Box: non tutti minatori
Gentile Direttore,
una brevissima replica alle sue garbate osservazioni.
Io mi sono riferito alla piccola realtà locale di Santa Margherita. Lei affronta i problemi da un punto di vista generale e dice cose condivisibili
(rischio di dissesto
parcheggio di interscambio
mercato speculativo
) se riferite a grandi agglomerati urbani o ad aree già degradate
a causa di errati interventi edilizi.
AVIS di via Gorizia. Non vedo chi sosterrebbe l'onere del recupero senza ritorni economici.
Area Brissolese. Ribadisco che si tratta di aree risanate e non vedo francamente la distruzione di alcunché.
Luigi Figallo
[27/8/10]
Dobbiamo aspettare di essere area "già degradata"?
La Gazzetta di Santa
Egregio Direttore,
questa volta non sono proprio d'accordo con la Gazzetta.
Come si può parlare di "demenziale ricerca di sempre nuovi box auto"? Io parlerei di provvidenziale ricerca di nuovi box auto.
Costruiti nel sottosuolo, senza impatto ambientale né cementificazioni esterne. Ogni box fatto è una macchina di meno sulla strada.
Le auto sono in continuo aumento, se non di numero di dimensioni, e i parcheggi pubblici sono insufficienti. Provi una sera di giovedì (l'indomani
c'è il mercato) a posteggiare in corso Matteotti e adiacenze. Un incubo.
AVIS via Gorizia. Con tutto il rispetto per Giovanni Grifo, l'edificio è cadente e gli affreschi, realisticamente, non recuperabili. Vorrebbe
conservare l'immobile com'è, con le adiacenti orribili baracche?
Area Brissolese. Si ricorda lo stato pre-intervento? Un edificio fatiscente, un capannone in pericolo di crollo e un terreno infestato da erbacce.
A me piace molto di più adesso.
Credo di essere una persona che ha molto a cuore Santa Margherita, dove sono nato e vissuto e non mi sento affatto un "cannibale edilizio".
Cordiali saluti.
Luigi Figallo
[25/8/10]
Gentile sig. Figallo,
la ringraziamo per aver presentato una visione del fenomeno "box interrati" divergente rispetto alla nostra e ci permettiamo di dissentire dalle
sue affermazioni, che se fossero vere giustificherebbero certamente la proliferazione dei box.
"Senza impatto ambientale": cementificare il sottosuolo significa eliminare la sua capacità di assorbimento dell’acqua, che quindi scorre in
superficie aumentando il rischio di dissesti. Se si aggiunge l’impossibilità di mettere a dimora alberi ad alto fusto, con radici estese, aggiungiamo
all’effetto estetico un ulteriore elemento di pericolo.
"Senza cementificazioni esterne": le rampe di accesso sono necessariamente all’esterno. Ma molto spesso la realizzazione di box interrati è
accompagnata dalla realizzazione di altri box in superficie, allo scopo di sfruttare al meglio le aree disponibili.
"Ogni box è una macchina in meno sulla strada": i più recenti piani di sviluppo delle maggiori città europee non prevedono la realizzazione
di box privati perché è stato rilevato che le auto hanno la caratteristica di invadere tutto lo spazio disponibile a macchia d’olio. Si preferisce invece
realizzare parcheggi di interscambio all’ingresso delle città, limitando il traffico interno e privilegiando il trasporto pubblico.
Occorre poi aggiungere che sui box si è indirizzato un mercato speculativo che non è finalizzato al suo utilizzo, ma all’incremento di valore nel
tempo.
Un’ultima considerazione: i box dei proprietari di seconde case sono utilizzati solo pochi giorni all’anno.
Il progetto di utilizzo dell’area Ospedale è certamente accettabile, essendo strettamente correlato al recupero di parcheggi a raso, ma occorre
vigilare ora e in futuro perché è troppo facile rivedere i regolamenti alla ricerca di posti auto aggiuntivi, non sostitutivi, e innescare così un
meccanismo perverso.
"AVIS via Gorizia": l’area è certamente degradata, non per questo deve essere totalmente distrutta. Ci sono utilizzi che permetterebbero il
suo recupero.
"Area Brissolese": è un esempio concreto di area un tempo degradata ed ora distrutta. Il valore di Santa è legato ad un equilibrio
architettonico e paesaggistico che viene profondamente alterato dalla ricerca di un maggiore sfruttamento: non porre un limite ragionevole (dovrebbe
essere compito del PUC) significherebbe togliere a Santa il suo "vantaggio competitivo".
La Gazzetta di Santa
Articolo di riferimento: "Un paese di minatori"
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