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A proposito di "perle"

Secolo XIX Scrive il quotidiano Stampa Sera del 15 febbraio 1984:

Perla del Tigullio
Gli operatori turistici di «Santa», perla del Tigullio occidentale, espongono con orgoglio due dati. Il primo: dall'inizio di febbraio non c'è stata una sola giornata senza sole. Il secondo: nel 1982 le presenze turistiche furono un milione e 534 mila, l'anno dopo quasi due milioni, il che vuol dire che non solo non c'è stata recessione, ma esiste una tendenza all'aumento prevedibile anche per il futuro.
Come «isola di quiete», Santa Margherita è inarrivabile. Ha contenuto la speculazione edilizia, ha bellissime spiagge (compresa quella di Paraggi), manifesto passeggiate, verde. «Qui conosco veramente la gioia del riposo» diceva Erminio Macario, innamorato del Tigullio. Negli anni Sessanta, venivano al pomeriggio, dalle ville sul monte di Portofino, grandi nomi dello spettacolo e dell'arte. Rex Harrison aveva una sua sedia con tanto di nome dietro la spalliera al dehors del «Caffè Colombo»; Ava Gardner beveva in questo stesso caffè giganteschi succhi di pomodoro con wodka.
Queste «stars» sono sparite, ma nessuno ne lamenta la mancanza. «Santa» ha 12 mila abitanti ed una quarantina di alberghi, tutti aperti, fatta eccezione per l'Imperiale (lusso) che tornerà a funzionare in aprile. Venti gli stabilimenti balneari, una fioritura di pizzerie che consentono pasti rapidi e a prezzi ragionevoli.
«Un soggiorno sereno è quanto offriamo ai nostri ospiti, niente rumore, nessuna stravaganza, e questa scelta ha dimostrato di pagare», dice il direttore dell'Azienda di soggiorno, Canessa.
Fra la grande folla di Rapallo e l'aristocratico isolamento di Portofino, Santa Margherita Ligure si pone come un soggiorno equilibrato in tutte le sue soluzioni. E' una cittadina quieta, ma ha boutiques bellissime. Il suo circolo nautico è fra i migliori del paese: qui si vissero le lunghe notti in attesa dei risultati di «Azzurra». Si sta preparando un corso carnevalesco in maschera: tema i corsari, che qualche tempo addietro, da queste parti, si fecero vedere spesso, e non con intenzioni turistiche.
Di solito, il desiderio di tranquillità del genitori si scontra con i figli che vogliono divertirsi. A «Santa» non è così. Per i ragazzi sportivi ci sono corsi di vela, per gli scatenati c'è il «Covo di Nord Est». Per tutti, possibilità di stupende passeggiate sul monte. Percorrendo la strada Rapallo litoranea che conduce a Portofino, ad ogni curva c'è un sentiero che porta nel verde.

Ma… quanto di tutto questo è rimasto quarant'anni dopo? Nulla.
Inutile vantare titoli che non si meritano più, meglio cercare di recuperare quanto politiche dissennate hanno distrutto e continuano a distruggere, in assenza di una visione di che cosa si vorrebbe per il futuro di Santa Margherita.
Si cincischia sul Piano Urbanistico e si preferisce classicheggiare ricordando che greci e latini usavano il termine margarita per indicare la perla… forse questo cura l'arredo urbano e abbellisce la città rendendola più attraente?
Portofino
Forse Rapallo, attribuendosi il titolo di perla, attenua il traffico sempre più caotico, la concentrazione di seconde case, l'edilizia speculativa? collana
Marketing non è ingannare i clienti, soprattutto per quanto riguarda i servizi: il livello di soddisfazione è uguale ai risultati diviso le aspettative e più sono alte queste ultime, più è facile che il visitatore non ritorni.
Se un cliente è insoddisfatto di un oggetto, si può sempre sostituirlo o rimborsarlo, ma se un cliente è insoddisfatto di un servizio la cosa è irrimediabile.

Cari sindaci delle ipotetiche perle, perché fare a gara sulle parole e non sui fatti? L'articolo di quarant'anni fa vi fornisce qualche spunto: quiete, spiagge, verde, ospitalità, prezzi, svaghi, … e iniziative per migliorare? Meglio Rapallo o Santa Margherita?

Certo non sono favorite le città che vivono alla giornata perché la classe politica locale preferisce essere guidata dagli interessi di giornata anziché da una visione prospettica condivisa.

© La Gazzetta di Santa