Cani da cacca
Vorrei dire qualcosa anch'io a proposito dei cani che sporcano, senza filosofare.
Ho posseduto un cane anni fa e conosco quindi le gioie e i dolori che l'animale può dare. Un fatto è certo: il cane è molto intelligente e impara
tutto, compreso dove può e dove non può fare i suoi bisogni.
Il mio cane in otto anni di vita non ha mai sporcato un marciapiede perché così gli avevo insegnato. Se tutti i proprietari avessero l'accortezza di
tenere lo stesso comportamento, una buona parte del problema sarebbe già risolta.
Coloro che raccolgono le deiezioni dei propri cani sono una buona percentuale, ma basta una minoranza di maleducati che non lo fanno per creare
situazioni di disdicevole indecorosità. Quelli che mi fanno più rabbia sono i proprietari vigliacchi, cioè quelli che frugano nelle tasche o nelle borse
per estrarre il sacchetto raccoglitore salvo riporlo e squagliarsela se verificano di non essere osservati.
Per costoro c'è un solo deterrente efficace: una multa salata. Ma come ha giustamente osservato la Gazzetta, di fatto c'è l'impunità quasi
certa (anche senza quasi!).
Concludo sostenendo che, a mio parere, avere aperto ai cani Villa Durazzo, unico luogo della città incontaminato, è stato un grosso errore. Hanno
detto che è una questione di democrazia perché era leso il diritto dei proprietari di cani, percentualmente consistenti. Ma i non proprietari contrari al
cambiamento non sono di più?
Cordiali saluti.
Luigi Figallo
[1/7/10]
"i cani da cacca utilizzano in modo improvvido il loro intestino".
Frase infelice, specie in una società che ancora considera gli animali "res nullius".
Imputare ai cani una serie massiccia di malattie, mi sembra non conoscere o minimizzare
l'azione dell'essere umano: è superfluo citare la serie
di "nefandezze" che noi compiamo ogni giorno nell'ambiente.
Speriamo che non si arrivi all'Irak, dove si è legiferato contro i cani
come "esseri immondi".
Il problema è molto più vasto e parte dall'ethos di noi esseri umani, già scarso nel passato, ma ancora più peggiorato, e sembrava
impossibile!, nel presente.
Cordiali saluti,
Giorgio Bonamore
[26/6/10]
Articolo di riferimento
La frase citata non fa che indicare che i cani, così come i neonati, non sono in grado di prevedere le conseguenze di ciò che depositano.
Se a questo si aggiungono i loro accompagnatori umani (non osiamo chiamarli padroni) che non li hanno educati e non provvedono a ripulire, otteniamo
luoghi pubblici sporchi e, crediamo, deprecati anche dal nostro lettore.
Ricordare l’Irak e le abitudini “di noi esseri umani” significa, secondo noi, non affrontare un problema molto più semplice e banale.
La Gazzetta di Santa
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