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    Pezzi di storia

Il R. Istituto Nautico e l'antica "Scuola di mare" di Camogli
di Gio. Bono Ferrari

Il Mare – 27 maggio 1939

Per parlare un po' dell'antico e glorioso Regio Istituto Nautico e della sua nuova e grandiosa sede, il giornale più adatto ci sembra proprio «Il Mare», oggi che alla immensa distesa degli Oceani precisamente s'intitola. Mare: la vera strada maestra del mondo. Quella che affratella i popoli. Quella che con le sue correnti marine e con le immutabili leggi dedi suoi «alisei» e delle sue «brise», ha sospinto i navigatori – primo fra tutti un illustre italiano – verso le terre sconosciute e misteriose che Cristoforo Colombo – il grande Genovese – chiamò le Indie Occidentali. Giusto e doveroso ricordo verso un nome che è benemerito dell'umanità. Infatti il vecchio Istituto Nautico Camogliese s'intitola – fin dalla sua lontana fondazione – all'ineguagliato navigatore di Liguria. Veramente questo Regio Istituto sorto a Camogli tanti anni fa per volere dei vecchi lungimiranti navigatori della Crimea, che in un primo tempo, ossia fino a che non fu reificato, ne avevano sostenuto l'onere e gli onori, non fu il primo sorto a Camogli.

seconda scuola Camogli 1798 – La seconda "Scuola di Marina"

No; il primo, che si chiamò Scuola di Mare, funzionò in una casa di Fontanella, vicino al vecchio ospedale, verso il 1780. L'aveva fondato cap. De Gregori, della famiglia degli Avvocatini, in unione di un armatore Lavarello bisnonno del Not. Lavarello. Questa Scuola di Mare, dovuta alla privata iniziativa di due vecchi Capitani, preparava i navigatori già provetti al titolo di patronus, che era quello che il governo della Repubblica Genovese concedeva, su un grande foglio di pergamena stemmata, a quei navigatori che, previo esame alla Darsena di Genova, venivano riconosciuti idonei al comando di pinchi, caracche e sciabecchi, per la navigazione del Mediterraneo e del Mar Nero, dalle antiche «Colonne d'Ercole» alle terre russe della Tana, terre che fino al 1400 circa erano state dominate dai Genovesi.
Proprio per una piccola differenza d'anni la marinara Camogli potrebbe vantarsi di essere stata la prima città d'Italia ad istituire una «Scuola di Mare». Non lo può dire, perché furono i siciliani i primi a suonare, davanti all'Europa stupefatta, la bella diana delle scienze nautiche a base commerciale, istituendo a Palermo quella «Reale Accademia di Marina», che fu maestra a tutte le similari sorte poi in Europa.
Il secondo Istituto, fondato a Camogli, si chiamò «Scuola di Marina» e fu non più privato, ma veramente «municipale». Nacque negli anni della bufera rivoluzionaria venuta dalla Francia. Quando le autorità scacciarono i Padri Serviti dal Boschetto e ne vendettero i beni, rimase a Camogli un Padre Basso che, prima di vestire la tonaca era stato patronus di nave mercantile.

Regio Istituto Camogli: il glorioso Regio Istituto Nautico

Era ottima persona, che aveva conservato due ricordi della sua antica vita di bordo: l'amore per il tabacco e per un buon «gotto» di vino (e fu per queste due innocenti manie aspramente criticato dai falsi piagnoni dell'epoca). Ma era dignitosamente ribelle alle prepotenze dei francesi e preferiva fare la fame piuttosto che abdicare alle sue idee. Essendo assai competente in nautica, i Padri Coscritti della Mairia, si accordarono con lui per metterlo a capo d'una scuola marinara. Che fu fondata nelle case poste in località chiamata Rocca o Scogli dei Ferrari. Questa scuola diede ottimi risultati e fu poi riconosciuta dalle autorità francesi, che in una comunicazione al Maire di Camogli, la chiamarono nientemeno che: Scuola Normale. (Arch. Com. Camogli, Fogliazzo 1801).
Gli anni che seguirono alla caduta del grande Condottiero, che aveva nobile sangue italiano di Corsica nelle vene, furono piuttosto grigi per l'istruzione nautica in Liguria. Con il cambiamento di governo, la seconda «Scuola di Marina», prettamente municipale, fu chiusa. Ma come Camogli viveva esclusivamente del mare ed aveva bisogno di uomini di «comando», si fece allora avanti un vecchio e ricco sacerdote, don Erasmo Schiaffino, ricordato come Præ Zego. Costui fondò a sue spese, in Piazza Colombo, sul «canto» nelle case degli armatori Ansaldo, la terza Scuola di Marina, nella quale insegnava gratuitamente navigazione, astronomia, francese ed inglese. Questa scuola fu frequentata anche da navigatori di Recco e di Sori. Gli esami di «padrone» e di «capitano» si rendevano a Genova, davanti al Consolato del Mare di costituzione sarda. Alla morte del benemerito «Præ Zego» la scuola fu chiusa. E vi fu una parentesi durante la quale emerse quel dimenticato, ma tanto benemerito Istituto Nautico di Rapallo, che era stato voluto da un benemerito Molfino e nel quale – sotto l'egida dell'illustre matematico Salviati (che fu poi preside di quello istituito più tardi a Camogli) – studiarono tanti capitani di mare camogliesi e rivieraschi. Nel contempo arrivava a Camogli, esiliato politico dei borboni di Napoli, un dotto sacerdote che apriva «Scuola di Navigazione» e di lingue al primo piano della casa ove era nato Simone Schiaffino, l'eroico alfiere dei Mille. Questo coltissimo sacerdote – di carattere piuttosto strano e molto energico – preparò agli esami un numero veramente grande di capitani camogliesi. Negli anni successivi fu fondato, ed ebbe anni floridissimi, l'Istituto Nautico Comunale di Recco, al quale furono inscritti ben 270 studenti e futuri capitani di mare camogliesi. Nel 1875 questo Istituto si chiuse, quasi contemporaneamente ai suoi gloriosi cantieri navali.

