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Sui rumori molesti l'altolà del giudice o la condanna penale
di Selene Pascasi

Il Sole 24 Ore – 19 ottobre 2020

vignetta Musica martellante, vociare dei clienti, cani che abbaiano, pallonate: spesso i vicini di casa possono provocare rumori molto fastidiosi. Dai quali, però, ci si può difendere.
I rumori molesti possono infatti dar luogo a immissioni intollerabili che il giudice può inibire in base all'articolo 844 del Codice civile. Oppure possono sfociare nel reato di disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone (articolo 659 del Codice penale) che sanziona chi, con schiamazzi o rumori, abusando di strumenti sonori o segnalazioni acustiche o suscitando o non impedendo strepiti di animali, leda il diritto alla tranquillità dei vicini.
La giurisprudenza ha chiarito sia i confini della tollerabilità oltre la quale scatta il rimedio civile, sia il perimetro del reato. Vediamo in che modo.
I casi

La giurisprudenza
    Contenzioso civile
    L'autolavaggio Vanno ridotti gli orari di attività dell'autolavaggio - i cui rumori superino la normale tollerabilità sia a macchinari tutti in funzione, sia quando se ne usino solo alcuni - che si trovi vicino ad abitazioni di località turistiche, destinate al riposo e alle vacanze. Tribunale di Lecce, sentenza 1567 de/2 luglio 2020
    Il bar notturno Anche se il gestore del bar rumoroso ha fatto interventi per ridurre i rumori e riportarli nei limiti consentiti, resta il divieto di usare gli spazi esterni a partire dalla mezzanotte. Corte di cassazione, ordinanza 2757 del 6 febbraio 2020
    L'officina Scatta il risarcimento del danno non patrimoniale, per avere compresso il sereno esplicarsi delle abitudini quotidiane dei vicini, per il titolare di un'officina che lavori a portoni aperti o all'esterno, con rumori che oltrepassino la normale tollerabilità. Tribunale di Lecce, sentenza 1249 dell'8 aprile 2019
    Il mercato Superano la tollerabilità e vanno inibite - per metter fine al fastidio cagionato ai residenti dal baccano degli avventori - le attività ricettive svolte in piazza da esercizi di somministrazione di alimenti e bevande e intrattenimento. Tribunale di Como, sentenza 312 del 18 marzo 2019
  1. Condanne penali
    Gli schiamazzi notturni Scatta il reato dell'articolo 659 del Codice penale per il gestore di un bar che non impedisca i continui schiamazzi notturni degli avventori in sosta davanti al locale. E' infatti tenuto a controllare che la frequentazione del locale non contrasti con le norme a tutela dell'ordine e della tranquillità pubblica. Corte di cassazione, sentenza 14750 del 13 maggio 2020
    La musica martellante Condannato per reato di disturbo delle occupazioni e del riposo dei vicini l'esercente di un piccolo bar per la musica ad alto volume e martellante, diffusa dalla tarda notte fino al mattino. Tribunale di Pescara, sentenza 167del 17 gennaio 2020
    Il karaoke Penalmente responsabile l'amministratore di un albergo che, abusando dell'impianto acustico e d'intrattenimento orchestrale, consenta il diffondersi, dal parco esterno e dalla sala adibita a banchetti, di musica e spettacoli, disturbando il riposo dei vicini. Tribunale di Ascoli Piceno, sentenza 479 del 26 agosto 2019
    Il latrato del cane Condannati a 300 euro di ammenda i proprietari di due cani, che di notte abbaiavano in modo costante, disturbando i vicini. I proprietari non avevano fatto di tutto per impedire i rumori. Corte di cassazione, sentenza 38901 del 24 agosto 2018

Superano la sopportabilità e vanno inibite le attività di mercato che disturbino i residenti per il baccano della clientela (Tribunale di Como, 312/2019). Intollerabili anche le attività ricreative e ludiche dell'oratorio che, a causa di trombette e pallonate, pregiudichino il quieto vivere (Tribunale di Palermo, 5 dicembre 2019). I giudici fermano anche i rumori del pub che compromettono la salute psicofisica dei vicini (Tribunale di Catania, 1581/2019) e gli schiamazzi del bar notturno, che ha preso gli accorgimenti per contenere i rumori nei limiti permessi, ma faccia usare ai clienti gli spazi esterni dopo mezzanotte (Cassazione, 2757/2020).
E se i rumori delle attività produttive superiori ai limiti di accettabilità sono comunque illeciti (Tribunale di Termini Imerese, 368/2020), rispettarli non sempre salva da sanzioni se le caratteristiche dei luoghi o altri fattori li rendano insopportabili per l'uomo medio (Cassazione 28201/2018).
I giudici riducono poi gli orari del carwash aperto nei dintorni di alloggi destinati alla villeggiatura (Tribunale di Lecce, 1567/2020). E scatta il risarcimento del danno non patrimoniale per il meccanico che ripari le auto a portoni aperti o fuori dall'officina, compromettendo il pacifico svolgersi delle abitudini quotidiane dei vicini (Tribunale di Lecce, 1249/2019).
Ma ci sono situazioni più gravi che, danneggiando persone non specificate, sforano nel penale ed espongono i titolari delle attività rumorose al rischio di vedersi comminare l'arresto fino a tre mesi o l'ammenda fino a 309 euro.
Le sanzioni penali
Sono stati condannati per il reato previsto dall'articolo 659 del Codice penale, ad esempio, il gestore di un bar che non teneva a bada il fracasso dei clienti in sosta davanti all'ingresso, infrangendo le norme a tutela dell'ordine pubblico (Cassazione, 14750/2020) e quello che diffondeva musica assillante fino all'alba (Tribunale di Pescara 167/2020). Punito il venditore di bevande al minuto che non sappia contenere il chiassoso viavai dei suoi avventori (Cassazione 13915/2020). E' reato anche amplificare l'impianto di un hotel, con tanto di serate karaoke o show d'intrattenimento, guastando il riposo di chi dimora nei dintorni (Tribunale di Ascoli Piceno, 479/2019).
Ancora, i giudici hanno riconosciuto la responsabilità penale di un uomo, condannato a 20 giorni di arresto, che lasciando galli e galline liberi di gironzolare nel proprio palazzo, disturbava i condomini (Cassazione, 41601/2019). Il continuo abbaiare di cani è invece costato 300 euro di ammenda ai proprietari, colpevoli di non aver fatto di tutto per sedare il latrare degli animali (Cassazione, 38901/2018).
Per la condanna non è necessaria - come è accaduto al legale rappresentante di un'associazione culturale rumorosa - né la vastità dell'area interessata dai rumori né il disturbo di un numero rilevante di persone (Cassazione, 18521/2018), essendo sufficienti fastidi idonei a danneggiare un gruppo indeterminato di persone anche se conviventi in spazi ristretti come i condomini. Non sfuggono a ripercussioni penali neanche l'iracondo che, urlando e rompendo vetri e oggetti, attiri l'attenzione dei passanti in strada (Cassazione, 9361/2018) o il responsabile di una palestra che animi gli allenamenti con musica ad alto volume (Cassazione, 17124/2018).

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