Testata Gazzetta
    Pezzi di storia

A Portofino tornano i VIP
di Piero Valentino

la Repubblica – 18 luglio 1985

Il Bartolo [Ferrari] è il patron dello "Strainer", un "buco" in fondo alla calata, sulla destra, proprio di fronte alla "Gritta" di Maurizio Raggio. Da anni vignetta attira nel suo American Bar e nel terrazzo soprastante i "vip" che approdano a Portofino. Negli ultimi tempi si erano un po' rarefatti, ma l'estate '85 li sta riportando uno per uno.
L'altra sera, per esempio, è ricomparso Gianni Agnelli. Era in compagnia di Luca di Montezemolo ed ha sostato sulla terrazzina piena di fresco e di pace che sovrasta il localino di Bartolo. Ad attenderlo c'era il conte Agusta e un piccolo imprenditore locale, il "vecchio" Moscatelli, che festeggiava un discreto numero di anni. Poi alcuni amici occasionali e una misteriosa ragazza, "splendida" dice chi c'era, che suonava la chitarra.
Una serata di alto bordo come non si vedeva da tempo. L'allegria del gruppo si è protratta a lungo, nella notte. Attirati dal chiasso i carabinieri sono andati a dare un'occhiata: su nella terrazza cantavano e ridevano, come impone una vacanza breve e intensa in uno scenario che resta sempre magnifico.
"Che cos'è questo schiamazzo?". Hanno chiesto i militari. Il Bartolo era un po' preoccupato e ha tagliato corto: "Niente niente, è gente che canta per dimenticare…". "Ma chi sono?". "Andate un po' a vedere…", ha celiato un po' malignamente il patron dello "Strainer", a quel punto deciso a rischiare e quasi divertito.
E' finito tutto bene, come si dice: l'avvocato ha rischiato il "cartellino giallo" dell'ammonizione, il conte Agusta che a Portofino ci abita e ha messo su anche un campo da terrazzo per elicotteri ha fatto la parte del padrone di casa, e lo "Strainer" attende altri ospiti di riguardo.
La stagione, decisamente, promette bene: non sono ancora le notti ruggenti di un tempo, ma il ritorno all'antico è segnato. Il via lo ha dato la partenza della "Brooklyn Cup" un mese fa: i più bei nomi della navigazione a vela sono salpati verso l'America, dove stanno per arrivare, su barche bellissime e sponsorizzatissime, in un bagno di mondanità. Padrini, Giorgio Falk e Rosanna Schiaffino, che hanno in mente di realizzare una "nipotina" di "Azzurra" e battezzarla "Portofino".
Anche il neopresidente dell'azienda di soggiorno di Portofino, l'avvocato Silvio Romanelli, ha in mente progetti favolosi: portare nella baia, ad esempio, l'erede di "Azzurra" la "Consorzio Italia" ed esporla "sospendendola" in aria davanti agli occhi di chi arriva.
Se Portofino sta ravvivando i ricordi degli anni '60 e '70 conquistando una "nuova mondanità" e un turismo fatto di grandi nomi e di personaggi importanti, i problemi del turismo, qui come del resto nel Golfo Tigullio restano. Perché chi riesce ad arrivare nel borgo è davvero un privilegiato: dal venerdì sera al lunedì la coda di auto sfila ininterrotta per quattro-cinque chilometri da Rapallo a Santa Margherita a Portofino. E anche perché il turista "normale" è alle prese con un caffè a tre-quattromila lire se consumato al tavolino o con cene in ristoranti à-la-page al prezzo minimo di 150mila lire a testa.
Fatte le proporzioni, il fenomeno si riproduce in tutti i centri principali delle riviere, da Sanremo, Alassio, Bordighera, allo stesso Tigullio, Rapallo, Santa Margherita Ligure, Sestri Levante e anche nel golfo spezzino. Chi gestisce bar, ristoranti e alberghi si difende facilmente dietro l'inflazione, ma chi affolla questi lidi cerca posti più a buon mercato. E proprio da qui nasce il fenomeno più clamoroso del turismo ligure anni Ottanta, che quest'anno è particolarmente vistoso.
Le decine di migliaia di ospiti che arrivano in Riviera nella seconda casa hanno scelto punti di riferimento precisi ed economici: fanno tornare i conti con precisione, concedendosi al massimo qualche serata "folle". In genere frequentano trattorie più riparate, cominciano a conoscere l'entroterra, trovano alternative all'American Bar nell'osteria di campagna.
Altre migliaia di ospiti arrivano dal venerdì sera alla domenica mattina, soprattutto da Piemonte, Lombardia ed Emilia: ogni anno aumentano e le statistiche delle società autostrade lo dimostrano: domenica scorsa sull'Autofiori sono transitati 350mila veicoli, più che a Ferragosto. Arrivano e, da Ventimiglia a La Spezia, cercano una spiaggia libera, si accalcano, si sistemano stile campeggio ovunque ci sia uno spazio libero. In genere portano tutto da casa, al massimo comprano qualche bottiglia di acqua minerale.
Chi lavora due mesi d'estate negli stabilimenti è furibondo, la "guerra" tra turisti e "locali" è durissima: anche per questo ogni anno gli operatori del settore piangono miseria mentre le statistiche parlano di presenze in aumento. Ma ormai la moda è lanciata: da Milano, ad esempio, alcune centinaia di persone fanno i pendolari quotidiani con le spiagge del Golfo Paradiso e del Golfo Tigullio. Se la cavano con trentamila lire, biglietto del treno compreso, e sono soddisfatti.

© La Gazzetta di Santa