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Renato Dirodi Le cartoline di Renato…

L'amore per la propria città si può manifestare in molti modi: Renato Dirodi ne ha scelto uno per niente originale che tuttavia è diventato unico per la passione e la competenza che vi ha dedicato.
La sua raccolta di cartoline, o meglio "immagini", è ineguagliabile perché corredata da notizie storiche, testimonianze raccolte, ricordi personali che ne fanno uno scrigno di luoghi, fatti e persone.
Da anni, prima con il suo sito "Foto di Santa" poi con i social "Le foto di Santa Margherita" e "Gruppo di Le foto di Santa Margherita", ha messo a disposizione di tutti questo suo patrimonio di grande importanza storica e documentaria.
Siamo convinti dell'importanza della memoria e degli sforzi che dobbiamo compiere per conservarla e trasmetterla, per cui approfittiamo della disponibilità di Renato e pubblichiamo questo percorso nello spazio e nel tempo.
La Gazzetta di Santa



01 La vecchia calata (88)
Primi anni del 900, sulla sinistra lo chalet Colombo, a fianco la foce del torrente Magistrato e la calata in località "molo", dove era collocato il vecchio porto prima della realizzazione di quello di Corte.
A destra le prime palme, messe a dimora per abbellire la piazza appena sottratta al mare. Per tale motivo l'area rimase demaniale, in concessione al comune a fronte di un canone annuo che ancora oggi viene pagato.


01 Il mercato di Piazza Caprera (87)
Il mercato giornaliero in Piazza Caprera agli inizi del 900.
La chiesa ha ancora un solo campanile, l'edicola a fianco è probabilmente la prima posta sulla piazza.
A sinistra il palazzo dell'ex "Banco di Chiavari e della Riviera Ligure".

01 Piazza del Sole (86)
L'immagine rappresenta lo specchio acqueo tra l'Hotel Helios e villa Porticciolo prima della realizzazione della Piazza del Sole. Costruzione del 1960, a cura e spese dell'Azienda autonoma di soggiorno, che rappresentò la prima opera pubblica di abbellimento della nostra città dopo la guerra.
Prima si erano dovuti affrontare e risolvere gli innumerevoli problemi lasciati dal conflitto.
Con l'inaugurazione della piazza si inaugurò anche un periodo fecondo, non solo per Santa Margherita, ma per l'Italia e gli italiani tutti, che viene ricordato come il boom economico. I giovani di allora vivevano nella certezza di un domani migliore.
[Roberto Oneto]
Non esisteva ancora la spiaggia dell'albergo Helios e la dependence dell'albergo Métropole era direttamente sul mare.
Davanti alla dependance iniziava una secca che si estendeva per circa 50 metri. Ci andavo a pescare con la lancetta e come spuntino ricci e focaccia… poi venne il progresso con la Piazza del Sole e tutto finì.
L'albero ad alto fusto forse un enorme leccio.

01 Bagni Belle Vue (85)
[foto di Francesco Gardella]
I bagni Belle Vue furono il primo stabilimento balneare istituito a Santa Margherita da Antonio Maragliano nel 1876. L'anno successivo Maragliano creò il primo albergo con lo stesso nome.
Come si vede non c'è ancora villa Argentina e il muro in fondo è quello di contenimento della strada per Rapallo, inaugurata nel 1848.
Si vede molto bene villa Porticciolo, oggi dependance dell'hotel Metropol: l'angolo verso Santa Margherita costituiva il confine con Rapallo. Il confine infatti era costituito da un angolo di un terreno triangolare che lambiva il torrente Bagnarezzo.
Per i confini ci furono diatribe tra il parroco di San Michele e quello di Santa Margherita che durarono per oltre un secolo, con continui ricorsi all'autorità ecclesiastica e giudiziaria. Ci fu poi un’ulteriore complicazione allorquando il cognato del parroco di Santa Margherita divenne proprietario di villa Porticciolo e obbligò tutti i suoi dipendenti a sottostare al parroco di Santa Margherita anziché a quello competente di San Michele. In seguito la parrocchia di Santa Margherita ricevette in eredità villa Porticciolo… la storia è lunga!
Il confine con Rapallo venne spostato solo nel 1928 con buona pace dei rapallini che non osarono ribellarsi al "padrone del vapore" [Benito Mussolini].
L'Imperiale, non ancora albergo e di dimensioni minori rispetto alle attuali, era una delle numerose "villa Costa".
Un'ulteriore curiosità riguarda la fontana che si vede in primo piano e che al tempo forniva l'approvvigionamento di acqua pubblica. Venne poi trasformata in fontana decorativa e nel 1954 vi fu posta la Madonna del Rosario.
Di questa cartolina esiste una versione con la scritta, ovviamente erronea: Recco.
[Guido Barbieri]
Mancano le palme e la strada è molto stretta.
[Marco Ciana]
Dietro villa Marconi vedo una costruzione che direi il Continentale, aperto nel 1902/3, prima c'era una casetta. Daterei la cartolina prima decade del 900.
[Riccardo Buelli]
La cartolina (non l'immagine!) se ha il retro indiviso, cioè non c'è la riga verticale che separa i saluti dall'indirizzo, è databile tra il 1895 e il 1904. Prima del 1895 non esistevano le cartoline illustrate in Italia. I saluti venivano scritti raramente, in genere si metteva solo la firma o il proprio nome, e dalla parte dell'immagine.
Nel 1905 nacque la riga verticale sul retro, lo spazio a sinistra, più piccolo, per i saluti e a destra per l'indirizzo.
Nel 1911 la riga finì nel mezzo e lo spazio per i saluti divenne uguale a quello dell'indirizzo, com'è ancora oggi.
Capita spesso di trovare cartoline che riportano immagini più vecchie.

