vicino a Genova. Si trova all'estremità dell'omonimo golfo, a un'ora di barca da Portofino, che segna l'estremità del golfo verso Genova. Il Golfo di Rapallo è abbastanza ben riparato dai venti; le coste sono piuttosto rocciose e la vita vegetale e animale è molto varia e abbondante. Presenta anche notevoli variazioni di profondità. Da Rapallo al limite del golfo, a una distanza di 4 chilometri, la profondità raggiunge gradualmente i 90 metri, e alla stessa distanza nel mare aperto di Portofino la profondità supera i 400 metri.
Il traffico nel porto è modesto, quindi le acque sono limpide anche vicino alla città. Quanto alla città, è situata in una splendida posizione, e le località vicine sono varie e molto piacevoli. E' anche un paese molto tranquillo, dove si può godere della massima libertà.
La nostra stazione occupa uno spazio di cento metri quadrati ed è posta a pochi metri dal mare, sul terreno dove anticamente sorgevano le darsene. In questo spazio, racchiuso da una palizzata in legno, si trova il piccolo edificio che sembra uno chalet: la parte inferiore è in muratura, con pareti in legno e il tetto ricoperto di zinco.
L'edificio consiste in un unico grande vano, lungo 7 metri e largo 4,50 (interno). L'altezza fino al soffitto in legno, sotto il tetto, è di circa 4 metri. Uno dei muri più lunghi è rivolto a nord. Un finestrone, composto di nove grandi vetrate, corre per tutta la lunghezza di questo muro; contro questa parete è posto il tavolo di lavoro, che occupa tutta la lunghezza; vi possono lavorare sei persone. La porta è sul lato più corto che guarda sul mare; sopra la porta è posto il serbatoio di acqua di mare capace di contenere più di 800 litri; è riempito da una piccola pompa. Tramite dei tubi l'acqua viene portata da questo serbatoio negli acquari che sono posti al centro della stanza su un supporto in ferro a due piani, provvisti dei tubi di scarico necessari per eliminare l'acqua che è circolata negli acquari. Contro la parete più corta, di fronte a quella in cui è collocata la porta, c'è un tavolo rivestito di porcellana per esperimenti chimici. Sopra questo tavolo c'è un serbatoio di acqua dolce. Al centro della stanza, dietro il supporto degli acquari, si trovano due tavoli col ripiano di marmo. Contro la parete di fronte alla finestra si trovano le mensole per gli strumenti e per le collezioni. Un angolo è riservato ai principali attrezzi da pesca.
La stazione dispone di un battello, il Bonellia, usato per brevi escursioni e per ricerche in acque basse. Gli attrezzi da pesca sono costituiti principalmente da reti a strascico per la profondità, reti per la pesca di superficie, apparecchi per estrarre oggetti dal fondo, setacci, reti, arpioni, ecc. Tali attrezzi sono stati realizzati espressamente a Napoli, sotto la supervisione del Dott. Paolo Mayer, della Stazione Zoologica.
La stazione è inoltre dotata di numerosi acquari per lo studio e delle apparecchiature chimiche necessarie. La biblioteca si limita ai trattati più comuni e utili e a un certo numero di memorie riguardanti la fauna marina.
Ci auguriamo che anche con questi semplici mezzi sia possibile ottenere risultati soddisfacenti. Molte importanti opere di zoologia marina sono state realizzate lontano dalle stazioni zoologiche, in condizioni meno favorevoli di quelle della nostra piccola stazione.


1 Lorenzo Camerano (1856-1917), biologo, entomologo ed erpetologo
2 Mario Giacinto Peracca (1861-1923), erpetologo
3 Daniele Rosa (1857-1944), zoologo
4 Sud-ovest dell'Inghilterra
5 In Bretagna, Francia
6 Nei Pirenei Orientali, Francia
7 Nel Passo di Calais, Francia
8 Nicolaus Kleinenberg (1842-1897), zoologo tedesco
9 Alessandro Pericle Ninni (1837-1892), naturalista veneziano

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