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"Cantando sotto la pioggia": Frank Sinatra

Venerdì 26 giugno 1987: l'ultrasettantenne Frank Sinatra1, reduce da un tour a Palermo, Bari, Roma, Verona e Genova, si esibì nell'ultimo concerti al Covo di Nord-Est

La Stampa – 26 giugno 1987
La «Voce», venti canzoni, un mito Sinatra
di Guido Coppini

Brividi d'attesa stasera a S. Margherita per il concerto di Frank Sinatra al «Covo» - Tremilaseicento persone alla ricerca di un posto nel locale di Liguori - Un palco in moquette e drappeggi blu - Settecentomila per una poltrona in prima fila - Attesi molti vip

E venne il giorno di Frank Sinatra nel Golfo Tigullio. «L'ho inseguito per quasi vent'anni, gli ho inviato perfino assegni in bianco perché mettesse lui la cifra, ed ora ci siamo», dice con orgoglio Lello Liguori, gestore del «Covo di Nord Est» di Paraggi, dove stasera «the Voice» terrà il suo concerto., inizio alle 22,30, venti canzoni, una platea da «parterre du roi».
Sono le giornate dei supervip, perché all'hotel Imperiale vi sarà la riunione del «Club dei Club», presenti fra gli altri i conti Donà Delle Rose, i baroni monegaschi di Polignac, i Gancia, lo stilista Emilio Pucci, alcuni sceicchi in ordine sparso, la bomba sexy Brooke Sheld.
3600 in lista d'attesa
E se si scatenasse il maltempo? Sinatra, in questo caso, sposterebbe il suo recital a domani sera. Per ora il tempo è splendido, il vecchio castello è un trionfo di verde e di fiorì.
Mille i posti, 4600 le richieste, quindi una lista d'attesa interminabile. Per avere un tavolo c'è chi si è fatto raccomandare da onorevoli, autorità locali, perfino da un ministro. Vi saranno grandi industriali (a cominciare da Raul Gardini), esponenti del calcio e dello spettacolo, club di «Amici di Sinatra» provenienti da Bruxelles, Zurigo, Stoccolma. Uno è arrivato da Bangkok. In prima fila, Roger Moore e signora, Sammy Davis, forse Caroline e Stephanie di Monaco.
Il ponte dell'imperatore
Sinatra canterà da un palco tutto in moquette e drappeggi blu. Il suo camerino: il ponte dello yacht «Jaza», che l'imperatore Francesco Giuseppe offrì all'Italia in conto danni di guerra. E' lungo 16 metri, ha ancora le appliques di quando fu costruito, i quadri decò, lampade di ottone.
Sinatra vi ha voluto bottiglie di due marche di whisky, vodka, succhi di frutta e all'ultimo momento freschi tramezzini all'insalata e tonno. Nelle grucce sono già appesi tre smoking blu notte.
Ventiseimila gamberi
Per non disturbare Sinatra si comincerà a cenare dopo la mezzanotte. Il menu: caviale, aragosta, gamberi, salmone, champagne. In cucina, da ieri, hanno già sgusciato 26 mila gamberi e preparato due quintali di aragoste e 50 kg di salmone.
I prezzi: per i 200 posti di prima fila (40 li ha prenotati Sinatra), 700 mila lire, champagne compreso. Dalla seconda fila alla decima da 200 a 350 mila; posti ingresso in piedi 100 mila.
I giovani e il mito
Eccezionale il numero di richieste di giovani. Frankie non esercita il fascino solo sulla terza età che ha legato tante emozioni alla sua voce, ma anche sui ragazzi, curiosi di vedere da vicino il mito di una generazione.
Un mito che, quasi giornalmente, la televisione ripropone in vecchi film. Forse Sinatra, come Marilyn Monroe, è una leggenda senza tempo nella quale rivive il divismo.
E in ottobre. Liza
Tre Tir hanno scaricato strumenti e bagagli di 36 componenti l'orchestra e di 90 persone che sono al seguito di Sinatra.
Lo spettacolo costerà mezzo miliardo, 400 milioni andranno alla troupe di Sinatra. «Il mio obiettivo è chiudere in pareggio», è la speranza di Liguori, comunque contento della ricaduta che avrà in immagine. C'è già un primo risultato: l'impresario di Sinatra ha assicurato per i primi giorni di ottobre uno show con Liza Minnelli.
Shopping a Genova
Segretissimi i movimenti di Sinatra che arriva nella tarda mattinata di oggi da Montecarlo. Farà shopping a Genova con la moglie Barbara, forse andrà dal sarto Andrea Odicini, forse si farà vedere al ristorante «Zeffirino». Può darsi che a Rossi di Lumarzo dove è nata la madre, vada la signora Barbara. Non si sa. La strategia degli spostamenti è complicatissima. Né si sa quel che intende fare dopo il concerto. Due suite sono comunque pronte all'hotel Miramare di Santa Margherita.


