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Politica sammargheritese

Cesare Teppati, candidato non eletto a sindaco per la lista "Santa Bene Comune", espone alcune considerazioni sulla situazione politica di Santa

Il nostro grande rammarico è di non essere stati in grado di farci ascoltare dagli elettori, rammarico tutt'altro che mitigato dalla constatazione che quanto da noi Cesare Teppati detto e ridetto in campagna elettorale si sta puntualmente verificando.
I cartelli elettorali furbescamente assemblati non funzionano, e infatti, la maggioranza si sta squagliando tra ridicole beghe da cortile, e l'opposizione ritira le mozioni perché la cena è in tavola, offrendo uno spettacolo altrettanto indegno. Tutto questo, dopo un'estate disastrosa, in cui dall'altra parte del Monte si organizzavano manifestazioni di spessore nazionale, e da noi bevute di massa con risse giganti e pistolettate.
Ora, guardando avanti: può un Sindaco, incapace dal primo giorno di tenere insieme una maggioranza, alla faccia delle continue esternazioni pregne di spirito di fratellanza, affrontare il problema del porto, adesso che è ufficialmente un'anatra zoppa? E può questa pseudo opposizione fungere da contrappeso? La minoranza che vuole "una fusione dei due progetti con un forte coordinamento da parte del Comune?" Ma questi lo sanno che ENTRAMBI i progetti comportano cinquant'anni di concessione? Se li fondiamo cosa diventano, cento? E, questo è il punto, come faccio a coordinare, più o meno fortemente, una cosa a cui ho rinunciato? Non sappiamo a che ora si sia tenuta la conferenza stampa, ma un'apericena per evitare una boiata del genere, no?
D'altro canto, dopo non aver MAI espresso la sua posizione sul porto in campagna elettorale, il Sindaco e la sua maggioranza (si fa per dire), continuano a tacere, ma non potranno farlo ancora a lungo.
Una domanda, semplice semplice: per rendere il porto funzionale e coerente con la vita e il lavoro della città, è DAVVERO necessario un investimento da venti milioni? Sta tutto qui, signor Sindaco, non è mica difficile.
Nel frattempo, è partita una campagna di stampa che riesce a coinvolgere addirittura le mamme e le nonne, per chiedere nientemeno che un porto a misura di Cetto bambino, cosa di cui nessun bambino di Santa ha mai sentito la mancanza, punta di diamante di una sfacciata operazione di ricerca del consenso, che realizza, forse superandolo, l'immaginario di Cetto Laqualunque. Magari rivederlo il film, per capire dove vanno a parare certe operazioni?
Altrimenti, la soluzione è un'altra. Stando al risultato elettorale, questo evidentemente vogliono i Sammargheritesi.
"I due progetti del porto possono serenamente passare dal sonno alla morte", oppure "il porto deve essere riordinato e mantenuto pubblico". Queste le posizioni di Santa Bene Comune, che hanno valso l'otto per cento dei suffragi, non riuscendo neppure a convincere la maggioranza del variegato mondo ambientalista molto attivo sulle tastiere dei pc.
Tanto era dovuto alle cinquecento persone che ci hanno onorato del loro consenso alle ultime elezioni, scusandoci con loro per la nostra inadeguatezza nel far passare il messaggio alla cittadinanza. Dell'inadeguatezza altrui non possiamo farci carico, e dubitiamo fortemente altri lo facciano.

Cesare Teppati

[1/11/14]

© La Gazzetta di Santa