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Vediamoci a Montallegro

Egr. Direttore,
abbiamo appreso dalla stampa che l’Amministrazione ha organizzato una giornata a Montallegro (presso il ristorante “Il Pellegrino”) per esporre a Dirigenti e Quadri della struttura comunale il programma di mandato 2009-2014 della giunta De Marchi. 10 comandamenti
Questo per chiarire obiettivi dell’Amministrazione e recepire osservazioni e suggerimenti al fine di trovare le giuste sinergie per il raggiungimento di quanto indicato nel suddetto programma.
Non discuto, ovviamente, sull’utilità della cosa, anche se non capisco il perché si debba andare in ritiro a Montallegro e non lo si possa fare in Comune nell’aula consigliare o, in caso lo spazio non fosse sufficiente, all’auditorium delle scuole medie a costo zero.
Sì, perché il Sindaco si è affrettato a precisare che sarà il Comune a sostenere il costo della giornata, annesso frugale pranzo (come sono cambiati i tempi, una volta ai ritiri spirituali, se non erro, si digiunava).
Benissimo sarà il Comune (ossia tutti noi) a pagare il conto, vanno per il bene della comunità ed è giusto che la stessa se ne faccia carico. Però, e qui mi rivolgo a Lei, non trova che sarebbe giusto che l’Amministrazione indichi numero e nominativi dei partecipanti, nonché il costo della giornata?
Questo per un elementare dovere di trasparenza. Perché non vorrei che all’ultimo momento alle persone che debbono partecipare (Sindaco, Assessori, Consiglieri, Dirigenti e Quadri) si aggiungessero persone che non hanno titolo ad essere spesati dalla comunità (amici, parenti, fiancheggiatori e supporter politici).
Sarebbe un bel modo per chi, almeno a parole, si è da subito dichiarato “diverso” dai suoi predecessori, per far capire ai sammargheritesi che qualcosa veramente sta cambiando.
Grato per lo spazio che sempre mi concede, colgo l’occasione per porgerLe i più cordiali saluti.
Giorgio Revello

[7/10/09]


Domanda giusta alla quale ci associamo volentieri, anche se a noi risulta che la spesa dell’iniziativa sia assunta personalmente dal Sindaco, senza essere a carico del bilancio comunale.
Vero è che sembra impensabile un’iniziativa del genere, ma se così non fosse dovrebbe risultare un impegno di spesa del quale non abbiamo traccia: forse si tratta di un aspetto della “diversità” rispetto a un passato che è meglio dimenticare.
A nostro avviso fa comunque parte dei doveri dell’Amministrazione fornire le informazioni che lei suggerisce: anche se le spese vive sono sostenute attraverso una liberalità, rimangono le spese in termini di tempo che dipendenti comunali dedicano a una riunione di lavoro.
Detto questo, occorre considerare che una riunione al di fuori dal normale ambito di lavoro può raggiungere il duplice obiettivo di evitare interferenze degli impegni quotidiani e di creare un’atmosfera più collaborativa / creativa: una pratica diffusa (a volte abusata) in molte aziende.
Non ultimo, il luogo può essere propizio per un aiuto divino che non guasta mai.
La Gazzetta di Santa