seconda scuola Il nuovo edifizio del Regio Nautico Camogliese

Camogli, che era allora all'apice della sua fortuna marinara, che aveva sul mare mille navi proprie e che abbisognava continuamente di Capitani e di Ufficiali, chiese allora d'avere «Istituto Nautico» proprio. Essendo anni di assestamento finanziario, il Regio Governo non poté esaudire i desiderata dei vecchi armatori. Allora i camogliesi si radunarono ed essendo Sindaco il cap. Giuseppe Bozzo, impegnarono le finanze magrissime del Comune e quelle private dei singoli armatori per fondare l'Istituto Nautico Comunale Camogliese «Cristoforo Colombo». (A quando una lapide ai lungimiranti e benemeriti armatori di quell'epoca?). Anni dopo il R. Governo, ammirato della tenacia dei camogliesi e visto il lusinghiero risultato dell'Istituto Comunale (il glorioso Nautico Camogliese diede alle navi d'Italia oltre 1400 capitani di mare al comando e ben 540 macchinisti navali!), rendeva Regio il vecchio Istituto Comunale. Che ebbe sempre dei Presidi di grido: Salviati, Fucino Catone, Eugenio Goeta, Emilio Molfino. Quando questo illustre camogliese cedette il comando per limiti d'età, al facente funzione di Preside, il chiaro matematico prof. Darwin Asturaro, questi, in una concettosa orazione, pronunziata nell'Aula Magna, additava le nuove vie da seguirsi, auspicando anche il ripristino della soppressa Sezione Macchinisti, epperciò la conseguente costruzione di un nuovo grandioso edifizio. E in un solo anno il Preside Asturaro rimodernò completamente l'Istituto. Che però aveva bisogno, per le sue nuove ed auspicate funzioni, di più ampi e razionali locali. Il comm. Giuseppe Bozzo, Podestà di Camogli e figlio, nipote e pronipote di navigatori tanto s'adoprò, appoggiato da tutte le autorità, che l'antico sogno dei vecchi camogliesi è ormai in via di soluzione.

Goeta Eugenio Goeta

Un grande «Regio Istituto Nautico», razionale e moderno, sta ormai sorgendo in bellissima positura, non lungi dalla stazione. E per i vecchi camogliesi è motivo di compiacenza anche il fatto che il progetto sia dovuto al camogliese ing. Luigi Falconi e che il capace edifizio sia costruito dal camogliese ing. Mario G. Batta Oneto. L'attuale Preside dell'Istituto, prof. Francesco Galvano, coadiuvato dagli altri professori del Nautico, si adopera a tutt'uomo acciocché il futuro edifizio sia dotato della più perfetta e moderna attrezzatura scientifico-didattica. Per il corso superiore dei capitani è previsto un gabinetto di fisica, comprendente tre ampie sale ed un'«officina». L'aula di fisica e chimica, con locale attiguo per generatori elettrici, accumulatori centr., sarà fornita dei più moderni apparecchi per le esperienze scientifiche. Il gabinetto di astronomia e navigazione sarà dei più perfetti: bussole dei vari tipi, sestanti, sferotrigoniometro, bilancia d'inclinazione, e di quanto occorre per l'insegnamento perfetto della navigazione stimata, costiera e ortodronnica, nonché del magnetismo navale, della navigazione radiogoniometra, della meteorologia, astronomia nautica e cosmografia. Vi sarà pure una sala per proiezione delle costellazioni, un ponte girevole di comando per i giri d'orizzonte e un moderno gabinetto di attrezzatura e manovra. Facciamo voti perché vi sia anche un albero di maestra per la «manovra» esterna. Per la Sezione Macchinisti Navali si avrà: l'officina meccanica con macchine con motori a combustione interna, turbina, macchina alternata; Gabinetto di misure elettriche sala di esercitazione di telegrafia e radiotelegrafia. E poi ancora: ampie aule e sale per gli insegnamenti e per una capace biblioteca sempre intelligentemente aggiornata. Un complesso grandioso e veramente omogeneo che onorerà Camogli e gli uomini che l'hanno voluto. E che sarà in tutto degno delle gloriose tradizioni marinare e culturali di questa cittadina.
Ave Camogli, terra inesausta di audaci navigatori e di provetti capitani di mare!

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