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Porto turistico o porto commerciale?

Il Mare – 4 dicembre 1954

Porto turistico o porto commerciale? Questo è l'interrogativo che da parecchi mesi a questa parte, si pongono non solo le categorie interessate, ma gran parte dei foto 1 cittadini.
L'interrogativo si fonda sul carattere che il porto della cittadina ha assunto da un po' di tempo. Tre sono le categorie di battelli che si ancorano ai moli. Pescherecci, yachts e velieri che scaricano legna e carbone.
Sono preminenti gli interessi turistici di gran parte della città o quelli di alcuni imprenditori commerciali che ritengono più conveniente scaricare i loro battelli nel porto di S. Margherita piuttosto che in quello di Genova o nella rada di Sestri Levante? Tenteremo di dare la nostra risposta alla domanda, fondandoci sul buonsenso e su quello che deve essere il carattere del turismo.
Prima di tutto è da rilevare che lo scarico dei battelli provoca numerosi inconvenienti, principale tra i quali quello dei camions a rimorchio che, carichi di legna, percorrono a lenta andatura le strade cittadine. Le macchine in transito sono costrette a fare lunghe code con un logico ed esasperante frastuono di clacson. foto 2 Non solo ma il peso eccessivo dei mezzi di trasporto, mette in serio pericolo le strade cittadine sulle quali inevitabilmente deve transitare il traffico di questi automezzi.
Infatti le principali strade che smaltiscono il traffico verso Genova sono delle semplici e pericolanti coperture di torrenti, che non sono in grado di sopportare pesi eccedenti un determinato limite.
Perciò il traffico degli autotreni che caricano nel porto è stato inibito su determinate vie, quali Via Solimano e la strada che dalla piazza principale porta alla banchina di S. Erasmo. Vistisi la via chiusa da quella parte, gli autotreni hanno trovato l'ultima strada che dal porto li possa portare sull'Aurelia, il tratto Via Favale – Via Bellosguardo – Cimitero – Piazza Mazzini.
Ma ecco che un'ordinanza del comune blocca il traffico anche su questa via. Motivo: i muri di Via Favale sono costruiti a secco e non sono in grado di foto 3 sopportare pesi troppo elevati. Inoltre esiste in Via Bellosguardo una curva troppo stretta, pericolosissima, per superare la quale i camionisti sono costretti a staccare la motrice dal rimorchio e fare complicate manovre. Nei giorni scorsi ad esempio sempre in quella strada un autotreno e rimorchio sradicò ed abbatté tranquillamente un palo della luce elettrica, proseguendo poi allegramente per la sua strada senza curarsi delle conseguenze.
Perciò e giustamente è giunta un'ordinanza che proibisce il transito agli autotreni con rimorchio. Però non alle sole motrici. Gli scaricatori dei velieri, l'unica categoria, se così si può chiamare, di persone interessate al fatto, si reca a protestare in Comune, affermando che ciò equivale in termini pratici a vietare materialmente lo scarico, poiché con le sole motrici, le ditte interessate non troveranno più alcun interesse a scaricare a S. Margherita, troppo elevato foto 4 diventando il costo del trasporto.
Lasciando da parte per un momento, prima di venire alla conclusione; questi motivi riguardanti autotreni e scaricatori; ben più importanti sono le considerazioni di indole generale, riguardanti il problema.
Primo: S. Margherita vive sul turismo. Cosa che tutti i cittadini non devono dimenticare. Più o meno direttamente tutte le categorie della cittadinanza ne sono interessate.
Ed il Turismo, quello vero, intelligente, a carattere internazionale ha alcune esigenze fondamentali. Tra le quali quella che se un porto come quello di S. Margherita è l'unico nel Golfo Tigullio che possa ancorare i battelli da diporto, yachts, stars, dinghi, e nel suo porto ancorare la più bella e folcloristica flotta di pescherecci della Liguria, tale carattere deve mantenere. foto 5
Il turista viene a S. Margherita, perché qui vuole dimenticare quella che è la sua vita quotidiana, perché vuole riposare e divertirsi. Il porto di S. Margherita ospita la maggior parte della flotta dello Yachts Club Italiano, che qui porta attraverso i proprietari dei battelli un grande flusso di ricchezza.
E non è logico accomunare e mettere fianco a fianco i grandi navigli dalle bianche e splendenti vele con barche che scaricano legna e carbone che invadono i moli, producono rumori assordanti, lasciano le banchine sporche, quando il turista invece vuol riposare, e vedere il bello, e dimenticare traffici e commerci.
Sarebbe come se d'un tratto ci mettessimo come forsennati a tagliare i magnifici alberi del Parco Chierichetti, della Villa Porticciolo, della Villa Spinola e come dementi ci mettessimo a costruire quelle orribili cose, che i costruttori chiamano edifici moderni. foto 6
Ebbene in capo ad un anno S. Margherita rimarrebbe spopolata di turisti, perché quei verdi e bellissimi parchi, insieme al porto di S. Margherita, porto ripetiamo, peschereccio e di yachts, sono i suoi caratteri fondamentali che la fanno ammirata ed amata dai turisti. Per questo noi diciamo no al porto commerciale, anche solo parzialmente, anche se commercialmente venisse usata una sola banchina.
Però pronti a sentire e pubblicare le ragioni di coloro che affermassero il contrario.
Da una parte stanno gli interessi vitali della cittadinanza, dall'altra quelli di poche persone, che possono trarre altrove (e tutta la cittadinanza sarà disposta ad aiutare per rimpiazzarli), lavoro ed occupazioni anche più proficue.
E non dimentichiamo che di fronte a questo inconveniente numerose famiglie che abitano nella zona del porto, hanno deciso di trasferirsi in città più tranquille e meno commerciali; così come numerosi proprietari di yacht hanno deciso di ancorare altrove in porti meno caotici e più tranquilli i loro navigli.

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