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    Attività del Comune

Dove andiamo quest'anno a fare i bagni?

La Legge n.296 del 27/12/20061 prescrive nell'art.254 "Le regioni, nel predisporre i piani di utilizzazione delle aree del demanio bagnante marittimo di cui all'articolo 6, comma 3, del decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 400, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 1993, n. 494, sentiti i comuni interessati, devono altresì individuare un corretto equilibrio tra le aree concesse a soggetti privati e gli arenili liberamente fruibili; devono inoltre individuare le modalità e la collocazione dei varchi necessari al fine di consentire il libero e gratuito accesso e transito, per il raggiungimento della battigia2 antistante l'area ricompresa nella concessione, anche al fine di balneazione".
La Giunta regionale della Liguria, con deliberazione n.512 del 21/5/2004 ha approvato, in aggiunta agli stabilimenti balneari in concessione, le Linee guida per le spiagge libere e libere attrezzate che prevedono all'art.2:
Ai fini demaniali, l'utilizzo balneare libero può essere esercitato nelle seguenti tipologie di spiagge:

  • spiaggia libera: si intende per tale ogni area demaniale marittima non data in concessione idonea per la balneazione e disponibile liberamente e gratuitamente all'uso pubblico.
  • spiaggia libera attrezzata: si intende per tale ogni area demaniale marittima in concessione a ente pubblico o soggetto privato che eroga servizi legati alla balneazione direttamente o con affidamento a terzi. La spiaggia libera attrezzata è caratterizzata da accesso libero e gratuito. Il concessionario deve garantire i seguenti servizi minimi, che sono forniti gratuitamente: pulizia + sorveglianza + salvamento + servizi igienici.

… Anche in ottemperanza all'art. 4, comma 1, lett. i) l.r. 22/3/2000, i comuni, singoli o associati, e le Comunità Montane provvedono ad individuare, durante la stagione balneare, aree antistanti lo specchio acqueo debitamente attrezzate, da destinare ad animali domestici, sorvegliati ed accuditi dai rispettivi accompagnatori per l'intera permanenza all'interno dell'area medesima, adottando ogni utile ed opportuno accorgimento per salvaguardare l'incolumità e la tranquillità dei cittadini, la balneazione pubblica e assicurando comunque il rispetto e la cura degli animali e le necessarie condizioni igieniche secondo le vigenti normative.
L'art.3 delle Linee guida affronta il tema dei rapporti tra spiagge libere e spiagge in concessione:
"In ogni Comune deve essere mantenuta una estensione significativa di spiaggia libera.
Il Comune, nella formazione del PUD [Piano di Utilizzazione delle aree Demaniali marittime], è tenuto ad identificare e motivare tale estensione, in rapporto alla morfologia della costa nonché alla qualità, dimensione e posizione degli arenili complessivamente presenti nel territorio comunale.
Le delimitazioni tra aree in concessione a stabilimenti balneari, spiagge libere attrezzate e spiagge libere dovranno essere realizzate con semplici strutture "a giorno" realizzate preferibilmente in legno e corda che non precludano le visuali lungo la spiaggia; sono in ogni caso vietate delimitazioni in rete metallica, cordoli in cemento con ringhiere, o in altri elementi che producono analoghi "effetti barriera" che, se già esistenti, andranno opportunamente sostituite."
Il punto 14) dell'art.8 del PUD regionale chiarisce che "deve essere garantito il libero transito del pubblico lungo la battigia in uno spazio di larghezza significativa, da determinarsi in relazione alle caratteristiche del sito e comunque non inferiore a tre metri", che si aggiunge alla lettera e), art.251 della legge 296 del 2006 "obbligo per i titolari delle concessioni di consentire il libero e gratuito accesso e transito, per il raggiungimento della battigia antistante l'area ricompresa nella concessione, anche al fine di balneazione".
Il punto 3a) dell'art.11bis della Legge Regionale n.13 del 28 aprile 1999 garantisce "una percentuale minima di aree balneabili libere e libere attrezzate pari al 40 per cento del fronte totale delle aree balneabili di cui almeno la metà libere; … qualora la suddetta percentuale minima non sia raggiungibile in quanto sussistono concessioni demaniali già rilasciate, il Comune non può rilasciare nuove concessioni demaniali marittime in tutto il territorio comunale; …"

Dal 1 gennaio 2002 le funzioni amministrative in materia di beni del demanio marittimo e di zone del mare territoriale sono esercitate dai Comuni, secondo Linee Ghiaia Guida emesse dalla Regione: in data 24 marzo 2010 il Consiglio comunale di Santa Margherita ha approvato il Progetto di Utilizzo comunale delle aree demaniali marittime, che tuttavia in alcuni punti pare in contrasto con la normativa regionale/nazionale (ad esempio dove tratta del libero transito lungo la battigia).
Riassumendo quanto riportato nell'allegato A, l'utilizzo è assegnato come segue (tra parentesi è riportata la lunghezza in metri del fronte mare).

