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Il silenzio del PUC

Apprendiamo dalla stampa che il Sindaco di Santa Margherita Ligure, avv.to Paolo Donadoni, sta lavorando alacremente con i suoi collaboratori alla revisione del Altan PUC (Piano Urbanistico Comunale), fortemente voluto dalla precedente amministrazione di cui conserverà l'impianto e le famose diciture create ad hoc per la popolazione, "a crescita zero".
Forse se parliamo di metri quadrati da aggiungere all'esistente ci scappa solo l'aumento del 30 % previsto dal piano casa, ma se parliamo di metri cubi allora la "crescita zero" del cemento diventa esponenziale e sembra una vera utopia: basti pensare a quanto previsto nel retro-porto, nel vecchio ospedale e tutti gli altri siti disperatamente bisognosi di "riqualificazione del degrado" creato ad arte nel tempo.
Ovviamente il cittadino non ha alcun diritto, ovvero avrebbe il diritto di essere coinvolto in questo delicato processo decisionale, ma i nostri amministratori che troppo spesso tendono a dimenticare il loro ruolo di public servant (servitore del pubblico) attribuendosi ruoli di leader che non gli spettano e quindi non reputano necessario comunicare e coinvolgere la cittadinanza nello sviluppo di un piano di vitale importanza per il futuro della città.
Ciò detto restano i dubbi di quanto apparso a mezzo stampa negli scorsi mesi da parte del dott. Poggi, il quale nel restituire all'Amministrazione Comunale i documenti necessari al proseguimento del procedimento di VAS (Valutazione Ambientale Strategica), obbligatoria per legge, vedi sentenza TAR, trasmetteva una serie di osservazioni fortemente restrittive di quanto previsto dal PUC adottato. Queste sono rimaste chiuse nel cassetto di qualche ufficio comunale per oltre un anno e mezzo per non disturbare i procedimenti di gare in corso, con dettagli a dir poco imbarazzanti su quanto previsto dal PUC e quello che potrà essere realmente realizzato.
Campa cavallo che l'erba cresce, facciamo passare il tempo, lavorando in diligente silenzio, tanto poi quando sarà il momento il cittadino dovrà in nome del progresso accettare qualsiasi alienazione di beni comuni, ampliamento, stravolgimento e svendita del territorio e dell'ambiente, ma sia ben chiaro a crescita zero (!?) e per porre rimedio ad un inaccettabile degrado esistente (!?).

Dario Savino, capitano di lungo corso

[23/7/15]

© La Gazzetta di Santa