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"Fonte del Diavolo": le ragioni della maggioranza

la Repubblica, 3 settembre 2010

Cassinelli: il villettaro "diabolico" Roberto Cassinelli
di Marco Preve

Le villette vista mare sulla "collina del diavolo" l'ultima sfida dell'onorevole berlusconiano
Santa Margherita: i dubbi del soprintendente sul business di Cassinelli
L'operazione riguarda un'area di 18.500 metri quadrati popolata di ulivi


Per qualche milione di euro sotto forma di ville vista mare – ognuna con piscina, ça va sans dire – si può anche sfidare il diavolo. Ma il maligno può indossare mille maschere: un geologo della Provincia, un tecnico del Comune, un funzionario della soprintendenza.
Insomma, rischia di dover penare ancora molto l'avvocato Roberto Cassinelli, deputato del Pdl (fedele a Berlusconi), per poter spianare la sua fetta di collina in località Fonte del Diavolo a Santa Margherita, eliminare gli ulivi e costruirci cinque ville extra lusso.
Anzi, a dire il vero il numero potrebbe essere drasticamente ridotto a tre unità, visto che in queste settimane la soprintendenza sta rivedendo il progetto firmato dall'architetto genovese Stefano Ferrera. I dubbi manifestati anche all'amministrazione comunale riguarderebbero sia i volumi, che l'impatto paesaggistico e la sorte dell'uliveto.
Il progetto ha iniziato il suo iter nel 1998 ed è stato approvato – tra mille polemiche – dal consiglio comunale nel giugno del 2008 quando era sindaco Claudio Marsano. Nel 2010 si entra però nel vivo. Durante la Conferenza dei Servizi in sede referente ecco la prima manifestazione del "maligno".
Nel progetto, una delle cinque ville collocate ad anfiteatro si trova all'interno di un'area che nelle carte della Provincia è considerata franosa, quindi assolutamente vietata a qualsiasi edificazione. I disegni sono così stati modificati con lo spostamento della villa di alcuni metri, fuori dalla zona rossa.
L'altro sgambetto della Fonte del Diavolo riguardava due torrentelli, uno dei quali scorre lungo una stretta crêuza e avrebbe dato il nome alla località. Anche in questo caso alle osservazioni dei tecnici della Provincia è stata data risposta con delle integrazioni che prevedono un'imponente messa in sicurezza dei corsi d'acqua.
Ma ora, in attesa della Conferenza dei servizi deliberante che dovrà dare il via libera alle ruspe, sembra che sia il soprintendente Giorgio Rossini a nutrire alcune perplessità sulla quantità di cemento in ballo nonché sulla sorte del verde.
Sulla collina sopra la chiesa di San Siro i residenti sono preoccupati dal progetto per due motivi: l'ennesima scomparsa di un'area verde (Emanuele Cozzio, nel 2008 consigliere comunale parlò di 18.500 metri quadrati); ulteriori disagi per il traffico in una zona fortemente urbanizzata e collegata al centro da stradine strettissime.
Un altro consigliere comunale dell'epoca, Claudio Vezzali, aveva definito il progetto di Cassinelli «speculazione edilizia». Altri consiglieri criticavano solo il rischio legato a nuove seconde case disabitate d'inverno, ma l'ex sindaco Marsano dichiarò che sarebbero state destinate a residenti.
Avevano invece puntato tutto sul consumo di territorio e l'impatto paesistico i responsabili della sezione del Tigullio di Italia Nostra nelle loro osservazioni.
L'attuale sindaco Roberto De Marchi in una recente lettera pubblicata sul sito La Gazzetta di Santa [vedi sotto], pur manifestando la propria contrarietà all'intervento («all'epoca si poteva studiare una variante più restrittiva») ha sottolineato come il Comune si debba arrendere di fronte «ad un procedimento ormai avviato».


Gent.mo Direttore,
seguo sempre con attenzione il Suo giornale informatico e ho naturalmente letto l'articolo relativo allo strumento urbanistico attuativo di iniziativa privata previsto in località Fonte del Diavolo. Su ciò ritengo necessarie alcune precisazioni.
La pratica in oggetto in realtà è stata già approvata dal Consiglio comunale il 27/06/2008 con il voto favorevole dei Sigg.ri Balsi Alberto, Casazza Adriano, Costa Gianni, Federici Egisto, Foppiani Mauro, Marsano Claudio, Panettieri Maria Grazia, Pastine Giuseppe, Pichi Vittoriano, Solari Stefano e Zerega Giovanni Battista, a seguito del quale è stata avviata la Conferenza dei Servizi per l'approvazione dello S.U.A.
La pratica torna ora all'attenzione del Consiglio comunale come fase interprocedimentale nell'ambito della Conferenza in corso di svolgimento, sia per l'esame di un'osservazione presentata da privati nei termini previsti, sia per alcune modifiche progettuali apportate, tra cui la trasformazione della zona destinata a standard urbanistico da parcheggio pubblico a verde pubblico in considerazione delle oggettive difficoltà della viabilità di accesso a tale area.
In linea generale, posso concordare con Lei sugli aspetti imprenditoriali che, comunque legittimamente, sono sottesi all'intervento urbanistico di cui parliamo, così come posso convenire sul fatto che, nei tanti anni passati, si poteva forse studiare una variante urbanistica più restrittiva.
Intendo però essere altrettanto chiaro nell'evidenziare come, allo stato attuale, la civica amminisrazione non possa legittimamente impedire l'esercizio, da parte del privato, di tale facoltà, considerato tra l'altro che siamo già, come detto, in presenza di un procedimento avviato.
Inoltre, sottolineo come la mancata prosecuzione di un iter procedimentale legittimo e conforme alle vigenti previsioni di piano, esporrebbe amministratori e funzionari (che, ripeto, altro non hanno fatto che inquadrare l'intervento secondo la disciplina vigente) a pesanti richieste di risarcimento del danno, sacrificio ingiusto ed ingeneroso da richiedere ove si tenga presente che in altra sede ed in altro tempo avrebbero dovuto essere effettuate diverse scelte pianificatorie. buoi
Sottolineo anche l'irresponsabile comportamento di quegli amministratori che, ben consapevoli di quanto qui Le rappresento, nel 2008 hanno approvato il progetto e ora pensano di potersi svincolare da ogni responsabilità amministrativa e politica.
Tanto dovevo Signor Direttore per onore di verità.
Distinti saluti
Roberto De Marchi

[20/4/10]


Le considerazioni del Sindaco non fanno una piega e confermano quanto abbiamo esposto nell'articolo "Peste e corna" in Consiglio.
Ci piacerebbe tuttavia avere da lui alcune rassicurazioni per la "chiusura della stalla"… oppure vogliamo continuare a lamentarci che "i buoi sono scappati"?

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