Testata Gazzetta

Renato Dirodi Le cartoline di Renato…

L'amore per la propria città si può manifestare in molti modi: Renato Dirodi ne ha scelto uno per niente originale che tuttavia è diventato unico per la passione e la competenza che vi ha dedicato.
La sua raccolta di cartoline, o meglio "immagini", è ineguagliabile perché corredata da notizie storiche, testimonianze raccolte, ricordi personali che ne fanno uno scrigno di luoghi, fatti e persone.
Da anni, prima con il suo sito "Foto di Santa" poi con i social "Le foto di Santa Margherita" e "Gruppo di Le foto di Santa Margherita", ha messo a disposizione di tutti questo suo patrimonio di grande importanza storica e documentaria.
Siamo convinti dell'importanza della memoria e degli sforzi che dobbiamo compiere per conservarla e trasmetterla, per cui approfittiamo della disponibilità di Renato e pubblichiamo questo percorso nello spazio e nel tempo.
La Gazzetta di Santa



01 La banchina Sant’Erasmo (170)
La banchina di Sant'Erasmo con una nave da carico e la mancina [gru galleggiante generalmente montata su chiatte] dell'OTAM [Organizzazione Tigullio Assistenza Motoscafi] in piena attività.
Sulla destra una barca a scacchi, residuato bellico, convertita in distributore di nafta e benzina.
Gli scogli arrivavano fino all'altezza della pescheria e costituivano il nostro "campo giochi". Da lì a poco verranno banchinati altri tratti fino ad arrivare al castello, con conseguente eliminazione degli scogli.


01 Lo stemma intarsiato (169)
14 Agosto 1977: il sig. Antonio Martinelli, consigliere comunale, dona al Comune lo stemma da lui intarsiato su legno.
L'opera sarà posizionata all'ingresso dell'aula consiliare.

01 Radiazione Tigullio calcio (168)
Maggio 1949: una triste storia dello sport cittadino che costò la radiazione della Società calcistica Tigullio. Si proseguì con altra società, ma la squadra dovette cambiar nome, assumendo quello che ancora oggi porta: Sammargheritese (anche se i più anziani continuano a chiamarla Tigullio).
Si erano messi d'accordo con i Liberi Sestresi perché facessero vincere una partita che avrebbe garantito la promozione. I Liberi Sestresi fecero finta di accettare, ma avvertirono la Federazione i cui funzionari uscirono da un armadio mentre stava avvenendo la consegna del denaro. Colti in flagrante.
Come tutte le tragedie mutò in commedia con un gustoso viaggio a Torino compiuto da alcuni degli espulsi per incontrare un dirigente della federazione calcistica nazionale affinché intercedesse in loro favore. Il viaggio in treno ebbe inizio in ore antelucane per poter essere a Torino per tempo: arrivarono alle sei del mattino e il gruppo incorse in alcuni "incidenti" non riferibili.
Compagno di viaggio della comitiva un luasso (branzino) che, avvolto in un giornale, doveva essere l'omaggio al dirigente della Federazione che era solito frequentare la nostra città.
Il viaggio a Torino non ebbe i risultati sperati: dirigenti e squadra squalificati a vita.
[La Gazzetta di Santa]
da un articolo di stampa
Lo Sport Club Tigullio radiato dai ruoli federali
Sventato un tentativo di corruzione
Stralcio dal comunicato n. 35 in corso di pubblicazione, della seguente delibera presa dalla Lega Regionale nella sua riunione del 4 maggio 1949.
Sport Club Tigullio di S. Margherita Ligure:
Visti i documenti ufficiali in possesso di questa Lega dai quali emerge il tentativo di corruzione effettuato dai sigg. Lopresti Aurelio, Noziglia Vittorio, Brissolese dr. Lindo e Zunini Marco, rispettivamente V. Presidente e Consiglieri della società a margine segnata, nei confronti del Gruppo Sportivo Liberi Sestresi, in persona dei sigg. Marchiandi Alberto e Moro Ernesto, l'uno segretario e l'altro cassiere della società stessa; considerato che alle trattative di cui sopra, a seguito di denuncia tempestiva effettuata dai Liberi Sestresi ed a conseguenti accordi con questa Lega, hanno assistito appositi incaricati federali i quali hanno potuto seguire minuziosamente tutte le fasi dell'accordo stesso conclusosi con scritture private depositate unitamente alla cifra pattuita di L. 290.000 [circa 6.000 € di oggi] a mani di un notaio.
Si delibera:
  1. in applicazione del paragrafo 8 comma a) dell'art. 51 del R. O. di radiare la Società Sport Club Tigullio dai ruoli federali;
  2. di inibire a vita ai sigg. Lopresti Aurelio, Noziglia Vittorio, Brissolese dr. Lindo e Zunini Marco, di ricoprire cariche sociali o comunque incarichi in seno a società affiliate alla F.I.G.C.;
  3. di proseguire l'inchiesta al fine di identificare le società ed i giocatori che si fossero resi responsabili di violazione alle norme di cui al paragrafo 13 dell'art. 49 del R. O.;
  4. di rivolgere un encomio ai dirigenti del G. S. Liberi Sestresi per aver precedentemente segnalato e successivamente denunciato i fatti a questa Lega.

