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    Pezzi di storia

Gianni Berengo Gardin, fotografo

"Un roseo e paffuto maschiotto – cui venne imposto il nome di Giovanni – è venuto a rallegrare le gioie dei coniugi Berengo Gardin Alberto, Presidente della Società ritratto Canottieri «Argus», e Carmen Maffei. Porgiamo i nostri rallegramenti ed auguri. – Per la nascita del loro bambino i coniugi Berengo-Maffei hanno elargito lire 500 [circa 500 € di oggi] alla locale Opera Nazionale Balilla. Plaudiamo all'atto benefico.": così si leggeva sul settimanale Il Mare del 18 ottobre 1930.
Il 10 ottobre era infatti nato a Santa Margherita Ligure quello che sarebbe diventato il celebre fotografo Gianni Berengo Gardin.

La mamma di Gianni, Carmen Maffei, svizzera, gestiva il più importante hotel della città, l'Imperiale1, dopo che il primo marito Carlo Guindani era morto in occasione di una gara automobilistica l'8 luglio 1924, lasciando due figli in giovane età, Sergio e Fernando.
Il padre Alberto, veneziano, ragioniere e ottimo vogatore, si era trasferito a Santa Margherita e lavorava a Genova presso la Camera di Commercio.

Fino al 1939 Gianni trascorre un'infanzia da privilegiato, ma poi c'è il fallimento dell'hotel e la famiglia si trasferisce a Roma: le disponibilità economiche diminuiscono anche perché il padre si arruola volontario.
Al termine della guerra il padre è prigioniero in India e il liceale Gianni trascura gli studi, ma gli piace leggere e inizia a fotografare Roma nonostante sia proibito. Nel 1947 il padre ritorna dalla prigionia, è malato e disoccupato per cui la famiglia decide di trasferirsi a Venezia, dove i parenti erano proprietari di un negozio di perle e vetri.
A Venezia Gianni completa il liceo e decide di non proseguire gli studi: inizia il suo "viaggio intorno alla fotografia": lavora in un ristorante a Lugano, poi Imperiale si sposta per due anni a Parigi, dove lavora in un grande albergo e ha l'opportunità di formarsi e crescere sia professionalmente sia culturalmente.
Rientra a Venezia e per due anni fa il pendolare con Milano. Nel 1954 la grande occasione: la collaborazione con il prestigioso settimanale "Il Mondo" fondato e diretto dal mitico Mario Pannunzio (1910-1968).
Nel 1962 decide il passaggio al professionismo e dal 1965 vive e lavora a Milano, dedicandosi soprattutto alla fotografia di reportage, d'indagine sociale, di architettura, di descrizione ambientale e monografie aziendali.
Oltre a collaborare con le principali testate italiane e straniere realizza più di 250 libri fotografici. Colleziona numerosi premi e riconoscimenti, partecipa a centinaia di mostre personali in Italia e all'estero, le sue immagini fanno parte delle collezioni di importanti musei e fondazioni culturali, tra le quali la Calcografia Nazionale di Roma, il Museum of Modern Art (MoMA) di New York, la Bibliotheque Nationale, la Maison Européenne de la Photographie e la Collection photo Fédération Nationale d'Achat des Cadres (Fnac) di Parigi, il Musée de l'Elysée di Losanna, il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia di Madrid.

Oggi, splendido ultranovantenne, si appoggia alla figlia Susanna per la gestione del suo enorme patrimonio fotografico: frequenta mensilmente la sua casa di Camogli e, come ama dire, "Sono sempre stato a contatto con l'acqua. Mi piace andare in barca, mi piace costruire i modellini delle barche. E pensare che non so neppure nuotare".
Insomma, quel "roseo e paffuto maschiotto" ne ha fatta di strada!


1 Vedi l'articolo della Gazzetta "Grand Hotel Imperiale Palace" pubblicato il 13 aprile 2019

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