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    Pezzi di storia

Eva Perón nel Tigullio

Giugno 1947. Da un anno in Argentina è presidente Juan Domingo Perón (1895-1974)1, capo dei descamisados, il ceto più umile del Paese2.

matrimonio Il matrimonio

Accanto a lui la seconda moglie3, l'ex attrice Maria Eva Duarte (Evita, 1919-1952) sposata il 22 ottobre 1945: da tempo attiva sostenitrice del marito, tanto che la stampa peronista parla della "nostra coppia presidenziale", nel 1947 Eva compie un viaggio in Europa4 alla ricerca di consensi.
Parte con un entourage numeroso: il ghostwriter5, giornalista, scrittore e drammaturgo Francisco Muñoz Azpiri; il fratello di Eva e segretario personale di Juan Domingo Perón, Juan Duarte; il medico personale, dottor Francisco Alsina; l'esperta di pubbliche relazioni Lillian Lagomarsino de Guardo; il parrucchiere Julio Alcaraz; le addette al guardaroba Asunta e Juanita; il fotografo Emilio José Abras; il responsabile degli affari religiosi Hernán Benitez; gli aiutanti di campo col. Jorge Ballofet, vice commodoro Jorge Aníbal Rodríguez e il com. Adolfo Gutiérrez; il miliardario imprenditore argentino Alberto Dodero, coordinatore della delegazione, co-finanziatore del viaggio e amico personale di Perón ed Evita6.
Lo spunto per il viaggio era venuto da un invito del caudillo7 spagnolo Francisco Franco (1892-1975) rivolto a Juan per una visita di Stato: un evento che incontrava la disapprovazione internazionale a causa della posizione politica di Franco. Si decise così di trasformare un viaggio politico in tour di buone relazioni, aggiungendo alla Spagna altri paesi europei.
Evita giunse in Spagna l'8 giugno 1947 all'aeroporto di Madrid. Durante la sua visita affermò: "Non sono venuta per un accordo, ma sono un arcobaleno che collega l'Argentina". Per questo il viaggio fu definito "European Rainbow Tour", Giro dell'arcobaleno8.
Il 26 giugno lascia Barcellona e alle ore 15 atterra all'aeroporto di Ciampino, a Roma, "accolta dal mondo diplomatico romano, dalle autorità politiche e militari italiane e da una folla di dame calabro-argentine".
"Un corteo di oltre duecento macchine, gentilmente offerte dalla Associazione Progressista Internazionale e dall'Ambasciata argentina si è quindi snodato lungo la via Appia Antica.… La signora Eva Peron è giunta scortata da robusti poliziotti montati su rombanti Harley-Davidson."
L'accoglienza è più fredda della Spagna: incontra Enrico De Nicola, Capo provvisorio dello Stato, e Papa Pio XII.

ippodromo Al Concorso Ippico Internazionale
di Rapallo

Trascorre due giorni a Milano e il 6 luglio giunge a Rapallo: il suo medico personale la giudica provata dagli impegni spagnoli e romani e le consiglia una pausa di riposo. Approfitta quindi l'ospitalità dell'amico Alberto Dodero e si trasferisce a Villa Dellepiane.
Ne approfitta per visitare le località vicine: Santa Margherita, Portofino, San Fruttuoso… in forma assolutamente privata. Riceve la visita di un amico di Dodero, l'armatore greco Aristotele Onassis (con cittadinanza argentina) e compare in pubblico per assistere al Concorso ippico internazionale che ha luogo a Rapallo.
Il 9 luglio partecipa a un ricevimento del consolato argentino per celebrare la nazionalizzazione delle linee ferroviarie argentine sotto il controllo della Empresa de Ferrocarriles del Estado Argentino: contemporaneamente Perón festeggia a Tucumán l'indipendenza economica dell'Argentina.
Il giorno 12 si reca in auto a Genova "per un rifresco al Grattacielo e quindi parteciperà ad un pranzo intimo a bordo della motonave Ugolino Vivaldi" della Società Italia: prosegue poi per Sanremo e il 13 inaugura a Bordighera il nuovo Lungomare Argentina e l'Auditorium. Raggiunge anche Ventimiglia prima di fare rientro a Rapallo.
Il 17 conclude il suo soggiorno nel Tigullio: "La presidentessa argentina si porterà in auto a Novi Ligure da dove partirà in aereo per Roma". La prossima tappa sarà la Francia.
L'intero viaggio di Evita si concluderà con il suo rientro in Argentina il 23 agosto: era durato poco meno di tre mesi.