la Repubblica – 28 giugno 1987
"Cantando sotto la pioggia": Frank Sinatra
di Guido Vergani

La voce di Frank porta pioggia. Dopo il nubifragio che ha inzuppato i diecimila dell'Arena di Verona e le vecchie ossa di Sinatra ecco sul recital al Covo di Nord-Est, quelle che, in termini meteorologici, si definiscono precipitazioni: tanta pioggia, battente, o vaporizzata dal vento, da mettere a repentaglio la serata, anche perché, nei momenti di scroscio, rimbombava il telone steso a protezione del palco e dei tavoli a maggior costo di cena. pioggia
Ma c'è stata una tregua: non più cataratte, ma pulviscolo d'acqua.
Frank era un po' nervosetto, La Voce avrebbe cantato
Sinatra, diceva un assistente dell'impresario Cariaggi, era un po' nervosetto per il viaggio dall'aeroporto di Genova in Mercedes e la forzata rinuncia al previsto elicottero2. Ma sarebbe andato in scena con qualsiasi tempo. I problemi erano soltanto di Liguori, il proprietario-gestore del Covo, che fremeva di tensione anche assai più dei giorni in cui venne coinvolto dalle rivelazioni di Epaminonda, il Tebano, con relativi strascichi giudiziari.
Liguori, con visibile sconforto, guardava al settore B, quello alla destra della pedana orchestrale, totalmente all'aperto e alla pioggia. I tavolini, preparati con fiori e secchiello dello champagne, sgocciolavano. Chi mai, tra i prenotati, avrebbe accettato di cenare sotto l'acquazzone, anche se con il conforto e il condimento di Stranger in the night, delle filanti note di Frank?
Si stingevano i cartoncini del riservato con i nomi scritti in pennarello rosso: Vago, Da Pelo, Chiarolane, Smeraldo, Neonato, firme oscurissime del Gotha borghese che avevano pagato trecentomila lire a coperto e che avrebbero preteso il rimborso. Se ne andava una buona fetta dell'incasso a coprire i 400 milioni (uno sconto sui rituali 530 milioni a serata, perché il locale non può ospitare folle oceaniche) del contratto: cachet di Sinatra, dei 35 orchestrali e dei 45 tecnici elettronici e televisivi che il cantante si porta dietro.
Frank si preparava in camerino. Cariaggi, il manager di questo tour italiano della Voce, schiattava di orgoglio professionale, dopo qualche annetto di piccolo cabotaggio nei concorsi di bellezza, e raccontava ai cronisti i prossimi colpi: Liza Minelli al Palatrussardi di Milano, i concerti italiani dell'antico idolo Paul Anka e di Sammy Davis. Nell'euforia, non dimenticava la solidarietà coniugale e ricordava che a novembre la moglie Lara Saint Paul debutterà nel circuito dei grandi casinò americani, cominciando da Atlantic City.
Solo Liguori si sentiva nella tempesta e tempesta era perché, dopo un'effimera pausa meteorologica, la pioggia insisteva ad inzuppare il settore non protetto. Mancava un'ora allo spettacolo. Già qualche prenotato aveva voltato le spalle, per l'indignazione di mogli in mezzasera ciancicati dall'acqua e da un'afosa umidità.
I pagatori eccellenti
Arrivavano le pattuglie dei voglio e non posso: coppie e gruppi familiari dei tavoli un po' defilati, quelli con la cena meno onerosa di portafoglio per via della lontananza dal palco. Nel grande anticipo di questi arrivi, rispetto a quelli da settecentomila lire a coperto, si potevano leggere ansie mondane, senso di conquista e la voglia di godersela tutta la serata, anche nella sua dimensione di passerella sociale, di status symbol.
