Ospedale: c'è chi rema contro?
Siamo rimasti esterrefatti dalle posizioni del Popolo della Libertà apparse su Il Secolo XIX e su Il Corriere Mercantile del 27 gennaio.
Preferire alienare l´area ospedaliera a privati piuttosto che al Comune rappresenta un´aberrazione intellettuale che facciamo persino fatica a
commentare. Aizzare gli animi dei sindaci del Tigullio sulla presunta assenza di questo o quel servizio il giorno prima del voto in conferenza
assomiglia a un tentativo di destabilizzazione inaccettabile, per fortuna non andato a buon fine.
Il Sindaco ha illustrato più volte il progetto di riconversione dell´ospedale con interessamento dell´area sottostante. E´ l´unico progetto
realistico e interamente finanziabile che sia mai stato formulato fino ad oggi.
Temiamo che chi ne parla a vanvera finga di non averlo compreso per interessi di bassa politica affini ad ancor più gravi finalità speculative.
L´obiettivo dell´amministrazione di “Gente per Santa” è far sì che l´area ospedaliera possa diventare il centro nevralgico di una vasta
riqualificazione urbana, assicurare l´utilizzo pubblico dell´intero plesso, salvaguardarne la destinazione socio-sanitaria e al contempo potenziare
i servizi sociali e assistenziali in capo al Comune.
Questo è il compito che il Comune deve assumersi, mentre la collocazione dei servizi più opportuni per far fronte alla domanda del territorio ci
pare essere competenza della ASL, che siamo certi avere strumenti di lettura più adeguati di quelli in possesso del PDL di Santa Margherita.
Apprendiamo che sia la sig.ra La Pegna che il consigliere Marsano (Corriere Mercantile del 28 gennaio) lamentano l´assenza di un
hospice privato, una struttura che avrebbe a parere loro importanti ricadute turistiche. Con tutto il rispetto per gli ultraottantenni di
altre regioni, noi il turismo preferiremmo fosse fatto con servizi di intrattenimento rivolti ai giovani e alle famiglie, e siamo lieti che la
struttura ospedaliera sia interamente pubblica e destinata esclusivamente al nostro territorio.
Il consigliere Marsano afferma anche che in caso di maggiori entrate per la vendita dei box queste non andranno a finanziare l´ospedale. Vedremo,
la novità è che saranno eventualmente gestite dal Comune. Se invece lui fosse riuscito a cedere l´area a privati, le maggiori entrate avrebbero
ingrossato le tasche dei costruttori.
Ricordiamo infine che progetto difeso da Marsano e insieme a lui dalla sig.ra La Pegna e dal Popolo della Libertà presentava un ammanco finanziario
di almeno 3 milioni di euro. E sottolineiamo almeno.
E´ una fortuna che sia finita l´epoca in cui da Piazza Mazzini si menava il can per l´aia.
Un´ultima nota: se stiamo discutendo di riconversione dell´ospedale non è per volontà dell´amministrazione in carica, ma perché qualche candidato
alle prossime elezioni regionali, nelle vesti di Sindaco di Rapallo, ha preteso che Santa Margherita venisse sacrificata sull´altare della propria
città. La sig.ra La Pegna, per le rimostranze, farebbe dunque meglio a rivolgersi in casa propria".
il coordinatore di G.p.S.
Valter Rebutti
[28/1/10]
Riportiamo di seguito l'articolo del Secolo XIX del 28 gennaio, a firma Debora Badinelli, con l'esito dell'incontro dei sindaci dell'area
coperta da ASL4
Via libera al polo socio-sanitario
Passa la trasformazione dell’ospedale di Santa Margherita Ligure. Ieri, a Chiavari i sindaci della Asl 4 chiavarese (con l’astensione di Rapallo,
Zoagli, Moneglia, Carasco, Cogorno, Casarza Ligure, Lorsica e Mezzanego) hanno approvato il nuovo progetto di riconversione.
Il Comune di Santa Margherita Ligure, dunque, l’ha spuntata su quello di Rapallo che avrebbe voluto una struttura interamente destinata alla
riabilitazione. Così non sarà: dei cinque piani dell’immobile sammargheritese, al termine della costruzione del nuovo ospedale del Tigullio Occidentale,
a Rapallo, tre saranno destinati all’assistenza residenziale riabilitativa e di mantenimento per anziani e due ad attività sociosanitarie.
«Una grossa occasione persa», commenta Roberto Di Antonio, vicesindaco rapallese, che la scorsa settimana aveva chiesto all’assemblea
dei sindaci della Asl 4 di sospendere la votazione e di avere maggiori elementi per valutare l’impatto del nuovo progetto. «Sarebbe servito più
tempo per studiare l’intervento - aggiunge Di Antonio - Avere tre piani anziché cinque destinati alla riabilitazione non è la stessa cosa in un
territorio, come quello ligure, dove la popolazione anziana è in costante aumento e il bisogno di strutture di questo genere sempre più pressante».
È per questo che Rapallo ha scelto di astenersi dal voto e non di bocciare la proposta. «Il nostro - precisa Di Antonio - è un segnale: con
l’astensione vogliamo far capire che, secondo noi, la strada intrapresa non è la migliore».
Diverso, ovviamente, il giudizio di Santa Margherita Ligure. Il progetto dell’amministrazione guidata dal sindaco Roberto De Marchi, infatti, è
quello di acquistare dalla Azienda sanitaria locale al prezzo concordato di 2 milioni di euro l’area antistante l’ospedale (circa 2.450 metri quadrati)
per realizzare 150 parcheggi interrati a rotazione e a pagamento, 50 posti auto a raso, in superficie e gratuiti, 100 box da vendere.
«Nel progetto di due anni fa la Asl 4 avrebbe venduto l’area ai privati - ricorda Mario Fracchia, assessore sammargheritese ai Lavori pubblici
- Con questa soluzione, invece, il Comune si sostituisce ai privati, aumenta il numero di posti auto a disposizione della città e ottiene anche una
struttura socio-sanitaria».
Nei due piani che la Asl cede in concessione al Comune, infatti, troveranno posto la nuova sede delle due pubbliche assistenze sammargheritesi,
dell’Avis, della protezione civile, della polizia municipale.
Paolo Cavagnaro, direttore generale Asl 4, rassicura chi teme una diminuzione di posti letto per la riabilitazione. «Il potenziamento della
rete dei servizi sociosanitari territoriali per la Asl e per il distretto socio-sanitario 14 del Tigullio Occidentale - dice - non può che coinvolgere
in maniera significativa il polo di Santa Margherita con un aumento dell’offerta di assistenza residenziale riabilitativa estensiva, 15 posti letto, e
di mantenimento, 71 posti, nonché dell’assistenza residenziale con un centro diurno».
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