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Renato Dirodi Le cartoline di Renato…

L'amore per la propria città si può manifestare in molti modi: Renato Dirodi ne ha scelto uno per niente originale che tuttavia è diventato unico per la passione e la competenza che vi ha dedicato.
La sua raccolta di cartoline, o meglio "immagini", è ineguagliabile perché corredata da notizie storiche, testimonianze raccolte, ricordi personali che ne fanno uno scrigno di luoghi, fatti e persone.
Da anni, prima con il suo sito "Foto di Santa" poi con i social "Le foto di Santa Margherita" e "Gruppo di Le foto di Santa Margherita", ha messo a disposizione di tutti questo suo patrimonio di grande importanza storica e documentaria.
Siamo convinti dell'importanza della memoria e degli sforzi che dobbiamo compiere per conservarla e trasmetterla, per cui approfittiamo della disponibilità di Renato e pubblichiamo questo percorso nello spazio e nel tempo.
La Gazzetta di Santa



01 La caserma dei Carabinieri (164)
Villa Figurelli in via Cervetti Vignolo.
In seguito venne aggiunto un piano e adibita a casa del fascio.
Nel dopoguerra ospitò per qualche tempo una balera che si chiamava l'Aranceto e quindi individuata come caserma dei Carabinieri.
[La Gazzetta di Santa]
L'edificio aveva ospitato la Casa del Fascio (tappa della visita di Benito Mussolini nel Tigullio il 15 maggio 1938) e, dopo la Liberazione, prima il Comando Partigiano poi, per poco tempo, la sede del Partito Comunista, infine dal 1954 la Caserma dei Carabinieri (fu l'occasione per alzarlo di un piano).


01 Realtà romanzesca (163)
Maggio 1955. La Domenica del Corriere Realtà romanzesca nel Tigullio. Tre ragazzi di Genova si erano appena tuffati nelle acque di Portofino, quando uno di essi, Giuseppe Arboit, si sentì afferrare a una gamba e trascinare verso il fondo: era un grossissimo polpo. Alle sue grida Aldo Occhipinti gli si avvicinò cercando di riportarlo alla superficie ma a sua volta fu preso dai tentacoli. Allora il terzo Edilio Belisardi, coraggiosamente si gettò sul gigantesco polpo e gli rovesciò la testa obbligandolo ad allentare la stretta. Gli stessi ragazzi, poco più tardi, si tuffarono di nuovo e catturarono il mostro.
[La Gazzetta di Santa]
Era il pomeriggio di domenica 1 maggio 1955 quando tre giovani genovesi facevano il bagno a Portofino. Il primo a tuffarsi fu Giuseppe Arboit, di 14 anni, che improvvisamente scomparve sott'acqua. L'amico Aldo Occhipinti, di 16 anni, pensando a un malore, si tuffò per aiutarlo ma fu anche lui trascinato verso il fondo da un'enorme ventosa sulla sua gamba destra.
Fortunatamente il terzo amico, Edilio Belisardi, anch'egli sedicenne, più esperto, intuì ciò che stava accadendo e si gettò mirando al polpo per tentare il classico morso alla testa. Il rientro a Genova avvenne con la preda: un polpo di 8 chilogrammi.

01 Il bagno dei frati (162)
La foto fa vedere la costa sotto il castello prima della realizzazione della strada a mare.
La porticina che si vede sotto Sant'Erasmo era l'accesso dei frati alla loro spiaggia, delimitata dai due muraglioni, dove potevano fare il bagno lontano da occhi indiscreti.

01 Sport? (161)
Maggio 1949: una triste storia dello sport cittadino che costò la radiazione della Società calcistica Tigullio. Si proseguì con altra società, ma la squadra dovette cambiar nome, assumendo quello che ancora oggi porta: Sammargheritese (anche se i più anziani continuano a chiamarla Tigullio).
Come tutte le tragedie mutò in commedia con un gustoso viaggio a Torino compiuto da alcuni degli espulsi, per incontrare un dirigente della federazione calcistica nazionale affinché intercedesse in loro favore.
Il viaggio in treno ebbe inizio in ore antelucane per poter essere a Torino per tempo, in realtà arrivarono alle sei del mattino e il gruppo incorse in alcuni "incidenti" qui non riferibili.
Compagno di viaggio della comitiva un luasso (branzino) che, avvolto in un giornale, doveva essere l'omaggio al dirigente della federazione che era solito frequentare la nostra città.

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