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    Pezzi di storia

Il castello di Paraggi
Soggiorno estivo delle L.L. A.A. R.R. i Principi di Piemonte

Il Mare – 25 luglio 1931

Il Corriere Mercantile di Genova del giorno 21 corr., pubblica il seguente articolo sul Castello di Paraggi che crediamo utile per i nostri lettori foto 1 riprodurre:


Il Castello di Paraggi sorge su quella punta di scoglio, lanciata a guisa di sperone, entro il mare, che già servì, nell'alto medioevo, ad accender fuochi d'allarme, quando gli sciabecchi roggi dell'immondo saracino minacciavano le rive, a razzia di cose e di donne, e a morte d'uomini.
Nel 1628, frate Angelo Firenzuole, chiamato con altri architetti, e competenti di fortificazioni militari, a gettare una nuova cortina di difese a Genova, ideò e disegnò il Castello, sugli scogli di Paraggi, con le quattro torrette.
L'ultima difesa compiuta dalle batterie del castello fu eseguita nel 1814 contro truppe da sbarco inglesi.
Oggi, di un purissimo rinascimento, con le sue perfette, armoniose bifore e trifore, con la bellezza veramente aerea delle sue terrazzine, col suo giardino di una densa vegetazione veramente tropicale, il Castello sfonda contro il verde delle colline, ed è a specchio del più denso smeraldo marino, che s'incontri in quel mare rivierasco.
E' proprietà della Nobil Donna Marion Goretti.
Benché dimorante a Parigi, ove fa degno onore alla coltura ed all'ingegno italiano, e ricercata nei cenacoli e negli alti centri artistici e culturali della capitale francese, Donna Marion Goretti non ha mai sofferto che la bella dimora si abbandonasse fredda e chiusa, in un inutile sonno. Non ha mai voluto, e gliene sia lode, che monna Dimenticanza potesse stendere i suoi veli densi: quei veli grigi, tristi, cui la fonda malinconia da' trama, e che ogni cosa soffocano, e ancor la vita stessa, e il sole, quando se ne accolga la sterile lor signoria.
Essa ha reso invece il Castello di Paraggi un'accolta pulsante di arte; dimora di vita; godimento reale di ogni senso eletto; armonia non spenta, ma tutta foto 2 vibrante di inesausti accordi.
Ha saputo ricoverarvi tesori del Rinascimento, e dell'arte gotica; arazzi di fattura squisita e pregevolissima; quadri e dipinti delle più note scuole italiane e straniere, e dei migliori maestri; bassorilievi di massimo interesse artistico, maioliche della maggiore rarità, tra le quali deliziose terre di Faenza, di Siena, di Savona.
Ed ogni mobile, ogni quadro, ogni arazzo, ogni soggetto infine, è collocato nel suo giusto punto; si fonde nell'armonia artistica degli altri oggetti; appaga, non solo di per sé, ma per l'intonazione perfettissima che in quel preciso luogo, per esso prescelto, dà e riceve, dalle cose attorno.
Fu il Castello di Paraggi quello scelto recentemente, per offrire ospitalità alle Loro Altezze Reali i Principi di Piemonte; ed invero l'augusto onore, non poteva trovarsi sfondo più armonico e più degno.
E' il Castello di Paraggi che oggi ospita Maria di Savoia, fiore regale, trapiantato nella libera serra italica, che ha per confini il mare e l'Alpe; e la dimora veramente risponde a quel regale fiore.
Plaudono alla Principesca Grazia, in lor costante giuoco, il glauco mare, l'incurvato azzurro, la terra verde; e col mare, e col cielo, e con la terra, plaude la più squisita espressa arte umana, da un femminile intelletto ed animo raccolta, con inesprimibile armonia, e con inesausto amore.

La realizzazione del Castello di Paraggi fu decisa nel 1625 come difesa a fronte delle minacce di Carlo Emanuele I di Savoia (1562-1630) contro la Repubblica di Genova.
Cessata questa esigenza, nel 1796 fu dato in locazione a Nicolò Poggi (detto Carabella).
Nel 1812 costituì un presidio militare francese e nel 1843 passò al Comune, che avviò una vertenza per liberarlo dall'affittuario Poggi. Il 21 febbraio 1868 il Comune vendette il Castello ai fratelli Andrea e Giuseppe Repetto per 1.000 lire (oggi poco più di 5.000 €).
Nel 1872 fu acquistato dal banchiere inglese Frederick August Yeats-Brown (1837-1917)2, che lo trasformò in abitazione privata "in stile gotico" (ing. Pietro Tamburelli).
Nel 1912 fu ceduto alla famiglia Goretti, per poi passare all'imprenditrice Anna Bonomi Bolchini (1910-2003) nel 1948.

Un trafiletto del mese successivo (Il Mare del 20 agosto) informa che:

Di ritorno con il Principe Umberto da Sant'Anna di Valdieri1, ieri mattina, poco dopo le ore nove, S.A.R. la Principessa di Piemonte, accompagnata dalla dama di palazzo e dal gentiluomo di Corte marchesa e marchese di Sant'Albano Lucinge, ha lasciato Palazzo Reale e in automobile è ritornata a Santa Margherita Ligure, dove, com'è noto, soggiorna per la cura dei bagni, nel magnifico castello di Paraggi.


1 Frazione del comune di Valdieri, in provincia di Cuneo, nel Parco delle Alpi Marittime. Residenza estiva della famiglia reale Savoia, con palazzine di caccia frequentate da Vittorio Emanuele III fino agli anni '40.
2 Fratello del console del Regno Unito a Genova, Montagu "Monty" (1834-1921), proprietario del Castello Brown di Portofino.

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