Poi, è stata la volta dei pagatori eccellenti, del fronte palco. Nel putiferio dell'ingresso, presidiato solo per coreografia dalla possanza dei Rams, una biancoverde squadra del baseball milanese, qualcuno stentoreamente proclamava il proprio nome e, fiero come se fosse un titolo nobiliare, il proprio piazzamento logistico: Aloisi, prima fila. Nomi quasi sempre sconosciutissimi, se non alle banche. Una sfilata di grassa borghesia senza un'identità mondana da ribalta, senza antichi pedigree di denaro. Non c'era la società genovese, né quella milanese che ha casa a Paraggi e a Portofino e che non si mischia con gli eserciti della ricchezza di Santa Margherita e Rapallo. concerto
Del resto, il Covo, un villone bloccato a metà costruzione dai vincoli paesaggistici o dall'improvviso fallimento dei proprietari e trasformato in night, ha da sempre questo tipo di clientela. Nella geografia e nella sociologia delle notti estive, il suo mito esiste dai tempi di Fred Buscaglione, ma non ha mai insidiato al Carillon di Paraggi il primato atmosferico, snobistico di night per l'aristocrazia del denaro. Doveva essere l'occasione elitaria della trionfante tournée italiana di Sinatra con base a Montecarlo e un andare e venire di jet privati, perché l'amore di Frank per le proprie origini, per le proprie radici sicule e liguri non comporta evidentemente la fiducia nei comfort tricolori.
Elitaria lo è stata solo per la spesa. I cronisti del chi c'era, i fotografi si aggiravano sconfortati: rari flash e taccuini vuoti. Dell'annunciato Craxi manco l'ombra e, se si esclude il Mentasti delle acque minerali, manco l'ombra di star del reddito. Bisognava accontentarsi di Lelio Luttazzi che pochi riconoscevano perché i televisivi anni '60 sono passati da un pezzo.
Quando, alle 10,30 La Voce ha attaccato, quasi sovrastata dal grido di un maturissimo fan (sono trent' anni che ti aspetto), erano umidicci i lini, gli improbabili smoking a giacche spezzate e farfallini fantasia, gli scolli delle signore. C'era aria di noiosissimi raffreddori estivi e, data l'età media del pubblico, di un riacutizzarsi delle artrosi.
Tante canzoni e poca teatralità
Andava la voce di Frank, fra il tripudio di madri e nuore per cui quel filare di note, di morbidi refrain devono essere stati complici, in passato, di amori, di passioni e, appunto, di moltiplicazione della demografia. Andava la voce, solo di tanto in tanto bisognosa di trucchi del mestiere nello sforzo di ritenere l'acuto, le note alte, i fiati prolungati. Una fatica visibile sul volto per l'insorgere dagli zigomi alle mascelle di due strisce violette, colore dell'apoplessia3.
Un'ora di canzoni; pochissima teatralità di gesti; un solo intermezzo parlato a ricordare Palermo e Genova, le città degli emigrati Sinatra; tre bis e addio Italia, mentre il signore del sono trent'anni che ti aspetto implorava gridando: Resta con noi.4


1 (12/12/1915-14/5/1998), figlio di immigrati italiani: il padre di Lercara Friddi (PA) e la madre Garaventa di Rossi, frazione di Lumarzo (GE)
2 Arrivato a Genova in elicottero, poi in Mercedes nera
3 Contraccambia i generosi applausi del pubblico, fingendo di benedire la platea con il microfono usato come un aspersorio dopo averlo intinto in una coppa di champagne.
4 Il cantante è ripartito in nottata per l'albergo monegasco.

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