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"Chi paga per il parco?" - Una nuvola di dubbi sul futuro di Portofino
di Rossella Galeotti

Il Secolo XIX – 21 settembre 2021

Il fronte del sì: con l'area nazionale più fondi in arrivo - Il partito dei contrari insiste: così solo nuovi vincoli

Nei giorni bollenti del dibattito sui confini del Parco nazionale di Portofino, la discussione ha abbracciato anche il discorso finanziario. La tutela ambientale si affianca alla ricerca di fondi a margine dei serrati incontri tra gli 11 sindaci interessati, quelli dei Comuni indicati dal decreto ministeriale, che cercano la quadra per presentare una proposta condivisa al ministro Cingolani.

panoramica Il parco di Portofino, con in primo piano la Penisola e il borgo

Quali sono le risorse del Parco regionale? E quelle di un Parco nazionale? Vale la pena disporre di finanziamenti più consistenti a fronte di vincoli più stretti? Domande che riportano al dibattito - ideologico, soprattutto - tra sindaci e stakeholder e che impongono ragionamenti sfrondati da considerazioni più o meno "romantiche", partendo da numeri e cifre.
«I 6 Parchi regionali, da Ponente Alpi Liguri, Beigua, Antola, Portofino, Aveto e Montemarcello Magra-Vara, ricevono, complessivamente, da Regione Liguria 2 milioni e 800 mila euro all'anno - spiega Roberto Costa, coordinatore regionale di Federparchi -. I fondi sono ripartiti equamente tranne che per il Parco di Portofino, per il quale vengono stanziati 800 mila euro all'anno. Prima aveva più dipendenti, mentre ora il personale è stato trasferito all'Ente dalla Regione e si sono così liberati fondi per il Parco. Un'operazione che si sta rivelando positiva perché consente di impiegare risorse sul fronte degli investimenti».
I Parchi nazionali sono finanziati dal ministero dell'Ambiente e della Transizione ecologica in base all'ampiezza. Al Parco nazionale delle 5 Terre, il più piccolo d'Italia con i suoi 3.860 ettari, dice Costa, «vanno 10 milioni all'anno di fondi ordinari, cui si aggiungono quelli del programma Parchi per il Clima, che non subirà il temuto taglio di 80 milioni di euro, come confermato dal ministero a luglio».
Francesco Olivari, già presidente del Parco di Portofino per due mandati, sindaco di Camogli, uno dei tre Comuni attuali del Parco, insieme a Portofino e a Santa Margherita, membro del consiglio di Federparchi, aggiunge: «Ai Parchi nazionali arrivano anche fondi dai bandi, per cui per un Parco di 4-5 mila ettari si possono ottenere 10-15 milioni all'anno. Una cifra decisamente superiore a quella che riceve dalla Regione il Parco regionale di Portofino, 800mila euro».
La proposta di perimetrazione, avanzata da Olivari lo scorso gennaio, partiva proprio dal "modello 5 Terre": «Il Parco di Portofino copre un'area di 1.056 ettari. I Sic, Siti di interesse comunitario, affidati all'Ente, sono 797ettari e le vecchie aree cornici erano 3.400 ettari».
Massimo Maugeri, rappresentante delle associazioni nella Comunità del Parco di Portofino, che nel 2018, insieme a Ivo Carezzano, allora membro della Comunità, aveva inoltrato una proposta di perimetrazione al ministero dell'Ambiente e all'Ispra, ha rispolverato quell'ipotesi: un Parco nazionale di Portofino di 4.650 ettari. Una perimetrazione identica a quella del 1986, che comprendeva l'area tra Chiavari e Camogli, includendo i siti d'interesse comunitario con il santuario della Madonna delle Grazie (la pineta), a Chiavari, e quello di Montallegro (la lecceta), a Rapallo. Una posizione di mediazione tra i 15 mila ettari dello studio Ispra e i 1.056 dell'attuale Parco regionale che include i Comuni di Camogli, Portofino e Santa Margherita, ma anche una superficie lontana da quella stabilita, sebbene in via transitoria, dal ministero, per un Parco nazionale con 11 Comuni, ampio 5.363 ettari, dopo la sentenza del Tar del Lazio che ha accolto l'istanza dell'avvocato Daniele Granara, presidente dell'associazione internazionale Amici del Parco di Portofino.
I sindaci del "no" all'ampliamento e i cacciatori sostengono come l'istituzione di un Parco nazionale porterebbe ulteriori vincoli, mentre le associazioni ambientaliste, come Tutti per il Parco, guidata da Alberto Girani, direttore dal 2003 al 2019 del Parco di Portofino, sono convinte che il passaggio porterà una serie di benefici: «Le risorse per un Parco nazionale solo oltre dieci volte superiori al valore con cui Regione Liguria finanzia annualmente il Parco di Portofino e altri fondi potrebbero arrivare da progetti europei, in particolare quelli dedicati alla Green economy».