Si leggerà in un articolo mondano9: "L'estate scorsa [1947], sotto gli ombrelloni in riva al mare e nei clubbini notturni, nei saloni degli alberghi e nei giardini privati, ai the e ai cocktail-party, non si è parlato che di Donna Evita Peron, venuta a trascorrere qualche giorno di riposo tra Rapallo e Portofino durante il suo viaggio attraverso mezza Europa. Ed ora era la volta dei suoi cento vestiti, ora dei suoi cinquanta braccialetti, ora delle sue sette acconciature, ora del suo sorriso e dei suoi motti di spirito, ora della pettinatrice e della sarta che aveva,o si diceva che avesse, al seguito. Raccolte a una a una tutte queste voci, e altre ancora che adesso non rammento, i ragazzi dell'indiavolato Quartetto Cetra, che allora suonava musica da ballo al Capo di Nord-Est10, ne ha fatta persino una canzone11, così piena di brio che la Presidentessa ci si divertì moltissimo: ma certo autorevole censore non fu poi dello stesso parere e dovettero smettere di cantarla."

tomba Tomba al "Musocco"

Cinque anni più tardi, esattamente il 18 luglio 1952, Eva entrerà in coma e morirà per un tumore all'utero il 26 luglio, all'età di 33 anni. Il suo corpo fu mummificato e Juan Domingo avviò la costruzione di un mausoleo a lei dedicato, ma prima che fosse completato, il 23 settembre 1955 scoppiò la "Revolución Libertadora" e Perón fuggì in esilio in Spagna affidando il corpo al dott. Pedro Ara Sarriá (lo stesso che aveva effettuato la mummificazione).
Per evitare che la tomba diventasse un luogo di culto, il 22 novembre il corpo fu prelevato dalla Confederazione Generale del Lavoro dove si trovava e custodito in un furgone che vagò per alcuni mesi in diversi edifici militari, per rimanere fino al 1957 nella sede centrale del servizio informazioni.
Per allontanarlo il più possibile, il corpo fu trasferito in Europa a bordo del transatlantico Conte Biancamano, sbarcò a Genova e fu infine sepolto il 13 maggio 1957 a Milano, nel cimitero Maggiore12, sotto il falso nome di Maria Maggi vedova de Magistris. Qui rimase fino al 1 settembre 1971, quando fu trasferito a Madrid, nella villa di Puerta de Hierro dove si trovavano Perón e la nuova moglie María Estela Martínez Cartas (Isabelita).
Con la vittoria elettorale dell'11 marzo 1973 Perón rientra in Argentina e il 17 novembre 1974 il corpo di Evita tornerà in patria, a Buenos Aires nella Residenza d'Olivos: il 22 ottobre le sorelle lo seppelliranno nel cimitero della Recoleta.


1 Elezioni del 24 febbraio 1946.
2 Il termine nasce per sottolineare il disprezzo del quotidiano conservatore La Prensa nel riportare una manifestazione popolare del 17 ottobre 1945, quando per il caldo gli uomini si tolsero la giacca e rimasero in camicia.
3 La prima, Aurelia Gabriela Tizón, era morta nel 1938.
4 Spagna, Italia, Francia, Portogallo e Svizzera.
5 "scrittore fantasma": chi scrive discorsi per conto di altri.
6 Alberto Augusto Dodero Chichizola (1886-1951) era nato a Montevideo (Uruguay) da Nicolas Dodero e Matilde Chichizola Ferraro, genovesi emigrati. Alberto trasformò la piccola attività di spedizioni del padre nella più grande flotta mercantile del Sud America: fu tra i primi supporter e finanziatori di Perón.
7 Capo supremo
8 La guerra si era conclusa da poco: grano e carne Argentini costituivano un'opportunità sia per la fame in Europa sia per l'economia argentina.
9 Paese Sera del 31 agosto 1948, "Ne sapevano più di lui" di Pier Angelo Soldini.
10 Il Covo
11 "La señora del león", garbata presa in giro.
12 Quartiere di Musocco, nella periferia nord-occidentale.

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