Testata Gazzetta
    Pezzi di storia

Luasso… o loasso?

Il "Vocabolario della lingua italiana" di Nicola Zingarelli del 1999 riporta "luasso voce genovese propriamente 'lupaccio': accrescitivo spregiativo 'lupo' – spigola spigola".
Nel "Dizionario genovese-italiano" di Giovanni Casaccia del 1876 si trova invece "Lōasso Lupo marino (Toscano Ragno, Romano Spigola e Lupazzo, Termine d'ittiologia Labrax lupus) Pesce di mare del genere de' Centropomi, che frequenta l'Adriatico e tutto il Mediterraneo; ama le foci de' fiumi e delle larghe fiumane, presso cui depone le sue uova. Ha la carne delicatissima, ed è perciò molto ricercato per le imbandigioni delle mense; è di color cilestro, nericcio sul dorso ed una macchia nera gli si scorge sulla punta esteriore degli opercoli. E' arditissimo e voracissimo, motivo per cui gli venne dato il nome di Lupo; nuota con frequenza molto a fior d'acqua. Si pesca tutto l'anno e con varie sorti di reti, ma la stagione più favorevole per prenderlo è comunemente al terminar della state."

Luasso o loasso, tutti concordi nel definirlo "spigola" o il suo sinonimo "branzino"1, come fa Alfredo Panzini nel suo "Dizionario moderno" del 1905 "Branzino: nome volgare veneziano e lombardo di quello squisito pesce di mare che in francese è Bar, in genovese Luasso, lupo di mare, Varolo (cioè vaiolato) in Romagna, Ragno in Toscana. Il nome scientifico è Labrax Lupus o Perca."
Nel "Dizionario domestico genovese-italiano" di Giuseppe Olivieri, del 1841 si dice "Luasso Lupo marino, sorta di pesce somigliante nella forma alla trota; di color cilestro, nericcio sul dorso, e segnato con punti neri sopra le linee laterali, giunge talvolta a considerevole grossezza, essendosene veduti de' lunghi quattro piedi e mezzo. I romani n'erano assai ghiotti e gli avevano dato tal nome per la sua voracità."


1 Così chiamato per l'evidenza delle sue branchie (branzi)

© La Gazzetta di Santa