A seguito della delibera di cui sopra la gara ANPI-Tigullio in calendario per domenica 8 maggio non verrà effettuata.

Nel 1982, dopo la vittoria dei mondiali, venne data un'amnistia a tutti i condannati e squalificati per illecito sportivo, ma non si applicò nei confronti della Società Sportiva Tigullio. A metà anni '80 l'avvocato Giuseppe Bollani, presidente della Sammargheritese (SAMM), presentò ricorso e riuscì a ottenere il diritto a chiamarsi nuovamente Associazione Sportiva Tigullio. La nuova dirigenza però, guidata dalla famiglia Fossati, preferì non cambiare nome e aggiungere solo la data di fondazione, 1903 (nei suoi "Annali" A.R. Scarsella ricorda la fondazione della Società Ginnastica Tigullio nel giugno 1904 e solo per il 1905 scrive «che l'8 settembre fu celebrata con una bella festa [il cosiddetto sport] a cui parteciparono tutte le società congeneri della Liguria e fu oratore il prof. A. Scarsella, l'inaugurazione del vessillo della S.S. Tigullio.»).
Il nome odierno è "Associazione Calcio Dilettantistica Sammargheritese 1903".


01 Lo chalet Colombo (167)
Siamo a fine '800 ed è stato eseguito il primo riempimento del vecchio porto per collocare la statua del re Vittorio Emanuele II.
Il riempimento proseguirà negli anni successivi: nella foto, in basso, è visibile ancora la spiaggia originaria.
[Valerio Baiardo]
I vecchi chiamavano quella zona "o mêu" (il molo), perché un tempo ci si ancoravano le navi.
[Le foto di Santa Margherita]
Ancora oggi i vecchi sammargheritesi chiamano la zona "il molo", in ricordo del vecchio porto costituito da un molo annualmente soggetto a riparazioni per i danni causati dal mare.
Da qui la necessità di un nuovo porto più protetto che fu realizzato a partire dal 1851.
Si è sempre creduto che il materiale per il riempimento provenisse dai materiali di risulta della galleria del treno, ma nel 1893 le gallerie erano già state eseguite da oltre 25 anni (la ferrovia fu inaugurata nel 1867). Sicuramente il materiale arrivò via mare. Da rimarcare che il riempimento è avvenuto in più fasi ed è durato almeno 10-15 anni.

01 Piazza Martiri della Libertà (166)
I portici dell'attuale Piazza Martiri della Libertà lambiti dal mare.
I giardini saranno realizzati a partire dal 1893.
Al centro è visibile un edificio, all'interno della proprietà Centurione, che oggi non c'è più, sono rimasti solo pochi ruderi.