01 Via Partigiani d’Italia (84)
L'attuale via Partigiani d'Italia, un tempo via Venezia.
Il palazzo è stato appena ricostruito dopo i bombardamenti. In primo piano un piccolo locale, sede di un "pedone" che faceva da terminale ai portici, che si congiungevano con quelli visibili in fondo alla strada.
Da lì a pochi anni anche il palazzo con i portici verrà demolito e ricostruito, con l'ampliamento della strada.
Sparirà anche il locale, ormai isolato, oggetto di una transazione con altro locale in via Tunisia.

01 Gli scogli di Corte (83)
Quando gli scogli arrivavano in piena via di Corte.
La foto è probabilmente degli anni ’30: l'oratorio di Sant'Erasmo non era ancora tagliato e la strada era stretta, ma anche i "ragazzi" della mia età si ricordano che si potevano percorrere gli scogli dal pontile fino alla pescheria, superando lo scoglio grosso che sembrava altissimo.
La gara sulla scogliera era uno dei nostri divertimenti preferiti e se qualcuno si sbucciava un ginocchio se ne guardava bene dal dire a casa come si fosse fatto male; quando qualche anno dopo prima i miei figli poi i miei nipoti pretendevano addirittura di salire sui "sassi" rabbrividivo al timore che si facessero male e cercavo di impedirlo… poi mi ricordavo di tutte le volte che lo avevo fatto io e di quei pomeriggi passati con i miei coetanei a cercare gli anfratti e le caverne dei pirati e a vivere avventure fantastiche.

01 Idrovolante a Santa Margherita (82)
Il 27 settembre 1956 l'idrovolante quadrimotore "City of Funchal" dell'Aquila Airlines di Londra si arenò sulla spiaggia di Ghiaia dopo aver rotto l'ormeggio posto a un centinaio di metri dalla riva, a causa del mare mosso. L'evento di fatto pose termine alla linea aerea Southampton-Santa Margherita Ligure.
La mancanza di un aeroporto in un'area di grande interesse turistico come la nostra favorì l'idea di utilizzare degli idrovolanti per collegare velocemente l'Inghilterra e la nostra città.
La linea aerea fu inaugurata l'8 maggio1956 e aveva cadenza bisettimanale. Fu impiegato un idrovolante Short S.45 Solent 3, costruito nel 1948 che aveva 7 uomini d'equipaggio e una capienza di 36 passeggeri, disposti su due piani, dotato di ogni comfort compresi bar e salottino.
Nel pomeriggio del 26 settembre 1956 il tempo si mise al peggio e l'aereo, che era arrivato al mattino, tentò di ripartire, ma il forte beccheggio, provocato dall'onda lunga, gli impedì di prendere velocità e quota e dopo alcuni tentativi andati a vuoto la capitaneria di porto ordinò di rimettere il velivolo all'ormeggio.
La situazione meteorologica andò peggiorando e verso le 21.30 il comandante del circondario marittimo, maggiore Berto Sirotti, assieme al comandante dell'idrovolante, Capitano Leodham e ad alcuni uomini dell'equipaggio, tentarono con una motobarca di raggiungere l'aereo per verificarne la tenuta degli ormeggi e per rinforzarli, ma il tentativo fallì per la furia del mare.
Verso le 24 le ancora più forti raffiche di vento fecero rompere il cavo di ormeggio lasciando il velivolo in balia delle onde che lo sospinsero verso la spiaggia di Ghiaia.
L'equipaggio e numerosi curiosi avevano assistito impotenti alla catastrofe, che avrebbe potuto avere un epilogo ben più tragico perché i serbatoi erano pieni di carburante e l'aereo, che poggiava con la fusoliera sulla spiaggia, veniva sobbalzato dai colpi di mare.
Si temette un'esplosione e gli abitanti delle case più vicine alla zona dell'incidente furono fatti sgombrare. Alcuni trovarono ospitalità presso parenti, ma la maggior parte si rifugiò nel sottopasso della stazione, così come capitava in tempo di guerra durante le incursioni aeree.
All'indomani verso le 9, una volta svuotati i serbatoi dal carburante, fu dato il cessato allarme e gli abitanti tornarono alle loro case.
Qualche giorno dopo, valutati i danni subiti dall'idrovolante, che comunque non sembravano di grande entità, si optò per demolirlo.
Fu ridotto in pezzi e portato via assieme al sogno romantico di una linea aerea tutta nostra.

01 La "casa dei poveri" (81)
La casa fu fondata nel 1882 su terreno comunale dai coniugi Giobatta Pellerano e Rita Murtola "per fornire di abitazioni le classi meno agiate".
Il popolo la chiamò da subito "casa dei poveri": si trova in corso Matteotti, a San Bernardo. 01

01 Monumento a Giuseppe Mazzini (80) 01
Per proteggere il monumento a Mazzini [allora nell'odierna piazza Antonio Giusti] fu prevista una recinzione in ferro.
Nella foto a sinistra si stanno eseguendo i lavori preparatori per la messa in opera di tale recinzione, ma c'è anche chi ne approfitta per una foto sui gradoni, che in seguito saranno preclusi.

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