Testata Gazzetta
    Pezzi di storia

Villa Lo Faro… o meglio Villa Costa

Villa Costa E' l'anno 1895 quando Giuseppe Costa, dopo aver fatto fortuna in Sardegna con un sugherificio, acquista un terreno sulla strada per Portofino per costruirvi una villa. Giuseppe è cugino di secondo grado di un altro Costa, Francesco Domenico, che realizzò un'importante biblioteca privata (oggi costituisce l'omonimo fondo antico della nostra Biblioteca comunale1).
La costruzione è affidata a uno dei più importanti architetti del momento, Luigi Rovelli. Nella Genova a cavallo tra Ottocento e Novecento è il professionista più introdotto presso la committenza aristocratica e alto-borghese.
Luigi Rovelli nasce a Monza il 23 marzo 1850 e si diploma all'Accademia di Brera per poi trasferirsi in Liguria con lo zio Giuseppe, anch'egli architetto2.
Oltre ad altre numerose opere, a lui si deve il rifacimento della facciata del Santuario di Nostra Signora di Montallegro (del 1896), oltre al progetto portineria dell'altare maggiore (nel 1882).
Nel 1898 il Comune di Santa Margherita lo coinvolge nella commissione che deve decidere tra i diversi progetti per la strada di San Lorenzo; nel frattempo presenta anche un progetto di filovia elettrica di collegamento con Portofino.

Orientato alla progettazione di ville e giardini, la costruzione realizzata per Giuseppe Costa si caratterizza per il corpo cilindrico a torre, la portineria in stile Coppedè e l'ampio parco, dotato di grotte artificiali.
La villa fu ben presto data in affitto e dal 1912 fu abitata dalla principessa Evelina Colonna di Stigliano, figlia del miliardario John William Mackay e attiva volontaria dell'Ospedale sammargheritese della Croce Rossa Italiana durante la Prima Guerra Mondiale3.

saponificio Stabilimento S. A. Saponeria V. LO FARO & C.
in Morigallo (Bolzaneto)

La villa fu poi venduta, nel 1923, ai fratelli Giovanni e Vittorio Lo Faro, proprietari dell'omonimo saponificio di Morigallo (località presso Bolzaneto, nel Comune di Genova).
Vittorio Lo Faro era nato nel 1876 a Vizzini, comune 50 km all'interno da Catania, dove aveva studiato da macchinista navale.
Nel 1892, in occasione dei festeggiamenti per il quattrocentesimo anniversario della scoperta dell'America, il padre musicista giunse a Genova e Vittorio trovò lavoro presso il cantiere navale della Foce, che Enrico Cravero aveva trasformato in un moderno complesso industriale.
Intorno al 1900 Vittorio avvia la sua attività indipendente con una piccola fabbrica di sapone a Morigallo, in un capannone di legno che dopo molto lavoro e iniziativa diventerà di muratura e costituirà l'inizio dell'industria saponiera ligure. intestazione
Quarant'anni dopo, nel 1940, Vittorio Lo Faro sarà alla testa di importanti industrie: lo stabilimento Lo Faro di Genova-San Quirino e la Società Sirio di Milano produttrice di saponi e profumerie, la Società Anonima Macinazione di Brandizzo (molini nei dintorni di Torino) oltre a imprese nell'industria edile.
Durante la Prima Guerra Mondiale fu Amministratore delegato del Comitato Italiano Saponieri, con il compito di rifornire la Nazione delle materie prime complesso necessarie all'industria saponiera.
Amico di Gerolamo Gaslini4 (1877-1964), condivise con questi lo spirito filantropico: è nota la sua iniziativa "il mese del cappotto", per comperare un cappotto ai suoi dipendenti all'inizio dell'inverno.
Fu anche mecenate delle arti e accolse molti artisti: il più noto è lo scultore Francesco Messina (1900-1995).
La villa di Santa Margherita fu curata particolarmente dal fratello Giovanni: arricchì il parco e il giardino con piante caratteristiche del Mediterraneo e fiori di montagna. I vialetti sono fiancheggiati da splendidi alberi alti, intersecano grotte artificiali in stile eclettico dell'epoca e portano a splendide collinette che si affacciano sul mare, in stile romantico. Sostituì gli ulivi con pini marittimi e piantò alberi di tiglio sul limitrofo Viale Privato Benedetto Costa.
Giovanni ebbe quattro figli uno dei quali, Piero, fu un illustre pianista e ospitò nei saloni della villa personaggi della cultura, tra i quali lo scrittore Salvator Gotta (1887-1980), ma soprattutto musicisti famosi come Gianandrea Gavazzeni (1909-1996) e Mario Rossi (1902-1992); nutriva grande ammirazione e affetto filiale per Victor de Sabata5 (1892-1967), per molti anni ospite nel vicino Hotel Regina Elena. ingresso
Piero ottenne il Diploma al Conservatorio "Niccolò Paganini" di Genova, cui seguì la licenza di Concerto e Virtuosità ottenuta presso la sede di Sion della "Haute école de musique de Lausanne (HEMU)" in Svizzera. Frequentò anche il grande pianista lituano Vlado Perlemuter (1904-2002), che scrisse ne 1981 pubblicità «Ho avuto modo dì approfondire con Piero Lo Faro le opere principali e più importanti di Maurice Ravel… E' raro incontrare sulla propria strada un pianista altrettanto appassionato, entusiasta e sensibile ad un tempo… Non dubito che un tale musicista darà grande gioia a coloro che potranno ascoltarlo».
Nel salone d'inverno della villa, da cui si gode uno dei panorami più belli del Golfo, Piero organizzò concerti di beneficenza e si esibì personalmente, insieme ai migliori pianisti italiani e stranieri: morì il 23 ottobre 2013 a 75 anni lasciando due figli maschi, Giovanni ed Emanuele.


1 Vedi l'articolo della Gazzetta "Francesco Domenico Costa, Amalia Vago e la Biblioteca" del 9 ottobre 2020
2 Morirà a Rapallo nel 1911 lasciando il figlio Antonio, pure lui architetto.
3 Vedi l'articolo della Gazzetta "Evelina Colonna di Stigliano" del 18 aprile 2018
4 il cui oleificio era vicino allo stabilimento Lo Faro e anch'egli proprietario di una villa a Santa Margherita
5 Vedi l'articolo della Gazzetta "Victor de Sabata - Un invito a ricordare" del 18 agosto 2017

© La Gazzetta di Santa