Testata Gazzetta
    Pezzi di storia

Rifiorisce il tombolo contro i ricami a macchina
di Felice Ballero

Stampa Sera – 21 febbraio 1951

Stupenda raccolta a Rapallo di pizzi raffinati, da quelli eseguiti in punto di Genova a quelli a rete dell'Ardenza1

Come è noto le donne di Santa Margherita hanno offerto a Pleven e a Schuman2 preziosi pizzi ricamati al tombolo. E' un tradizionale gesto tombolo di affettuosa ospitalità che ha già commosso più di un personaggio venuto a «scoprire» il Tigullio: al Kaiser, ad esempio, nel 1910 fu offerta una architettonica custodia di pizzo per il suo colbacco, e la regina Margherita, puntuale e devota collezionatrice di merletti, ricevette addirittura un arioso parasole il cui cupolino pareva creato da un maestro illuminatore.
Dicono a Santa Margherita che il tombolo sia stato il mestiere della Madonna.
Naturalmente c'è molta devozione e parecchio spirito di parte in una affermazione del genere, ma le alunne della Scuola Comunale di pizzo al tombolo si guardano bene dal dubitare che la madre di Gesù si guadagnasse il pane quotidiano con un lavoro che non fosse questo (lindo, lievemente trillante per via dei fuselli, armonioso, delicato, aereo, tutto femminile, pieno di fantasia e di curiosità) del pizzo al tombolo. D'altra parte ogni anno è costume che circoli di casa in casa il «tombolo della Madonna della Lettera»: ogni donna, signorina o madre di famiglia, si impegna a ricamare al tombolo la sua porzione di pizzo, cosicché alla fine della crociera attraverso gli approdi delle case di Santa Margherita il pizzo è lungo centinaia di metri come la candida e crepitante scia di un battello, e viene venduto a favore della chiesa di San Giacomo di Corte, che custodisce appunto la statua della Madonna della Lettera.
Oh, se volete osservare un magnifico merletto, certamente uno dei meglio che ci siano al mondo, venite a Santa Margherita il giorno della festa della Madonna, quando l'altare della chiesa di San Giacomo è inguainato in un sopraffino lavoro al tombolo - leoni, infiorescenze, picche, parole evangeliche, in una spumante gloria di «punti di Genova» - che costò parecchi mesi di lavoro alle sorelle Letterina e Margherita Larco, cugine di mia nonna materna. merlettaie 1
Davvero per i Liguri intrecciare refe o paglia o fili di seta o d'argento è sempre stata una festa: i velluti di Zoagli che crescono nel cuore di monumentali telai vanno sottobraccio alle reti da pesca camoggine lavorate col mòdano3, e le seggiole impagliate di Chiavari sono parenti di primo grado con le nasse4 (le caratteristiche trappole per i polipi) intessute a Sestri Levante, e i sorprendenti ricami di filigrana non sono altro che auliche modulazioni dei merletti fatti al tombolo.
Il tombolo in Liguria è una passione antica come l'istinto di navigare, e alterna momenti di viva fortuna ad altri in cui è immeritatamente trascurato: ad esempio, dopo la scoperta dell'America, quando il mondo dei naviganti si allarga smisuratamente ed il loro genere di vita prende un impulso fino ad allora sconosciuto, le donne a casa hanno meno pazienza e più vanità, e la moda dello sgargiante «mezzaro» (il gran scialle di cotone stampato a fiori tropicali e uccelli del paradiso) mette per parecchio tempo in disparte i pizzi casalinghi… finché i parroci puntano l'indice minaccioso su quella varietà galante di telo mimetico «per i pericoli, le male operazioni, la quantità di adulteri compiuti sotto i veli rameggianti».
Così, tra le occhiate furibonde dei mariti, precipitosamente si tornò agli ariosi veli, ai ragnati «pezzotti»5 che garbatamente proteggevano le donne senza nascondere le loro occhiate, i loro sorrisi, insomma i loro pensieri…
Ci sono dei merletti fioriti da un tombolo lungo due metri, grondante di ben cinquanta dozzine di fuselli maneggiati sapientemente da quattro donne alla volta. Capolavori del genere si possono vedere in una specie di museo del pizzo al tombolo ordinato da Mario Zennaro, vecchio commerciante di trine, cioè appassionato mercante d'arte, a Rapallo.
Nelle bacheche di questa singolare esposizione si passa dal «puntetto», che sarebbe l'a-b-c del tombolo, al lavori raffinati eseguiti in «punto di Genova» o in quello a rete dell'Ardenza; ci sono più di trenta varietà di punti, di cui il più comune è l'agile ed elegante «santamargheritese». Lo Zennaro ha pure raccolto istoriati fuselli settecenteschi, e graziosi treppiedini intonacati di schegge di madreperla, e solenni merlettaie 2 tomboli foderati di damasco per le signorine della nobiltà le quali, c'è da scommetterlo, più di una volta avranno desiderato di poter accedere alla spiaggia a piantare il loro trespolo, accanto a quello delle donne del paese che, in festosi gruppi coreografici, lavoravano al tombolo fasciate nel discreto e suggestivo carillon dei fuselli cozzanti l'uno contro l'altro.
La marea del ricamo fatto a macchina ha danneggiato non poco la già florida industria del tombolo, tuttavia questa resiste e, specie in questi ultimi anni, è in costante progresso.
«E' un buon segno - dice un vecchio santamargheritese che ha bottega di pizzi sotto i portici di Corte - oggi la gente comincia a preferire un centrino creato con amore e pazienza alla tovaglia anonima e fredda sfornata senza devozione da una macchina, e ciò appunto mi sembra un buon segno, come se la gente stia tornando ad un ideale di verità».
D'altra parte l'industria del tombolo ha bisogno di respiro perché offre lavoro ad una infinità di gente; alle ricamatrici naturalmente, e poi ai falegnami che fanno i treppiedi e forniscono i fuselli, agli impagliatori che ogni tanto sono chiamati a cambiare la imbottitura dei cuscini, ed alle disegnatrici che creano di continuo nuovi motivi per i vari punti del tombolo e nuove applicazioni per il pizzo.
E' ora che le grandi Case di moda e gli studi degli arredatori italiani diano una mano a questi artigiani suggerendo, tanto per i costumi quanto per gli interni domestici, l'uso dei nostri pizzi eleganti e seducenti come la spuma del mare.


1 Trina che risale all'inizio del 1900 e prende il nome dalla località che sorge al confine Sud di Livorno
2 Vedi l'articolo della Gazzetta "Quando l'unione dell'Europa era una speranza" del 7 agosto 2020
3 Legnetto che serve a formare le maglie delle reti
4 Vedi l'articolo della Gazzetta "Metodi di pesca" del 9 marzo 2020
5 Scialli per la testa

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