Parco di Portofino, Anci media con i Comuni
Più possibilista la posizione di alcuni sindaci
di Rossella Galeotti

Il Secolo XIX – 21 settembre 2021

Chiavari apre all'inserimento delle Grazie, così come Zoagli. Rapallo resta contraria, Leivi e San Colombano alla finestra

sentiero Un sentiero all'interno del Parco di Portofino:
prosegue il dibattito per l'allargamento

Undici giorni dopo la videoconferenza con il ministro Cingolani e mesi di muro contro muro, la posizione di qualche sindaco si è ammorbidita e ora la sensazione è che la nascita del Parco nazionale largo sia più concreta. Anci, con il presidente regionale Pierluigi Vinai, sta lavorando all'opera di mediazione. Ci sono i ricorsi contro il decreto che ha stabilito la perimetrazione provvisoria con 11 Comuni ma si guarda anche ai possibili confini del Parco nazionale.
«Per Chiavari - afferma Antonio Segalerba, presidente del consiglio comunale e consigliere metropolitano - può essere un elemento aggiuntivo di pregio avere sul territorio, dalla parte terminale di corso Buenos Aires, da dove parte il sentiero che porta al santuario delle Grazie, al Monte Telegrafo e a Montallegro, una porzione del Parco nazionale. Verrebbe preservata la collina delle Grazie».
Dunque: dentro la collina, fuori Campodonico, Sanguineto, Maxena, il sito di stoccaggio dei rifiuti di Bacezza, le aree prospicenti l'A12 e quelle legate alla costruzione di scolmatore e pennelli. Chiavari ha inviato le sue richieste all'Anci. La lettera risale al 23 agosto, l'ha firmata il sindaco, Marco Di Capua, poche ore prima del malore fatale. La sua amministrazione, ora guidata da Silvia Stanig, ne difende la scelta e chiede di mantenere «quelle zone di maggior delicatezza ambientale e paesaggistica, rappresentate dal versante collinare delle Grazie, che necessitano di tutela».
Zoagli è già d'accordo con Chiavari per l'allargamento del territorio fino alle Grazie: «La nostra proposta è includere le aree già classificate come Sic e zone di mantenimento - spiega il sindaco, Fabio De Ponti -. Rispetto alle previsioni Ispra chiediamo di escludere i mappali dove, nel frattempo, è stato costruito e sono presenti abitazioni».

Comuni I confini provvisori del Parco nazionale
secondo il ministero della Transizione ecologica

Per la contiguità territoriale serve Rapallo, dove il sindaco, Carlo Bagnasco, si dice contrario:«Non vedo l'uniformità territoriale sino a Chiavari e credo che il Parco possa raggiungere dimensioni adeguate con porzioni di Recco e Avegno». All'interno dell'amministrazione rapallese c'è anche la posizione favorevole a un inserimento della vecchia arca di cornice e, quindi, della fascia di Montallegro.
Il sindaco di Leivi, Vittorio Centanaro: «Siamo in fase di analisi, entrare significa avere opportunità ma ci sono vincoli e passaggi burocratici da valutare. Sicuramente sono contrario alla speculazione edilizia. Poi c'è l'aspetto indiscriminato della fauna selvatica. Nulla contro cinghiali o caprioli ma i danni sotto l'aspetto idrogeologico sono enormi. Bisogna rimediare».
La sindaca di San Colombano Certenoli, Carla Casella: «Non abbiamo ancora deciso perché vogliamo saperne di più e analizzare aspetti positivi e negativi di un eventuale ingresso».
Marina Garbarino, sindaca di Tribogna, ribadisce: «Non vediamo particolari benefici e siamo comunque toccati marginalmente».
Marco Limoncini, sindaco di Cicagna: «In questi giorni sono previsti momenti di confronto tra sindaci e Regione per lavorare insieme a una soluzione credibile. La nostra posizione è rimanere fuori dai confini, verificare l'effettiva efficacia e funzionalità e valutare solo in una seconda fase se aderire. Poi c'è il capitolo ungulati: i nostri territori sono martoriati e il Parco porterebbe a un aumento ulteriore».

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