  • Tratto 1
    • Bagni Imperiale cat.1 (174)
    • Bagni Continental cat.1 (252)
    • Bagni Metropole cat.1 (278)
    • Spiaggia libera Piazza del Sole (33)
    • Bagni Terme Elio cat.1 (231)
    • Spiaggia libera (59)
    • Central Bagni cat.3 (37)
    • Bagni Vicini cat.3 (33)
    • Spiaggia libera (54)
  • Tratto 2
    • Bagni Sirena (78)
    • Bagni Flora cat.2 (62)
    • Bagni Rosa cat.2 (43)
    • Spiaggia libera (10)
    • Bagni Miramare cat.1 (289)
    • Libera attrezzata La Borboleta (28)
    • Bagni Margherita cat.2 (33)
    • Libera attrezzata Minaglia (36)
    • Bagni Regina Elena cat.1 (110)
    • Spiaggia libera Punta Bagno delle Donne (14)
  • Tratto 3
    • Spiaggia libera (22)
    • Libera attrezzata Giò & Rino (159)
    • Bagni Covo di Nord Est (180)
    • Spiaggia libera (30)
  • Tratto 4
    • Spiaggia libera (88)
    • Libera attrezzata Il Molo (110)
    • Libera attrezzata Punta Pedale (135)
    • Spiaggia libera (94)
    • American Bar Capo Nord (49)
  • Tratto 5
    • Spiaggia libera (58) retroporto
    • Bagni Fiore cat.1 (121)
    • Spiaggia libera (14)
    • Bagni Hotel Paraggi (11)
    • Bagni Bosetti cat.1 (38)
    • Bagni Le Carillon cat.1 (62)
    • Spiaggia libera (9)

Su un totale di 3.034 metri lineari, le concessioni occupano il 69% e le libere/attrezzate il restante 31%, ben inferiore al 40% indicato dalla Legge Regionale: la ripartizione delle ultime è sostanzialmente rispettata, se non si guarda alla loro "qualità" (51/49 anziché 50/50).

Una situazione dunque fuori dai parametri stabiliti dalla legge, che non tiene conto del fatto che la spiaggia è un bene pubblico: se è comprensibile l'utilizzo del bene pubblico a beneficio dei cittadini, anche mediante la sua monetizzazione, è meno giustificabile l'adozione di tariffe "privilegiate" per le concessioni.
Un tema questo annoso, sul quale ben 15 anni fa si è espressa la Comunità Europea con la Direttiva 2016/123/CE, la cosiddetta Bolkestein3. Dopo quasi quattro anni di accese discussioni, il decreto legislativo n. 59 del 26 marzo 2010 recepiva la direttiva per l'Italia, entrata in vigore dall'8 maggio 2010. Il suo obiettivo è favorire la liberalizzazione del mercato dell'occupazione e migliorare la competitività facilitando la circolazione dei servizi in Europa, come già indicato dal Trattato di Roma del 19574.
E' chiaro che rendere competitiva l'attribuzione delle concessioni aumenterebbe gli introiti pubblici ed è altrettanto chiara la resistenza di chi è abituato da generazioni a rinnovi automatici a costi "politici". Ancora oggi una disposizione molto chiara è inapplicata: malgrado l'art.11 della legge n.217 del 15 dicembre 2011 sia esplicito: "Al fine di chiudere la procedura di infrazione n.2008/4908 avviata ai sensi dell'articolo 258 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, nonché al fine di rispondere all'esigenza degli operatori del mercato di usufruire di un quadro normativo stabile che, conformemente ai principi comunitari, consenta lo sviluppo e l'innovazione dell'impresa turistico-balneare-ricreativa … [occorre] stabilire limiti minimi e massimi di durata delle concessioni, entro i quali le regioni fissano la durata delle stesse in modo da assicurare un uso rispondente all'interesse pubblico nonché proporzionato all'entità degli investimenti; prevedere criteri e modalità di affidamento nel rispetto dei principi di concorrenza, di libertà di stabilimento, di garanzia dell'esercizio, dello sviluppo, della valorizzazione delle attività imprenditoriali e di tutela degli investimenti; … fermo restando, in assoluto, il diritto libero e gratuito di accesso e di fruizione della battigia, anche ai fini di balneazione, …"
Il Consiglio di Stato si è espresso il 18 novembre 2019 (sentenza n.7874) in una vertenza che riguardava la concessione demaniale marittima fino al 31 dicembre 2033 all'American Bar Capo Nord, sollevata dalle società Gema e Montanino (il cui referente è Gian Enrico Mapelli, proprietario del complesso "La Cervara"), ed ha dichiarato illegittime le proroghe automatiche senza gara pubblica.
Lo scorso anno la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del titolare dei bagni Liggia di Quarto contro il sequestro dello stabilimento a seguito della scadenza, nel 2009, della concessione demaniale.
Chissà quando finirà questo rimpallo tra Comuni, Regioni e Governo!


1 Gazzetta Ufficiale n.299 del 27/12/2006, Suppl. Ordinario n. 244
2 Con il termine battigia si intende "quella parte di spiaggia contro cui le onde si infrangono al suolo, che si estende per circa 5 metri dal limitare del mare" (ma per le spiagge di ampiezza inferiore ai 20 metri, le Capitanerie di Porto possono ridurre l'estensione della battigia fino a 3 metri).
3 Dal nome di Frederik Bolkestein, economista olandese che, come Commissario Europeo per il Mercato Interno, la Tassazione e l'Unione Doganale, ha curato e sostenuto questa direttiva fino alla sua approvazione, il 12 dicembre 2006.
4 Per approfondimenti si può consultare l'articolo della Gazzetta "Bolkestein, chi era costui?" del 3 novembre 2011.

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