01 Hotel "Elio", spiaggia e palme (165)
[Marina Marchetti]
In quel punto c'erano le palme prima della seconda guerra mondiale: le tagliarono per costruire il muraglione antisbarco.
[Renato Dirodi]
Quando, a fine anni '90, si pensò di ricostituire l'intera fila di palme, nella parte più a levante si dovette desistere per la presenza delle fondamenta del muro anti sbarco, che avrebbe comportato un lavoro suppletivo gravoso.
[Gabriella Vismara]
Ricordo che c'erano due file di muraglioni: quello verso il mare è stato demolito mentre l'altro fu abbassato e rimase un po' di tempo.

01 La caserma dei Carabinieri (164)
Villa Figurelli in via Cervetti Vignolo.
In seguito venne aggiunto un piano e adibita a casa del fascio.
Nel dopoguerra ospitò per qualche tempo una balera che si chiamava l'Aranceto e quindi individuata come caserma dei Carabinieri.
[La Gazzetta di Santa]
L'edificio aveva ospitato la Casa del Fascio (tappa della visita di Benito Mussolini nel Tigullio il 15 maggio 1938) e, dopo la Liberazione, prima il Comando Partigiano poi, per poco tempo, la sede del Partito Comunista, infine dal 1954 la Caserma dei Carabinieri (fu l'occasione per alzarlo di un piano).

01 Realtà romanzesca (163)
Maggio 1955. La Domenica del Corriere Realtà romanzesca nel Tigullio. Tre ragazzi di Genova si erano appena tuffati nelle acque di Portofino, quando uno di essi, Giuseppe Arboit, si sentì afferrare a una gamba e trascinare verso il fondo: era un grossissimo polpo. Alle sue grida Aldo Occhipinti gli si avvicinò cercando di riportarlo alla superficie ma a sua volta fu preso dai tentacoli. Allora il terzo Edilio Belisardi, coraggiosamente si gettò sul gigantesco polpo e gli rovesciò la testa obbligandolo ad allentare la stretta. Gli stessi ragazzi, poco più tardi, si tuffarono di nuovo e catturarono il mostro.
[La Gazzetta di Santa]
Era il pomeriggio di domenica 1 maggio 1955 quando tre giovani genovesi facevano il bagno a Portofino. Il primo a tuffarsi fu Giuseppe Arboit, di 14 anni, che improvvisamente scomparve sott'acqua. L'amico Aldo Occhipinti, di 16 anni, pensando a un malore, si tuffò per aiutarlo ma fu anche lui trascinato verso il fondo da un'enorme ventosa sulla sua gamba destra.
Fortunatamente il terzo amico, Edilio Belisardi, anch'egli sedicenne, più esperto, intuì ciò che stava accadendo e si gettò mirando al polpo per tentare il classico morso alla testa. Il rientro a Genova avvenne con la preda: un polpo di 8 chilogrammi.

01 Il bagno dei frati (162)
La foto fa vedere la costa sotto il castello prima della realizzazione della strada a mare.
La porticina che si vede sotto Sant'Erasmo era l'accesso dei frati alla loro spiaggia, delimitata dai due muraglioni, dove potevano fare il bagno lontano da occhi indiscreti.

01 Sport? (161)
Maggio 1949: una triste storia dello sport cittadino che costò la radiazione della Società calcistica Tigullio. Si proseguì con altra società, ma la squadra dovette cambiar nome, assumendo quello che ancora oggi porta: Sammargheritese (anche se i più anziani continuano a chiamarla Tigullio).
Come tutte le tragedie mutò in commedia con un gustoso viaggio a Torino compiuto da alcuni degli espulsi, per incontrare un dirigente della federazione calcistica nazionale affinché intercedesse in loro favore.
Il viaggio in treno ebbe inizio in ore antelucane per poter essere a Torino per tempo, in realtà arrivarono alle sei del mattino e il gruppo incorse in alcuni "incidenti" qui non riferibili.
Compagno di viaggio della comitiva un luasso (branzino) che, avvolto in un giornale, doveva essere l'omaggio al dirigente della federazione che era solito frequentare la nostra città.

(precedente)

© La Gazzetta di Santa